martedì, Aprile 13

Italian dream in salsa fiorentina false

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Partita del cuore 2013

Il Presidente del Consiglio Matteo Renzi è tornato oggi nella sua Firenze per partecipare assieme alla moglie Agnese Landini alla cerimonia d’apertura di Pitti Uomo.
Nel suo discorso ufficiale, il Premier ha esordito dicendo che «La pagina più bella non è nei 60 anni trascorsi. Dire questo non significa essere arroganti ma avere una grande ambizione, essere audaci. Il momento più bello e più grande deve ancora venire, questo vale per Pitti, come per tutta la moda Italia». «Il mondo fuori di qui» ha proseguito «chiede bellezza e noi che siamo abituati a dare del tu al bello in ogni momento della nostra vita, ce ne dimentichiamo. All’estero c’è una fame d’Italia e di qualità della vita, che noi sottovalutiamo e disperdiamo in mille polemiche e discussioni. Noi dobbiamo fare il tentativo di uscire tutti insieme dalla crisi, provare a investire sul futuro dell’Italia, sapendo che le caratteristiche che ci fanno forti sono più grandi delle preoccupazioni che ci attanagliano. La crisi certo non è finita ma può essere vinta».

Il superamento della crisi è stato uno dei temi su cui Renzi si è maggiormente dilungato nel suo intervento: «Dobbiamo raccontare un Paese diverso, come succede con l’Expo. È giusto che ci sia una pulizia radicale, ma Expo è una gigantesca chance per chi vende l’Italia senza svenderla. (…) Giornali e settimanali sono pieni della parte negativa dell’Expo, è giusto che ci sia una pulizia radicale e totale all’Expo e al Mose. Noi siamo intervenuti in modo violento, andando a sradicare e creando un meccanismo che consenta di intervenire sulla corruzione in modo forte. Ma non basta: c’è bisogno della parte positiva. Dobbiamo avere l’intelligenza e la lungimiranza di proporre un racconto del Paese diverso». In particolare, ha sottolineato il premier «è totalmente mancato lo ‘storytelling’, il racconto positivo dell’Italia. Raccontiamo sempre che in Italia va tutto male, che c’è sempre un problema. Noi siamo i peggiori direttori commerciali di noi stessi, con dei direttori commerciali come i politici italiani gli imprenditori sarebbero morti. (…) Dobbiamo essere capaci di raccontare le emozioni dell’Italia, per Pitti questo è l’esame di maturità, mettere in moto l’economia e la capacità di credere nel futuro». E ha poi aggiunto: «Se tutti insieme faremo quello che dobbiamo fare l’Italia nei prossimi 10 anni cambierà il volto dell’Europa e non si limiterà a rincorrerla. (…) Noi chiediamo agli istituti di credito di intervenire con determinazione per far girare i denari che vengono dalla BCE e dare respiro alle piccole e medie imprese».

Intanto, a Roma, dopo una riunione di 2 ore nell’ufficio di Vannino Chiti sembrerebbe essere rientrato il ‘caso Mineo‘ che ha rischiato di degenerare in una scissione nelle file del PD: i 14 senatori che si erano autosospesi (tra i quali anche lo stesso Corradino Mineo) hanno deciso di rientrare nel gruppo, rassicurati anche dal confronto di ieri con il capogruppo Luigi Zanda. Gli ex dissidenti hanno tuttavia confermato la volontà di proseguire la loro battaglia sulla riforma del Senato, viene quindi il sospetto che, nonostante gli incontri di questi giorni, il dissidio rimanga e sia stato spostato sul piano della didattica interna al PD. In qualità di portavoce dei 14, Massimo Mucchetti ha spiegato: «Abbiamo presentato i nostri 25 emendamenti in commissione e, se non verranno approvati, li ripresenteremo in aula. Oggi più che mai, portiamo avanti la nostra battaglia anche perché le cose sono in movimento. Il governo sta per incontrare i 5Stelle, c’è un dialogo con la Lega… insomma, vediamo che cosa accade». In margine all’autosospensione, Mucchetti ha dichiarato: «Nessuno di noi ha mai pensato di lasciare il gruppo del Pd. Non siamo mica Turigliatto». Nelle prossime ore i 14 ex dissidenti spiegheranno in un comunicato congiunto le proprie ragioni.

Durante la cerimonia di chiusura dell’anno accademico della scuola della polizia tributaria della Guardia di Finanza, il Ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan ha ribadito la necessità di reprimere ogni forma di evasione, utilizzando però un approccio nuovo, perché «singoli interventi non sono sufficienti a incidere in modo significativo su un fenomeno strutturato e complesso». Più nel dettaglio, il Ministro ha detto che «è necessario introdurre misure per migliorare i rapporti tra il fisco e i contribuenti», infatti «rendendo più semplice e trasparente e alimentando la fiducia reciproca e rendendo più efficiente la macchina statale, l’incremento del livello di adesione spontanea agli obblighi tributari dei contribuenti sarà tanto più rilevante quanto maggiore sarà la capacità dell’amministrazione finanziaria di reprime e sanzionare in maniera decisa e sistematica ogni forma di evasione fiscale. Sarà pertanto cruciale la credibilità del sistema». Padoan ha aggiunto che «parallelamente alla prospettiva di un riordino complessivo del sistema tributario nazionale oggetto della legge delega fiscale, è stato avviato un lavoro di analisi e di classificazione delle diverse forme di evasione‘».

A tale specifico riguardo, il Ministro del lavoro Giuliano Poletti, in un videomessaggio all’assemblea Confesercenti ha annunciatro: «Proporremo al Parlamento l’istituzione di un’Agenzia Unica per le ispezioni riferite a tutte le problematiche delle imprese, dalle norme lavoristiche a quelle su salute e sicurezza, di INPS, INAIL, ASL e fisco». Ha quindi aggiunto: «Crediamo che non si possa più andare avanti con situazioni nella quale a un’impresa può accadere che nel giro di pochi giorni si susseguono ispezioni del ministero del lavoro, INPS, INAIL, magari quella della ASL e poi anche quella del fisco. In queste sistematica fila di controlli se c’è qualcuno che si arrabbia ha molte ragioni per farlo». Concludendo, Poletti ha sottolineato quanto ciò rappresenti «una grande operazione di semplificazione, efficienza e risparmio: unificando in un’unica agenzia tutti quei controlli, andiamo a disturbare di meno l’azione dei nostri imprenditori. Più efficienza e meno complicazioni».

Un DM del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo prevede lo stanziamento di un fondo di 1 milione di euro per 150 tirocini da 1000 euro al mese, che si svolgeranno in siti culturali di interesse strategico per il Paese. Presentando il provvedimento, il ministro Dario Franceschini ha dichiarato: «Il Grande progetto Pompei, la Reggia di Caserta, il recupero e il restauro del patrimonio storico-artistico nel centro storico de L’Aquila e nelle aree colpite dal sisma dell’Emilia Romagna, così come gli archivi e le biblioteche nazionali hanno bisogno di interventi urgenti e straordinari. È proprio su queste priorità che saranno indirizzati questi 150 tirocini che serviranno a realizzare progetti di tutela, fruizione e valorizzazione del patrimonio culturale». L’iniziativa, ha aggiunto il ministro, prevede «tirocini formativi della durata di 6 mesi che coinvolgeranno giovani di età non superiore ai 29 anni che saranno selezionati per titoli e colloquio. L’obiettivo è quello di individuare i percorsi di studio più brillanti (laurea a pieni voti e corsi di perfezionamento) attribuendo un titolo preferenziale al dottorato di ricerca. Per questa ragione l’indennità prevista per i tirocinanti, pari a 1.000 euro lordi mensili, è stata parametrata all’importo delle borse di dottorato nelle università italiane».

Si prevede che i 150 posti dovrebbero essere ripartiti nel seguente modo: 50 per il ‘Grande progetto Pompei’; 20 per la valorizzazione della Reggia di Caserta e di altre residenze borboniche a partire; 15 per il centro storico de L’Aquila e zone circonvicine colpite dal sisma dell’Abruzzo; 15 per le aree colpite dal sisma dell’Emilia Romagna; 50 per gli archivi di Stato e le biblioteche nazionali di Roma e Firenze.

Il provvedimento è senz’altro più che positivo in un Paese come l’Italia, caratterizzato da un’alta concentrazione di beni culturali. Ci auguriamo che l’iniziativa sia solo la prima di una lunga serie, così come auspichiamo che, in un tempo ragionevole, possa essere stabilizzata la messe di professionisti che, con competenza e passione, opera da anni nel settore dei beni culturali con contratti precari.

Il Democratellum, la legge elettorale proposta dal M5S ha riscosso il consenso di Roberto Calderoli (Lega Nord), che ha affermato: «Tranne alcune fantasie, è un’ottima legge». Più nel dettaglio, ha osservato l’ex ministro, «Alla fine quello proposto dal M5S è un modello spagnolo ma con le preferenze. Sono sempre stato a favore del modello spagnolo, perciò, se c’è chi lo propone, non posso che approvarlo». Tuttavia Calderoli esprime più di una perplessità sulla preferenza negativa, che «raddoppia il potenziale di voto scambio e di strumentalizzazioni insito nel meccanismo».

Dell’offerta di dialogo su riforme e legge elettorale lanciata a sorpresa dal M5S al PD ha parlato Debora Serracchiani, governatore del Friuli Venezia Giulia, a “Effetto Notte le notizie in 60 minuti” (Radio24): «Loro dicono di voler far supportare da parte della rete qualunque decisione prenda il M5S, ma poi si sono ben guardati dal consultare la rete sull’opportunità o meno si aprire al PD». In merito all’effettiva possibilità di un punto d’incontro tra l’Italicum di Renzi e il Democratellum dei 5Stelle, il vice segretario del PD afferma: «È una proposta che, francamente, per alcune parti, non mi sembra assolutamente una base su cui discutere. mi riferisco, per esempio al proporzionale, e penso anche che troverei abbastanza discutibili le cosiddette ‘preferenze in negativo’. La nostra base di discussione è l’Italicum. Certo, ora che c’è voluta una sconfitta elettorale per far passare il M5s dal voler mandare tutti a casa al discutere di riforme, a noi non può fare che piacere».

Al di là dei singoli aspetti della legge elettorale, un dialogo tra le 2 forze politiche sarà forse possibile solo dopo aver superato – quantomeno – le reciproche diffidenze. In questo momento, soprattutto nel PD, prevale un atteggiamento di studio e di cautela. Dopo l’incontro deludente di 1 anno e mezzo fa tra Pier Luigi Bersani e 5Stelle, dopo l’incontro ‘mancato’ di marzo scorso tra Renzi e Beppe Grillo, quello delle prossime settimane sarebbe il terzo tentativo e visto che non c’è 2 senza 3…

Ha destato grande scalpore la decisione di 2 consiglieri del CSM, il membro ‘indipendente’ Nello Nappi e il ‘laico’ di centro-destra Nicolò Zanon, di chiedere l’apertura della procedura di trasferimento d’ufficio del pm Alfredo Robledo. La richiesta è motivata dall’accusa al pm di aver delegittimato il procuratore Edmondo Bruti Liberati con il suo esposto in cui ha sollevato riserve riguardo le procedure seguite dalla Procura nella maxi inchiesta sull’Expò. A parere dei 2 consiglieri, nella procedura individuata da Bruti Liberati non si riscontrano violazioni di regole organizzative e, se queste si sono verificate, sono state dettate da esigenze di rapidità delle indagini; ad ogni buon conto, si tratterebbe di regole che il procuratore, ovvero colui che ha titolarità esclusiva dell’azione penale, può derogare. Diversamente, nel comportamento di Robledo – sempre secondo Nappi e Zanon – sarebbe individuabile l’intenzione di delegittimare Bruti Liberati in nome della contrapposizione personalistica e del risentimento personale. Proprio la denuncia inoltrata al CSM, unitamente alle tensioni che ha determinato, renderebbe impossibile la permanenza di Robledo alla Procura milanese.

Più di uno tra i commentatori intravede nel provvedimento una forma di intimidazione per la magistratura, magari per lo zelo dimostrato nelle indagini su Expò e Mose.

 

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