martedì, Maggio 11

#italiachefunziona: Turismo al Sud ai tempi della crisi

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E’ strano come a volte basti uno spunto tutto sommato marginale per tirare fuori delle storie interessanti, e magari inaspettate,  per questi reportage de ‘L’Indro’ sull’Italia che funziona. Le cose sono andate così. Ho partecipato ad una manifestazione al circolo della stampa di Milano per rappresentare la famiglia di una cara amica giornalista napoletana, Vera De Luca, recentemente scomparsa, alla quale la collega Carmen Mancarella, promotrice di iniziative turistiche in Puglia, ha dedicato il premio ‘Salento da comunicare’. Tra gli altri, mi è capitato di conoscere Mariangela Giannuzzi, responsabile marketing e comunicazione di Iberotel Apulia Antistress Resort. Dal suo intervento, e dal successivo colloquio, è venuta fuori l’idea che, già in itinere nel mio cervello, è maturata il giorno dopo. Incontrato, infatti,  il general manager della struttura, Gabriele Antico, alla Borsa internazionale del turismo, mi sono convinto che era caso di andare avanti. I particolari li ho conosciuti da Damiano Reale, presidente del CdA della ‘Ugento Srl’, cui fa capo la  struttura turistica.

“La società raggruppa tre rami della grande famiglia di mio padre. Oggi siamo tutti qui, figli e cugini, rappresentanti della seconda generazione, fatta in media di quarantenni,  ad aver preso in mano le redini della gestione”. Negli anni sessanta (sembra che tutte le grandi fortune dell’Italia imprenditoriale siano partite in quel periodo) la famiglia Reale si occupava di coltivazione e lavorazione  del tabacco. Le cose andavano benino e gli utili, uniti a pregressi beni di famiglia, furono investiti nell’acquisto di vasti appezzamenti di terreno prospicienti la costa jonico-salentina di Ugento, tra Gallipoli e Santa Maria di Leuca. La costa ed il mare, da quelle parti, sono meravigliosi. In quegli anni, la natura incontaminata rendeva tutto ancora più affascinate. Il fiuto imprenditoriale di papà Reale si rivelò vincente. Nel 1976 fu inaugurato il campeggio ‘Riva di Ugento’, proprio sotto una bella pineta costiera. Però, gli imprenditori salentini non erano paghi (è una caratteristica comune di chi fa impresa con passione), guardavano avanti. Ed è bello constatare come questi primi fermenti di iniziativa turistica prendessero piede in un’area, il Salento, che sarebbe diventata  tra quelle in più rapido sviluppo in Italia, molto apprezzata all’estero. Oggi, il Salento è un must del turismo ed il business continua a crescere, nonostante la crisi.

I fratelli Reale potevano disporre, ormai, di un’area di circa 32 ettari ( in parte, sottoposti a riserva comunale). Iniziano l’iter delle autorizzazioni per costruire una ampia e diffusa struttura ricettiva di tipo alberghiero. Ma sembra di rivedere un film già visto più volte. Proprietari, progettisti, avvocati, commercialisti cominciano a perdersi nel dedalo amministrativo-burocratico fatto di piano regolatore, autorizzazioni, valutazioni di impatto ambientale, consigli comunali che dovrebbero decidere e non decidono, interlocutori che cambiano, leggi in continua evoluzione. E’ la storia dell’Italia di questi ultimi decenni, scritta – è vero – per dare maggiori regole e certezze ai cittadini, ma talmente ingarbugliata che qualsiasi investimento diventa un’epopea. Nell’arco di tredici anni, comunque, (dal 1992 al 2005) la famiglia Reale ottiene tutte le autorizzazioni, apre il cantiere, costruisce l’albergo, investendo diversi milioni di euro. Nel 2009 l’inaugurazione. E’ una struttura di tipo diffuso, sul modello delle masserie locali, fatta di dieci corpi di fabbrica con più unità abitative, più un undicesimo dedicato al fitness. Seguendo le norme nel frattempo emanate, è ubicata oltre la fascia di rispetto a 300 metri dal mare, lasciando intatto quell’ambiente naturale, costituito da pineta e macchia mediterranea.

Il successo è pressocchè immediato, anche perché facilitato da un accordo di franchising,  per la parte commerciale, con i tedeschi della TUI , il gigante turistico  che gestiva già  un albergo vicino. Ed ecco perchè il nome “Iberotel”, che è un marchio della catena tedesca. “Quando abbiamo cominciato non eravamo gestori di campeggio, non eravamo costruttori nè albergatori, ma ci abbiamo fortemente creduto e siamo riusciti nel nostro intento”, dice con soddisfazione Damiano Reale. “Nel frattempo, però, i promotori erano invecchiati, qualcuno era scomparso, ma adesso siamo tutti qui, parecchi cugini, a darci da fare. Tanto, che pensiamo di essere oggi  l’azienda turistica più importante del Mezzogiorno”.  I numeri li illustra il general manager, Gabriele Antico. “Un resort con 333 camere per mille posti letto, nel parco protetto di Ugento. Offriamo un servizio ‘all inclusive’ di livello quattro stelle esclusivo.  Il nostro centro benessere è al top di gamma per varietà e qualità. La nostra selezionata clientela viene da tutta Italia e, per circa il 40%, dall’estero, principalmente dall’Europa centro-settentrionale. Impianti e strutture vengono rinnovati tutti gli anni. Il coefficiente di occupazione, in una stagione, arriva all’85%. A luglio-agosto l’albergo è pienissimo, con l’afflusso specialmente di famiglie. Un segmento particolare del business, pari al 15/20% del fatturato, è rivolto alle aziende, che hanno fatto di Iberotel Apulia sede privilegiata di iniziative con i propri dipendenti. Diamo lavoro a circa 250 persone, tra stabili e stagionali”.

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