mercoledì, Dicembre 1

Italia5Stelle, i grillini si contano a Imola Italia5Stelle

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E, purtroppo, come si è visto, non si trasforma in oro tutto ciò che tocca il Re Mida toscano. Lo dimostra la balla raccontata dal premier sull’imbarazzante vicenda degli scontrini milionari e delle spese pazze sostenute a carico del contribuente da presidente della Provincia, prima, e da sindaco di Firenze poi. «Quello che mi stupisce», insiste Renzi, «è che su una vicenda totalmente inventata debba rispondere più volte: è la quarta volta che dico che è tutto tranquillamente rendicontato e pubblicato online». Peccato che i suoi avversari (ma anche la Ragione), grillini in testa, si trovino di fronte un rendiconto talmente generico da essere incomprensibile e chiedano al premier di fare come Ignazio Marino che, per specificare importi e commensali delle sue ‘cene istituzionali’, ci ha rimesso la testa di sindaco di Roma. M5S che, come anticipato, si auto festeggia il 17 e 18 ottobre all’autodromo ‘Enzo e Dino Ferrari’ di Imola. Previste più di 200mila presenze alla kermesse Italia5Stelle dove- oltre ai 14 padiglioni tematici fissi dove si discuterà del progetto di un’Italia a 5 stelle- si alterneranno 80 artisti tra cui Dario Fo ed Enrico Montesano. Presenti, ovviamente, Beppe Grillo, Gianroberto Casaleggio e tutti gli eletti grillini.

Tiene sempre banco sui mass media il nuovo capitolo della faida interna al Nuovo Centrodestra. Una guerra tra clan che rischia di esplodere definitivamente dopo le dimissioni di Gaetano Quagliariello dalla carica di coordinatore del partito-poltrona alfaniano. Questa mattina Angelino Alfano, intervistato da ‘Repubblica’, si prende i meriti dei successi (?) ottenuti dal governo perché «Renzi, senza di noi, sarebbe sotto scacco da parte della sua minoranza e non realizzerebbe le nostre idee storiche».

Questa la premessa per arrivare a piazzare la stoccata contro il traditore Quagliariello che lo ha accusato, in pratica, di fare da ‘zerbino politico’ al piazzista di Rignano. Contro l’ipotesi di scissione quagliarielliana ventilata dai giornali si schiera anche l’ubiquo Renato Schifani, dato anche lui per uscente ma che, al momento, non vede «alcun esodo» da Ncd. L’ex berlusconiano considera possibile «un’uscita di Giovanardi e Augello, visto il loro malessere» (quale? Ndr), ma si dice convinto che Sacconi e Formigoni resteranno poiché esclude, tra l’ilarità generale, «che il loro pensiero possa essere condizionato da una poltrona». Il ‘craxiano a vita’ Fabrizio Cicchitto bolla, infine, l’outing di Quaglariello come un «atto di masochismo».

 

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