lunedì, Ottobre 25

Italia5Stelle, i grillini si contano a Imola Italia5Stelle

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Archiviato lo spot da campagna elettorale permanente, girato a colpi di tweet al posto di quella che una volta si chiamava legge di Stabilità, il presidente del Consiglio Matteo Renzi dichiara guerra a Bruxelles giurando di voler ripresentare il provvedimento finanziario «tale e quale» se l’Ue dovesse bocciarlo. Cambiando argomento, il premier riduce a una «vicenda totalmente inventata» il caso degli scontrini milionari battuti quando era sindaco di Firenze, sul quale viene da giorni incalzato dal M5S. La copertina del giorno, non a caso, è dedicata al Movimento grillino che durante il fine settimana celebra a Imola Italia5Stelle, la sua seconda festa nazionale. Oggi, Beppe Grillo lancia l’evento dal suo blog parlando di «due giorni memorabili».

Comunque sia, nonostante il libro dei sogni sfogliato da Renzi, i sondaggi dell’Istituto Ixè continuano a segnalare impietosamente il calo verticale del Pd, sceso al 33,9% di preferenze virtuali contro il balzo in avanti del M5S al 26%. Per questo motivo, per sbarrare le porte del Palazzo ai grillini, il governo, esortato anche da Giorgio Napolitano, pensa di modificare la legge elettorale Italicum assegnando il premio di maggioranza alla coalizione e non più alla lista unica del partitone della Nazione renziano. Il duo Renzi-Napolitano è però costretto a fare ancora i conti con Silvio Berlusconi che apre da Roma, di fronte agli amministratori locali di FI, la campagna elettorale per le amministrative. Il Cav, dopo essersi guardato allo specchio, dà del ‘copione’ al premier e dichiara: «Renzi ha mostrato pulsioni autoritarie, noi non dobbiamo consentire che questo avvenga nel nostro Paese».

Tornando alla legge di Stabilità, ci pensa Daniela Santanché a toglierci il dubbio che sia una manovra di destra perché, dice, «Renzi ha fatto fuori più comunisti di quanto siamo riusciti a fare noi». E, infatti, sul provvedimento economico prova a metterci il cappello Angelino Alfano, costretto però a fare i conti col rischio scissione del suo partitino Ncd dopo la deflagrazione del caso Quagliariello. Sulla natura destrorsa del provvedimento non hanno dubbi, invece, i sindacati Cgil, Cisl e Uil che annunciano una «mobilitazione durissima» contro quella che definiscono la «mancia» da 200mln di euro elemosinata agli Statali. Fissato per l’11 gennaio alla Camera il voto finale al ddl Boschi.

Chiusura di sommario dedicato al caso Moro, con il presidente della commissione d’inchiesta Giuseppe Fioroni che trova una conferma nell’intervista rilasciata al ‘Fatto Quotidiano’ dall’ex portavoce del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina, Bassam Sharif: le Brigate Rosse volevano liberare lo statista Dc.

Sulle scelte di politica economica dello Stato italiano l’Europa «non ha titolo per intervenire», confida oggi un battagliero Matteo Renzi a Radio24, perché «Bruxelles non è il nostro maestro che fa l’esame». Il ‘nostro’ Re Matteo dice basta alla «sudditanza psicologica» verso l’Ue che «ci deve aiutare, non ci deve dire quale è la tassa più giusta». Avvertimenti seguiti dalla minaccia vera e propria di ripresentare «tale e quale» la legge di Stabilità se dovesse essere bocciata. Caustico il commento del forzista Renato Brunetta secondo il quale Renzi «ieri ha fatto l’imbonitore, peggio di Wanna Marchi, ha fatto una televendita» perché «in realtà le sue sono promesse in deficit. Vale a dire non ha dato una sola indicazione di tagli per le coperture ai tagli di tasse che lui promette». Il pitbull azzurro, scortato dal leghista Matteo Salvini, si scaglia anche contro il cavallo di battaglia berlusconiano della cancellazione dell’Imu rubato da Renzi perché, quando c’erano loro, «l’Imu sui castelli si pagava». Ma gli strali contro una manovra iniqua e fumosa arrivano anche dai sindacati, messi ultimamente all’angolo dal decisionismo pro confindustriale imposto dal renzismo. Cgil, Cisl e Uil, con una nota congiunta, promettono una «mobilitazione durissima» contro quella che bollano come «una mancia e una provocazione» rappresentata dai 200mln di euro accantonati nella Finanziaria per il rinnovo dei contratti della pubblica amministrazione. Inviperiti anche i pensionati più poveri per il rinvio al 2017 dell’innalzamento della soglia della No tax area.

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