lunedì, Ottobre 25

Italia, un piccolo pallone gonfiato field_506ffb1d3dbe2

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Italy Adopts $30 Billion of Cuts in EU Deficit Push...The Italia

E’ da qualche giorno che mi faccio questa domanda. Più o meno a partire da quando se l’è fatta Giulia Latorre, figlia di Massimiliano, il fuciliere di marina trattenuto in India da oltre due anni assieme al commilitone Salvatore Girone, con l’accusa di aver ucciso due pescatori scambiandoli per pirati.

Alla notizia dell’ischemia che aveva colpito il padre detenuto, la ragazza si era lasciata andare ad un commento su Facebook, rimosso poco dopo per essere sostituito da uno simile, che recitava: “sì, è vero, mio padre sta in ospedale perché non sta bene ed ha avuto una mancanza. Ma voi Italia di m….. fateli stare lì un altro pò! Vi preoccupate di portare qui gli immigrati che bucano le ruote perché vogliono soldi e non vi preoccupate dei vostri fratelli che combattono per voi, e alcuni perdono la vita. Italia mi fai schifo“.

Il fatto che il commento sia stato rimosso per lasciare spazio ad uno dai toni più pacati non vuole dire che non sia mai stato scritto e che pertanto non debba far riflettere: lo sfogo di una ragazza il cui padre, a migliaia di chilometri di distanza, ha subito un malore o una verità che pochi hanno il coraggio di ammettere?

Sempre nei giorni scorsi mi sono confrontata con un amico, dipendente pubblico del Comune di Venezia. Recentemente il Comune ha deciso di tagliare gli stipendi dei dipendenti pubblici per far fronte alle difficoltà economiche in cui versa. Da qui lo sciopero dei dipendenti pubblici dello scorso 27 agosto.

I tagli non sono ancora iniziati, ma per un dipendente con uno stipendio netto che si aggira attorno ai millecinquecento euro si tratterebbe di una diminuzione (sempre netta) di oltre trecento euro. Se secondo la capolista del Pd Picerno con gli ottanta euro in più in busta paga voluti dal premier Renzi ci si fa la spesa per due settimane si può facilmente intuire cosa significhino invece trecento euro in meno al mese per una famiglia.

Soldi trattenuti, ricordiamo, per sanare debiti che di sicuro non sono stati contratti dai dipendenti comunali.

Viviamo d’altra parte in un Paese che ha dimenticato cosa significhi meritocrazia: nel quale calciatori guadagnano milioni di euro e gli operai sono in cassintegrazione. Nel quale c’è chi insinua che ci siano ministre incaricate in base a beltà e giovane età piuttosto che in virtù di competenze vere e proprie.

Viene da chiedersi se in queste insinuazioni ci sia un fondo di verità, visto il rallentamento dei lavori del governo: solo lo scorso febbraio Matteo Renzi rispondeva all’incarico dato dal presidente Giorgio Napolitano con la promessa di “una riforma al mese“, diventata ora un “passo dopo passo” con il traguardo del 2017 per raggiungere dei risultati concreti. Come se tutte le persone a cui la crisi ha già portato via tutto potessero aspettare ancora mille giorni per avere la possibilità di rialzarsi.

Una sola nota positiva: Silvio Berlusconi, ex premier condannato, afferma che appoggia il programma di Matteo Renzi e che gli darà tutto il sostegno necessario. Siamo quindi in una botte di ferro.

Viviamo in un paese dove c’è chi ha tutto e chi non ha niente. C’è un numero spaventoso di precari che domani potrebbero perdere il lavoro e non avere diritto ad alcun sostegno al reddito che convive con i soliti noti intoccabili. Se questa è un’ingiustizia c’è chi pensa di “sanarla” non concedendo il diritto ad un lavoro a tutti, ma togliendo i diritti a chi ce li ha. In questo modo diventeremmo tutti uguali e, secondo qualcuno, giustizia sarebbe fatta.

Quindi l’Italia è un paese di m….?

Sarà stato il vino africano, sarà stata l’estate, ma quando qualche sera fa mi sono trovata a parlare con un amico che vive in Sudafrica ormai da qualche anno svolgendo ricerca per l’università locale, ho capito che non c’è solo del marcio.

Lui è italiano e ha dovuto andare in Sudafrica per un contratto di lavoro nell’ambito della ricerca che gli permettesse di acquistare, con un legittimo prestito bancario, l’acquisto di un appartamento. Eppure continua ad avere nostalgia della qualità della vita italiana: nostalgia del paesaggio, della famiglia, dell’aria.

Quindi sono arrivata alla conclusione che no, l’Italia non è un Paese di m….. .

E’ un Paese migliorabile, un Paese che forse fino ad oggi si è creduto migliore di quanto non sia, un piccolo pallone gonfiato popolato dalle persone sbagliate. 

Però ogni tanto è sano chiederselo.

 

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