mercoledì, Aprile 14

Italia, Renzi vuole tassare i Bot field_506ffb1d3dbe2

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renzi coraggio

È il titolo sulle prime pagine dei principali giornali italiani. Pur consapevole dei rischi che si assume, il nuovo Governo Renzi, alla disperata ricerca di risorse per ridurre in maniera più corposa il cuneo fiscale, ha intenzione di tassare i risparmi personali dei cittadini. L’imposizione di una tassa sui Bot avverà attraverso un’aliquota al 20% oppure tramite l’aumento al 23% per tutte le rendite finanziarie.

Lo ha annunciato il braccio destro del premier, Graziano Delrio, nominato da pochi giorni Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio. Ospite di ‘In Mezz’ora’ della giornalista Lucia Annunziata, su ‘La7’, Delrio ha provato a delineare le linee di azione del nuovo governo, sottolineando che dovrà “dimostrare con i fatti di essere all’altezza». «Abbiamo messo in campo una squadra seria, persone che daranno un contributo importante nel merito delle questioni».

Il nuovo Primo Ministro, intanto, ha chiesto la fiducia al Senato presentando un’agenda economica molto impegnativa. Renzi, che vuole essere l’ultimo Premier a chiedere il voto di fiducia, ha promesso di implementare la riforma elettorale, l’Italicum, investire miliardi di euro in nuove infrastrutture scolastiche e ridurre il fisco. La vittoria appare scontata ma l’esito del voto in termini di vantaggio numerico è importante per capire se il Segretario del Partito Democratico e la squadra di Ministri riusciranno a cementare la loro posizione in una maggioranza per la verità ‘raccogliticcia’.

Per quanto riguarda l’Italicum, l’ex Sindaco di Firenze ha assicurato che verranno rispettati tempi e modi concordati con gli alleati di centro destra. «Non ci sono più alibi per nessuno, l’orizzonte è quello del 2018 ma a patto che cogliamo il senso di urgenza di questa legislatura». Sblocco totale dei debiti della Pubblica Amministrazione e la costituzione e il sostegno di fondi di garanzia per le piccole e medie imprese che non hanno accesso al credito.

Sempre nell’agenzia di riforma economica, oltre alla riforma del sistema della giustizia, è prevista la riduzione a doppia cifra del cuneo fiscale arriverà attraverso misure serie e irreversibili, anche con la revisione della spesa, che porterà risultati e concreti sul breve termine. I soldi per tale operazione verranno trovati anche da operazioni industriali e dal rientro dei capitali. Non verrà imposta invece una patrimoniale anche perché il centro destra non la voterebbe. Un discorso diverso meritano le rendite finanziarie, perché, ricordava Delrio ieri, «c’è una parte non in linea con la tassazione che c’è in Europa e questo per reperire più soldi va valutato». «Se una signora anziana ha messo da parte 100 mila euro in Bot – è l’esempio – non credo che se le togli 25 o 30 euro ne avrà problemi di salute. Vediamo».

Renzi ha ricordato ai membri dei banchi dell’opposizione che si sono lamentati di certe promesse, che il Pil ha subìto una contrazione del 9% dal crack di Lehman Brothers che ha scatenato una crisi economica mondiale e che quindi c’è tanto lavoro da fare. Se si escludono gli annunci di Delrio di ieri che hanno pesato sul settore del risparmio gestito, la Borsa di Milano ha mostrato una reazione contenuta alle notizie politiche e al discorso del neo Premier.

Delrio ha assicurato che l’Italia non intende sforare il 3% e che, tra l’altro, «c’è un 3% del nostro Pil che non stiamo rispettando, quello da reinvestire in ricerca e sviluppo. Vogliamo andare in Europa dicendo che non siamo l’Italia che annuncia ma che fa». Nei programmi dell’esecutivo c’è anche il conflitto di interessi perché «quando dico che vogliamo far diventare Italia un Paese modello» significa anche che «abbiamo bisogno di una legge sul conflitto di interessi, è una cosa che il Paese merita».

Tra le notizie di spicco provenienti dall’Europa, l’agenzia Moody’s ha alzato il rating sul debito della Spagna a Baa2 dal precedente Baa3 ed ha portato l’outlook a ‘positivo’ da ‘stabile’. A sostenere la decisione dell’agenzia i progressi più rapidi del previsto compiuti dal Paese verso il riorientamento dell’economia verso un modello di crescita durevole e gli sforzi per l’implementazione delle riforme strutturali nel mercato del lavoro, nel sistema pensionistico e nel settore bancario.

Sui mercati finanziari, l’indice allargato degli Stati Uniti ha appena toccato i massimi di tutti i tempi, superando la soglia dei 1.851 punti. L’S&P 500 è ora in parità da inizio anno. Anche il Dow Jones, l’indice che riunisce le 40 blue chip quotate in America, sta correndo, con un rialzo superiore ai 100 punti. Gli investitori scommettono nei miglioramenti dell’economia globale, mettendo da parte le paure di una bolla del credito in Asia e di una frenata improvvisa di manifattura e immobiliare in Cina.

Detto questo, l’andamento altalenante delle Borse, anche per via delle turbolenze nei mercati emergenti, ha reso più pessimisti gli investitori nei futures sull’S&P 500 questo mese. È la prima volta da settembre 2012. Dagli ultimi dati ottenuti da ‘Bloomberg’ si scopre che nel caso arrivino segnali di rallentamento dell’economia globale, i trader, in particolare i grandi fondi hedge e speculatori, potrebbero iniziare a vendere titoli.

Nel frattempo l’Europa è scossa da uno scandalo in termini socio-economici riguardante il settore del mattone. Due milioni di case risulterebbero vuote in Italia, cifra che in tutta Europa arriva invece a toccare gli undici milioni, secondo quanto riporta il ‘Guardian’. La Spagna guida la classifica con 3,4 milioni di case, seguita da Francia e, appunto, Italia con 2 milioni. Segue a 1,8 milioni la Germania e a 700 mila il Regno Unito.

Per la maggioranza si tratta di seconde case dove trascorrere le vacanze, molte delle quali acquistate come investimenti da persone che non intendono viverci. «È incredibile. Si tratta di un numero enorme“, ha dichiarato David Irlanda, amministratore delegato della Empty Homes, che si batte per mettere a disposizione le case vuote a favore di coloro che ne hanno bisogno. «Le case sono costruite per viverci, se nessuno ci vive vuol dire che qualcosa è andato per il verso sbagliato nel mercato immobiliare».

Le cifre parlano di 4,1 milioni di senza tetto in tutta Europa, secondo i dati dell’Ue. Freek Spinnewijn, direttore della FEANTSA, organizzazione per i senza tetto con sede in tutta europa, ha dichiarato: “Basterebbe la metà di queste case per porre fine al problema. I Governi dovrebbero fare qualcosa il prima possibile per mettere quelle vuote sul mercato, anche perché il problema dei senzatetto sta peggiorando in tutta l’Unione Europea”.

 

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