sabato, Maggio 15

«Italia pronta per guidare l'UE» field_506ffb1d3dbe2

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New Italian Prime Minister Letta Meets With Merkel In Berlin

Nel prossimo semestre di presidenza italiana del Consiglio Ue «l’Italia dimostrerà di saper guidare bene l’Unione e per farlo dobbiamo avere i conti in ordine, stabilità e le infrazioni delle normative europee risolte o in via di risoluzione». Lo ha detto il premier Enrico Letta  al termine dell’incontro a Bruxelles con i rappresentanti italiani del Parlamento Europeo. «Ho trovato una grande sintonia – ha detto Letta al termine dell’incontro con gli eurodeputati italiani – tutti gli europarlamentari e il governo vogliono che questo sia l’anno dell’Europa, e soprattutto vogliono che sia l’anno in cui l’Europa cambia. L’Italia guiderà un semestre orientato a questo». 

Questa mattina la visita del premier è cominciata con un incontro con il presidente del Consiglio europeo Herman Van Rompuy, per proseguire con la riunione al Parlamento europeo. Letta si è poi diretto alla Commissione, dove incontrera’ il presidente Jose’ Manuel Barroso, accompagnato dai ministri Fabrizio Saccomanni, Emma Bonino, Enrico GiovanniniEnzo Moavero Milanesi e Carlo Trigilia. Nel pomeriggio Letta parteciperà un evento per presentare alle istituzioni europee l’Expo 2015 di Milano. Oltre al premier interverranno Barroso, Van Rompuy, i vertici di Expo 2015, il presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, e il sindaco di Milano, Giuliano Pisapia. L’incontro con le istituzione europee A Bruxelles si svolgerà sostanzialmente un «focus sul contributo e i risultati concreti» che la presidenza italiana potrà dare all’Ue, dalle riforme alle relazioni esterne, dall’economia alle dinamiche post-elezioni europee. Non è previsto, invece, un dibattito dedicato alla situazione italiana, anche se è possibile che vengano menzionate questioni come le privatizzazioni e il proseguimento delle riforme. Sicuramente si procederà a un’ampia panoramica delle tendenze economiche a livello europeo. Ma anche a individuare cosa in concreto l’Italia potrà fare – nonostante un Parlamento appena insediato e una Commissione in scadenza – per concludere il moltissimo lavoro che resterà da fare sui vari dossier legislativi, in particolare per quanto riguarda il mercato unico, e su come proseguire le riforme e la ripresa economica. Verrà anche toccato il tema, al momento caldo su più fronti, delle relazioni esterne dell’Ue, vista la presenza della titolare della Farnesina. Inoltre ci sarà una franca discussione sulle dinamiche politiche in Europa nei prossimi mesi e sulle implicazioni che le elezioni europee avranno sulla presidenza italiana.

Ci sono «morti e feriti» in seguito a un raid di elicotteri del regime che hanno bombardato nella mattinata di martedì il quartiere orientale di Maadi, ad Aleppo, centrando due palazzine residenziali sulla strada della moschea Maqamat. Lo riferiscono all’Ansa testimoni oculari presenti sul posto, senza precisare il numero delle vittime. Le palazzine, dove vivevano numerose famiglie, sono crollate e sono ora in corso operazioni di soccorso alla ricerca di eventuali superstiti. Almeno 20 mila persone rischiano di morire di fame nel campo profughi palestinese di Yarmuk, in Siria, e sono costrette a mangiare cani e gatti randagi per sopravvivere. Diverse donne hanno invece cominiciato a prostituirsi. Il racconto straziante e’ di un giovane ragazzo di nome Ali, che prima che scoppiasse la rivolta anti-Assad era uno studente universitario come altri. «Molti cani e gatti sono stati macellati e mangiati»  ha denunciato all’Afp. A Yarmuk la situazione e’ ormai precipitata e l’emergenza umanitaria e’ alta. Mancano cibo, medicinali e «un chilo di riso puo’ arrivare a costare 100 dollari, la situazione e’ talmente disperata che le donne vendono i loro corpi agli uomini che danno loro da mangiare, ha proseguito Ali». Ad oggi nel campo 78 persone, tra cui 25 donne e 3 bambini, sono morte per carenza di cibo e acqua.

E’ iniziata la seconda giornata della seduta straordinaria del Parlamento ucraino per risolvere la grave crisi politica che sta scuotendo il Paese. L’approvazione di una legge di amnistia per i partecipanti alle manifestazioni antigovernative sara’ al centro del dibattito di oggi. Il partito delle Regioni del presidente Viktor Yanukovich punta a concedere l’amnistia in cambio della liberazione degli edifici pubblici occupati dai manifestanti. L’opposizione è invece per la liberazione immediata dei dimostranti arrestati. Ieri il Parlamento ha abrogato le contestatissime leggi anti-protesta, che hanno fortemente contribuito a provocare gli scontri delle ultime settimane, e il premier Mikola Azarov si è dimesso insieme a tutto il governo per facilitare il raggiungimento di una soluzione pacifica al conflitto. In aula sono presenti gli ex presidenti Leonid Kravchuk e Leonid Kuchma.  Il primo ministro ucraino Mykola Azarov ha rassegnato ieri le sue dimissioni in un tentativo per far calare la pressione delle piazze. «Ho preso una decisione personale di chiedere al presidente dell’Ucraina di accettare le mie dimissioni dall’incarico di primo ministro con lo scopo di creare una possibilità aggiuntiva per un compromesso politico di risolvere pacificamente il conflitto», ha dichiarato in un comunicato.

Il Parlamento ucraino, Verkhovna Rada, s’è riunito stamani con l’obiettivo di abrogare le leggi anti-manifestazioni, approvate un paio di settimane fa, che hanno esacerbato la crisi politica. Le piazze di Kiev e di altre città dell’Ucraina occidentale si sono riempite di dimostranti dopo che il presidente Viktor Yanukovich ha deciso di non firmare l’accordo d’associazione all’Unione europea. Ci sono stati, negli ultimi due mesi, scontri e diverse vittime. La Russia non intende interferire negli affari interni dell’Ucraina e il presidente Vladimir Putin, contestato a Bruxelles dal movimento Femen per il summit Ue-Russia,  pensa che troppi mediatori possano solo moltiplicare i problemi del paese. Riferendosi alla continua presenza di alti esponenti dell’Unione europea a Kiev, Putin ha detto. «Posso solo immaginare come i nostri partner europei avrebbero reagito se, in piena crisi a Cipro o in Grecia il nostro ministro degli Esteri fosse andato in visita facendo appelli antieuropei. Pensiamo che non sia positivo in generale e, considerando certe relazioni speciali esistenti fra Russia e Ucraina, è semplicemente inaccettabile e impossibile per noi. Penso che il popolo ucraino se la possa cavare da solo», ha osservato. Non solo: per quanto riguarda gli accordi su prestiti ed energia, Putin ha fatto sapere anche che la Russia, rispetterà l’impegno di prestare 15 miliardi di dollari all’Ucraina e di ridurre il prezzo del gas che fornisce a Kiev anche se l’opposizione riuscirà a guidare il prossimo governo.

«Siamo sull’orlo di una guerra civile». Il primo presidente ucraino post-indipendenza, Leonid Kravchuk, in carica dal 1991 al 1994, ha usato queste parole per descrivere la crisi in cui il Paese si trova da più di 2 mesi. Rivolgendosi ai 402 deputati presenti in aula (su 450), Kravchuk ha affermato che non sarà possibile trovare una soluzione pacifica alla crisi se «la maggioranza costringerà l’opposizione a stare in ginocchio», ma non va neanche bene – ha aggiunto – se «l’opposizione lancia ultimatum al governo».

Due deputati norvegesi hanno avanzato la candidatura dell’ex contractor della National Security Agency Usa (Nsa), Edward Snowden, per il premio Nobel per la Pace per il 2014. La proposta di due deputati norvegesi I socialisti Snorre Valen e Baard Vegard Solhjell, ex ministro dell’Ambiente della Norvegia, hanno fatto sapere che il dibattito pubblico e i cambiamenti delle politiche avvenuti «dopo le rivelazioni di Snowden hanno contribuito alla creazione di un ordine mondiale più stabile e pacifico». Le candidature entro il primo febbraio Le nomine per il prestigioso riconoscimento devono essere presentate alla commissione che assegna il premio entro il primo febbraio. La commissione non diffonde l’elenco delle persone nominate, ma a volte chi propone un nome lo annuncia anche pubblicamente. I membri della commissione possono aggiungere altri candidati alla lista durante il loro primo incontro dopo il primo febbraio. Edward Snowden ex tecnico della Cia e fino al 10 giugno 2013 collaboratore della Booz Allen Hamilton (azienda di tecnologia informatica consulente della NSA, la National Security Agency) è conosciuto per aver rivelato pubblicamente dettagli di diversi programmi di sorveglianza di massa del governo statunitense e britannico, fino ad allora tenuti segreti.

Google e i regolatori dell’Ue sarebbero vicini a un accordo per la chiusura dell’indagine antitrust, durata tre anni, che l’Europa ha condotto nei confronti del colosso di Internet e dei suoi presunti comportamenti anti-concorrenziali. Secondo le indiscrezioni trapelate oggi, Google avrebbe migliorato di molto le concessioni offerte all’Antitrust europeo e mitigato le preoccupazioni sulle possibili violazioni della competizione sul mercato. Un patteggiamento in base alle norme antitrust della Commissione europea significherebbe per Google evitare una multa consistente, fino a 5 millardi di dollari. La decisione definitiva della Commissione è attesa nei prossimi giorni o, al più tardi, tra due settimane, secondo fonti dell’Unione europea. L’agenzia di stampa Reuters spiega che l’ultima proposta avanzata da Google, la terza dopo che il commissario Ue alla concorrenza Joaquin Almunia ha respinto le precedente come inaccettabile, è «molto migliorata»: il colosso di Mountain View si impegnerebbe in futuro a trattare diversamente le aziende rivali e i contenuti provenienti da altri provider. In questo modo Big G sarebbe riuscita a placare i sospetti della Commissione, che ha ipotizzato che Google favorisca i propri prodotti e servizi nei risultati della ricerca a danno dei concorrenti.

Nella seconda proposta che Google aveva mandato alla Commissione, l’azienda si era impegnata a consentire ai rivali di mostrare i loro logo e indirizzi web in uno spazio in vista e a permettere che i fornitori di contenuti decidessero quali contenuti Google poteva usare. Google aveva anche detto che avrebbe reso più facile per gli inserzionisti spostare le loro campagne di marketing verso piattaforme rivali, come Yahoo! e Bing di Microsoft. Viste le critiche severe di Almunia, la nuova proposta di Big G dovrebbe essere ancora più accomodante nei confronti delle richieste dell’Antitrust Ue. L’iter verso il patteggiamento sarebbe veloce anche perché questa volta i regolatori Ue decideranno senza consultare i 125 rivali della Internet company, che avevano invece inviato commenti sulle precedenti proposte: la Commissione ha le idee chiare su quello che esigono i concorrenti, avendo già raccolto i loro pareri e condotto dei test di mercato.

Non cessano in Egitto le manifestazioni e gli scontri, con attentati a personalità delle istituzioni. Due uomini armati a bordo di una motocicletta hanno ucciso oggi al Cairo un alto ufficiale della polizia egiziana, che era anche un consulente del Ministero degli Interni. Il generale Mohamed Saeed è stato colpito dopo aver lasciato la sua abitazione ed e’ morto più tardi in ospedale. L’alto ufficiale era capo del dipartimento tecnico del ministro Mohamed Ibrahim, sfuggito a un attentato lo scorso 5 settembre che era stato rivendicato dal gruppo Ansar Beit al-Maqdis, ispirato da Al-Qaeda. Mentre nella penisola del Sinai è stato fatto esplodere un gasdotto nella notte a sud della città egiziana di el-Arish. Lo ha riferito l’agenzia di stampa ufficiale Mena, aggiungendo che i vigili del fuoco si sono recati sul posto per spegnere le fiamme. Gli attacchi contro gasdotti si sono verificati più volte in Egitto dopo il crollo del regime di Hosni Mubarak nel 2011. L’ultimo del genere risale a dieci giorni fa. Intanto il presidente deposto dell’Egitto, Mohammed Morsi, è comparso in tribunale al Cairo in un gabbiotto di vetro, separato dagli altri imputati, all’inizio del processo per la fuga dal carcere durante la rivolta del 2011. Lo ha riferito la tv di Stato egiziana, aggiungendo che gli imputati hanno voltato le spalle alla Corte in segno di protesta. Soltanto 19 delle 129 persone incriminate nel caso sono state arrestate, mentre le altre sono ricercate dalle autorità. Il caso è legato alla fuga da carceri egiziane di oltre 20mila detenuti, tra cui lo stesso Morsi e membri di Hamas e Hezbollah. Le autorità accusano gli imputati di aver cercato di «distruggere lo Stato egiziano e le sue istituzioni» complottando con i gruppi stranieri infiltrati nel Paese da Gaza e di aver sfruttato la rivolta contro Hosni Mubarak per organizzare fughe dalle carceri. Secondo la procura, oltre 800 combattenti stranieri entrarono in Egitto dalla Striscia di Gaza per prendere parte ad assalti a tre prigioni, durante i quali furono uccisi diversi poliziotti e detenuti.

Un ordigno è esploso la notte scorsa lungo il confine fra Israele e Gaza al passaggio di una pattuglia militare. La deflagrazione, la seconda in pochi giorni, non ha provocato vittime. Lo ha reso noto un portavoce dell’esercito a Tel Aviv. Resta cosi’ elevata la tensione lungo il confine. Intanto a Gaza fonti stampa riferiscono che un drone israeliano è precipitato oggi nei pressi di Rafah. Le autorità israeliane non hanno ancora commentato questo episodio.

 

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