martedì, Settembre 21

Italia, Paese di disonesti e malfattori field_506ffbaa4a8d4

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Gli ultimi scandali che hanno attraversato Roma, (da Mafia Capitale ai funerali del boss Casamonica) rischiano di dare il colpo di grazia agli ultimi cittadini onesti che ancora lottano e credono nella legalità e nell’onestà.
Gli altissimi livelli di disonestà dilagano ormai ovunque nel Paese. Siamo come diceva Dante Alighieri: «…nave senza nocchiere in gran tempesta, non donna di province, ma bordello!». E’ la citazione più adeguata e precisa per la nostra povera Italia.

Tocca iniziare a comprendere che non dobbiamo pretendere solo da Polizia e Magistratura, ma dobbiamo anche farci il nostro quotidiano esame di coscienza.
Ricordiamoci bene che tutto questo schifo che ci circonda distrugge l’economia, la scuola, l’ambiente, la salute, la società, il lavoro, l’occupazione e le speranze dei nostri giovani. Stanno venendo meno tutti i diritti fondamentali garantiti dalla nostra Carta Costituzionale.

Lentamente ed inesorabilmente tra i nostri valori, sta sfumando quello dell’onestà. E forse proprio da qui bisogna ripartire: dall’autentico significato di questa parola importantissima per l’Italia di oggi. Dobbiamo essere consapevoli che senza il valore dell’onestà, senza un riscatto morale prima che sociale e civile, qualsiasi discorso sul nostro futuro come comunità rischia di essere inutile.
L’onestà non è soltanto una categoria dentro la quale rientrano quelli che non rubano, non truffano, non corrompono. No, non è soltanto così. L’orizzonte dell’onestà si allarga anche al nostro carattere, alle nostre intenzioni, ai nostri comportamenti e spesso alle nostre reazioni. L’honestus, scriveva con straordinaria ed inimitabile sintesi Cicerone, è l’uomo degno di onore. In inglese la traduzione di onesto èhonest’, cioè colui il quale dice la verità, una attitudine del carattere più che dell’economia. Non a caso, per gli anglosassoni la menzogna, nella vita pubblica e privata, è una colpa che non è mai perdonata, molto più di un reato ai fini delle conseguenze. Il politico colto in flagranza di falsità e bugie, è giudicato immediatamente come disonesto, come chi non dice la verità, e dunque non è affidabile e quindi non è credibile.
In questi Paesi questi soggetti scompaiono immediatamente dalla vita pubblica. Il contribuente infedele che non paga le tasse, in altri Paesi civili, come dovrebbe essere il nostro, si becca il carcere e l’isolamento sociale. Qui da noi è osannato e indicato come esempio.
Per i bugiardi in un Paese che voglia definirsi civile non c’è scampo: una volta scoperti, sono fuori gioco. L’onestà, come scriveva Cervantes nel suo Don Chisciotte, è la migliore politica nel senso più pieno della parola. In Italia, purtroppo, questo valore va estinguendosi, qui da noi va avanti soltanto chi inganna e racconta bugie! La cosa che più mi amareggia e spesso mi fa pensare di abbandonare questa terra è che lo Stato e i cittadini non fanno nulla contro i disonesti e i corrotti. Stiamo distruggendo la Patria che i nostri predecessori ci hanno consegnato sacrificando spesso la loro vita!

 

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