mercoledì, Dicembre 1

Italia in guerra in violazione della Costituzione

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Quanto alla Turchia, la sua posizione è complicatissima e quanto mai rischiosa: Erdogan sembra decisamente orientato a trasformare lo Stato in un regime autoritario islamista o filo-islamista; ha il problema dei curdi che da secoli cercano di avere uno Stato e devono necessariamente farlo a spese anche della Turchia; Assad non è certo un amico e quindi la Turchia cerca di distruggerlo, finanziando e armando i ribelli turcomanni, per difendere ufficialmente e goffamente i quali, ha commesso l’atto irresponsabile di abbattere l’aereo russo.

Ma … la Russia ha in atto la costruzione di un gasdotto attraverso la Turchia, che già da un po’ la Russia non ama e ora sicuramente vorrà ancora di meno. E un primo avviso è arrivato: la Russia ha smesso di fornire gas all’Ucraina, che non è certo lontana dalla Turchia e attraverso cui passa gran parte del gas per l’Europa!

Chi ha orecchie per intendere, intenda!

I Paesi europei potrebbero giocare un ruolo decisivo (e in questo Renzi ha ragione anche se dubito che sappia bene cosa fare) se avessero permesso all’Europa di esistere, di avere una politica economica e finanziaria comune, di avere una politica di difesa comune. E invece abbiamo visto tutti cosa accade. E quindi l’Europa potrebbe, sì, fare moltissimo, ma, visto che non lo fa o non lo sa fare, lascia campo aperto proprio agli stessi Stati che tutti questi problemi hanno creato. In particolare Inghilterra e Francia, che ancora si illudono di poter dominare quelle colonie che hanno perso e che oggi li odiano, anche perché hanno dato vita a governi autoritari e antidemocratici, e continuano, con il sostegno USA, a fomentarli: vedi Erdogan, o il Re dell’Arabia Saudita, o gli Emirati Arabi, per non parlare dei pasticci colossali che hanno compiuto in Afghanistan, in Iraq, in Somalia, in Libia, in Mali, ecc., per non parlare, infine, di Israele, una prova continua, agli occhi degli arabi, della arroganza occidentale.

Se quegli Stati facessero, come è di moda dire oggi, un passo indietro e lasciassero spazio all’Europa riformata e rinforzata, magari in accordo con la Russia, per proporre soluzioni senza interventi diretti né sui confini né sui regimi, forse vedremmo il terrorismo un po’ alla volta arretrare. In molti di quei Paesi, il rancore verso gli Stati ex (ma forse non poi tanto ex) coloniali è sordo, forte e continuo.
Non dimenticherò mai durante un convegno in Algeria avendo svolto il mio intervento in francese senza avvalermi della traduzione simultanea in arabo, una signora simpaticissima segretaria di un Partito di estrema sinistra locale, intervenne sulla mia relazione esordendo: “visto che il Prof. Guarino ci ha fatto la cortesia di parlare in una lingua che molti di noi conoscono, piuttosto di avvalersi della traduzione, gli porrò la mia domanda in francese …“: non occorrono commenti, io non sapevo se ringraziare o arrossire.

Ma la lugubre cerimonia parigina al chiuso di un monumento retorico come pochi, con inviti al patriottismo e al ‘valore’ della francesità e la incredibile e vergognosa chiusura della sedicente capitale d’Europa, comprensiva di coprifuoco e rastrellamenti in perfetto stile germanico (ma inutili), e infine la decisione per ora solo francese di ridurre in Francia i diritti dell’uomo e la libertà di movimento non sono certo di buon auspicio.

Sono prove di debolezza e paura, sono prove del fatto che il terrorismo ha raggiunto almeno l’obiettivo di mettere in crisi la nostra vita quotidiana, sono prove del perdurare dell’arroganza occidentale che cerca di imporre ancora la sua legge, con l’uso della forza. Addirittura si assiste ad un inedito, anzi due: un ritorno della Germania sui campi di battaglia, e una sorta di passaggio di consegne per cui la Francia alleggerisce la sua presenza bellica in Mali sostituita graziosamente dalla Germania.

Confesso che la guerra per surrogazione è una novità assoluta per il sottoscritto.

Ciò che manca tragicamente, secondo me, non è tanto la totale assenza di comprensione della realtà dei problemi sul campo, quanto la evidente pervicace non volontà di fermarsi a riflettere innanzitutto sui propri errori.

 

 

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Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.

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