martedì, ottobre 23

Italia: in arrivo il taser per le forze dell’ ordine Come funziona? Quali rischi? Lo spiega Michele Frisia, perito balistico ed esperto di armi e munizioni

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Ieri è stato firmato il decreto che dà il via alla sperimentazione del taser, la pistola elettrica di cui saranno fornite le forze dell’ordine (alla Polizia di Stato, all’Arma dei carabinieri e alla Guardia di finanza). Sarà usato inizialmente in 11 città: Milano, Napoli, Torino, Bologna, Firenze, Palermo, Catania, Padova, Caserta, Reggio Emilia e Brindisi.
‘Taser’ sta per ‘Thomas A. Swift Electronic Rifle’, ovvero ‘Il fucile elettronico di Thomas Swift’. Tom Swift  è che un personaggio dei fumetti, l’idolo d’infanzia di Jack Cover, il ricercatore Nasa che nel 1969 ideò la pistola elettrica che verrà distribuita a partire dal 1998 dalla Taser International. Il taser è un’arma non letale che trasmette una scarica elettrica molto forte, ma di breve durata. All’interno del taser si trova un generatore da cui parte un filo collegato a due elettrodi. Attraverso questo filo che si allunga, viene trasmessa la scarica. Con quest’ arma, i soggetti bersagli vengono immobilizzati in pochi secondi senza usare ad armi da fuoco. E’ già in dotazione alle forze di polizia di circa 107 Paesi.
Per capirne di più, abbiamo parlato con Michele Frisia, perito balistico ed esperto di armi e munizioni.

Quali sono le criticità di questa arma che sono state rilevate nel tempo in Europa e negli Usa?

Le difficoltà nel comprendere le reali cause di decesso e di incidente sorgono, per la realtà statunitense, da due problemi. Il primo è la fortissima parcellizzazione delle agenzie di polizia, locali e ferali, si parla di decine di migliaia, che rende difficoltoso estrarre delle statistiche. Il secondo è che l’utilizzo del taser segue, in quella realtà, protocolli molto diversi. Così molti decessi sono causati ad esempio dalla caduta, anche da grande altezza (scale, balconi, etc…) dei soggetti colpiti dal taser. Anche la durata della scossa è variabile. Ad esempio in Italia la stessa avrà la durata controllata di 5 secondi. Molte agenzie statunitensi non inseriscono un tempo limite e questo porta a un utilizzo prolungato che può portare danni alla salute.
Ci sono accorgimenti particolari da mettere in atto per il suo utilizzo?
Lo scopo del taser non è quello di provocare dolore, bensì di bloccare l’attività elettrica dei muscoli, che quindi non possono più essere utilizzati. Perciò durante la scarica, e non dopo, bisogna immobilizzare il soggetto, ad esempio con le manette. Il dolore è un effetto collaterale. Quando la scarica termina il soggetto ritorna nel pieno controllo della motricità, e quindi se aggressivo torna ad essere una minaccia. Se perciò si sbaglia l’utilizzo e si continua a generare scariche, ciò crea una situazione di potenziale pericolo. Ciò sarà impossibile con i taser italiani, data la limitazione a 5 secondi. Non è chiaro se replicabili una sola volta, come per i modelli francesi.
Non vi sono controindicazioni per i malati di cuore, contrariamente a quanto a volte si dice, in quanto le correnti sono superficiali e neppure i soggetti portatori di pacemaker rischiano il blocco cardiaco. I casi di decesso, che sono numerosi negli stati uniti, sono a carico di soggetti lavati da problematiche di salute spiccate, sovente causate da intossicazioni di alcol e stupefacenti in corso, che quindi mascheravano la percezione dello stato al soggetto stesso. In Europa i decessi sono limitatissimi. In Svizzera ad esempio non ne sono mai accaduti, che mi risulti.
Come viene formato il personale in Italia per l’uso del dispositivo ? E come viene formato all’estero?
In Italia verrà formato dagli istruttori di tiro delle varie forze di polizia, sia per l’utilizzo tecnico che per le modalità d’impiego, sia giuridiche che etiche. Purtroppo la polizia italiana non dispone di protocolli d’impiego, che darebbero chiarezza su ciò che è lecito e su ciò che non lo è. Per fare un esempio nemmeno l’utilizzo delle manette è regolamentato. A volte è “lecito” ammanettare soggetti che non commettono reati, a volte non vengono ammanettati neppure gli arrestati per omicidio.
All’estero la formazione è molto approfondita. So che in alcuni cantoni elvetici i poliziotti che vogliono essere abilitati al taser devono effettuare una prova in cui vengono colpiti da tale strumento nel corso dell’addestramento. Il New York Police Department fornisce invece questa possibilità su base volontaria. Questo indica che lo strumento su soggetti sani è perfettamente sicuro.
Quali dotazioni particolari avrà il modello che sarà acquisito da Italia? E quanto costano?
Bisogna specificare che il Taser è cosa diversa dallo storditore elettrico, il cui unico scopo è provocare dolore. Di storditori ve ne sono vari modelli, da quello a “bastone” utilizzato per i bovini, a quello a “palmo di mano” che a volte si trova in vendita. Il taser invece è un marchio registrato della Axon di Scottsdale USA (ex “Taser International”). Solo tale azienda li produce e li commercializza e vi è stata nel corso degli anni una notevole innovazione tecnologica.
Il modello che verrà utilizzato in Italia adesso, l’X2, sarà dotato di una telecamera che si azionerà al momento dello sblocco della sicura per riprendere l’utilizzo dello strumento, in modo da evitare abusi e da fornire prova in caso di contenziosi processuali.
Il prezzo del modello, comprensivo di accessori, oscilla dai 1300 ai 1500 dollari, ovvero circa 1.200 euro. Ma il prezzo effettivo, considerando i costi finali, eventuali sconti e personalizzazioni, si può sapere solo dalla contabilità pubblica.
Si rende necessaria la messa in campo di una legislazione specifica o non ci sono rilievi particolari in termini di violazione di diritti?
La normativa italiana è molto coprente ma anche elastica, inoltre l’applicazione è mutevole di giudice in giudice, di distretto in distretto. Sicuramente un’atto avente forza di legge (e quindi non semplici circolari o decreti), che stabilisse i criteri di impiego, sarebbe utile agli operatori di polizia e di garanzia per i cittadini, ma è difficile pensare che verrà mai emanato.
Il punto più importante, a tutela della cittadinanza, è la garanzia che il taser non venga utilizzato in maniera vessatoria. E a questo serve la tracciabilità dell’uso del taser (tramite microchip) e la videoregistrazione della situazione che ne ha determinato l’utilizzo.

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