mercoledì, Settembre 22

Italia-Germania: storia di una rivalità

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ITALIA – GERMANIA 2-0 (2006)
Eccoci arrivati al momento di svolta della rivalità tra Italia e Germania. Semifinale della Coppa del Mondo 2006, ospitata in terra tedesca, le due Nazionali si ritrovano contro al Westfalenstadion di Dortmund, dove la Nazionale di casa non aveva mai perso, davanti a 65mila spettatori, la maggioranza dei quali sostiene i propri beniamini. In Italia, invece, il clima è festoso e, nonostante il caldo estivo, sono tantissime le persone che si riversano nelle strade per seguire la partita sui maxischermi o nei bar. I giornali tedeschi attaccano l’Italia e gli italiani, sentendosi sicuri di vincere la partita e di arrivare in finale, e il titolo rappresentativo di questo sentimento di superiorità è quello della ‘Bild’, uno dei principali tabloid tedeschi, che recita: ‘Arrivederci Italia. Gli spaghetti se ne vanno‘.
Ma le cose andarono in un altro verso. La partita finì 0-0 e si giunse ai supplementari, come nel 1970, ma differentemente da allora la Germania non segnò, la porta dell’Italia sembrava stregata. Poi, quando sembravano vicinissimi i rigori, i maledetti rigori per l’Italia, Fabio Grosso trovò il gol e corse, come Tardelli 24 anni prima, urlando e piangendo dalla gioia, era il trionfo azzurro, era il trionfo degli spaghetti e della pizza sulla troppa sicurezza tedesca.
Il gol di Alessandro Del Piero non fece altro che chiudere i conti, ma quello che successe pochi se lo ricordano dal vivo, al gol di Grosso ci fu un’esplosione di gioia ovunque, ancora una volta avevamo battuto la Germania, ancora una volta eravamo in finale dopo averli estromessi, ancora una volta l’Italia, più passionale e fantasiosa, era riuscita a trasformare la rivalità in un motivo per vincere e, citando il telecronista Fabio Caressa, per ‘andare a Berlino a prenderci la Coppa’.

 

ITALIA – GERMANIA 2-1 (2012). L’ultimo atto di questa rivalità, prima della partita di sabato sera, è nuovamente in semifinale, ma questa volta degli Europei, a Varsavia.
Per i tedeschi, come titolava sempre la ‘Bild’, era l’occasione per vendicare la sconfitta casalinga del 2006, ma come sempre accade, quando le partite contano qualcosa che non sia una semplice amichevole, l’Italia riesce ad avere la meglio sulla Germania. Esattamente come nel 2006 eravamo dati per spacciati, ma il caldo cuore Azzurro riuscì, ancora una volta, a sconfiggere il cuore freddo dei tedeschi che già pregustavano di andare ad incontrare in finale la Spagna. La partita è una sorpresa per tutti, l’Italia non si limita a difendere ma ha un gioco arioso e volto all’attacco e sorprende anche la Germania che va sotto di 2 gol. Da quel momento in poi sarà un assedio tedesco, ma la difesa italiana, quella che sempre era stata l’artefice dei nostri successi da Pozzo a Lippi, tiene benissimo e, al triplice fischio dell’arbitro, le piazze italiane esplodono di una gioia incontenibile. Ancora una volta lì abbiamo sconfitti, ancora una volta noi siamo in finale e loro tornano a casa, come urlò il radiocronista Francesco Repice: «La formazione tedesca è stata battuta ancora una volta, ancora un Germania-Italia da ricordare!». La Germania si risvegliò per l’ennesima volta eliminata da noi, e le reazioni furono di dolore, sempre la ‘Bild’ titolò: «La sconfitta contro i nostri avversari più temuti sprofonda la Germania in un mare di lacrime».

https://www.youtube.com/watch?v=WCYgqiwpZBg

 

Siamo giunti così all’atto conclusivo (per ora) di questa rivalità che non accenna davvero a concludersi, anzi, continua ad accendersi sempre di più e sabato 2 luglio, alle 21 italiane, va in scena il quarto di finale degli Europei che vede impegnate Italia e Germania, avversarie per l’ennesima volta. Come sempre nella storia di questa sfida ci sono due costanti: la superiorità della rosa tedesca rispetto alla nostra e la sicurezza della loro stampa sulla propria Nazionale, con la recidiva ‘Bild’ che continua a cantare vittoria: stavolta ha elencato i sette motivi per cui la Germania vincerà. Intanto ecco questo ennesimo ‘giorno del giudizio’, in attesa di quello immancabilmente successivo.

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