lunedì, Ottobre 25

Italia-Europa: banche, quale presente e quale futuro? field_506ffbaa4a8d4

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Il dopo Brexit, come sta reagendo l’Europa, specialmente in politica economica? Parlare di una situazione di incertezza è ormai un dato assodato. Si ritiene infatti che se al voto referendario del 23 giugno scorso dovesse seguire l’uscita del Regno Unito dal mercato unico, vi sarà un costo aggiuntivo di 40 miliardi di euro sulle banche europee. La stima è della società di ricerche e consulenza Boston Consulting Group. Vi è comunque in atto, già da prima della Brexit, un problema che interessa il sistema bancario. Le turbolenze del sistema economico finanziario degli ultimi mesi sono da tenere in debita considerazione se si vuole comprendere meglio la situazione. Esistono infatti più fattori a condizionare la stabilità del sistema.Primi fra tutti i crediti deteriorati, un prestito non più restituito da parte del consumatore, porta al deterioramento del credito nel bilancio di una banca. È questo il fenomeno al quale si assiste in alcuni paesi europei, come Portogallo, Italia e Irlanda. Il problema in questione può essere affrontato con aumenti di capitale che possono risultare troppo onerosi per le banche. A loro seguono gli strumenti derivati, definiti tali in quanto il loro prezzo si basa sul valore di mercato di un altro strumento finanziario. Tali logiche sono alla base dell’indebolimento del sistema bancario tedesco. Secondo Deutche Bank, la presenza di derivati nel bilancio delle grandi banche tedesche risulta pari a 14 volte il PIL. Da non dimenticare vi è anche la crisi immobiliare, la caduta dei prezzi nel settore immobiliare può costituire un ulteriore elemento di rischio per le banche. Ciò si sta verificando in Inghilterra, a seguito della fuga degli investitori internazionali dal settore. Sono state a rischio anche Spagna e Francia, ma non attualmente. Infine i ben noti tassi di interesse, in un contesto caratterizzato dal bassissimo costo del denaro imposto dalla Bce, si riduce il margine di guadagno sull’attività di intermediazione di denaro operata dalle banche.

Lo scenario attuale può quindi risentire di uno o più di tali fattori che generino turbolenza. In un quadro del genere, diventa comprensibile la forte complessità sulla quale le autorità di vigilanza nazionali ed europee si trovino a dover intervenire. Il compito principale è quello svolto dall’EBA, l’Autorità bancaria europea, è un’autorità indipendente dell’Unione europea, che opera per assicurare un livello di regolamentazione e di vigilanza prudenziale efficace e uniforme nel settore bancario europeo.  Gli obiettivi generali dell’Autorità sono assicurare la stabilità finanziaria nell’UE e garantire l’integrità, l’efficienza e il regolare funzionamento del settore bancario. È responsabile nei confronti del Parlamento europeo, del Consiglio dell’Unione europea e della Commissione europea.

Ricordiamo poi che sono attivi dei meccanismi che permettono di coordinare su scala europea gli interventi dei singoli Stati membri, e, più nello specifico, di monitorare il livello di stabilità delle banche. Vi è infatti il SSM, Single Supervisory Mechanism, che ha responsabilità sulla vigilanza prudenziale, cioè che si assicura che le banche siano sufficientemente in grado di affrontare le perdite. Vi poi l’SREP, Supervisory Review and Evaluation Process, un esercizio annuale che determina i requisiti prudenziali per l’anno successivo.

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