domenica, Agosto 1

Italia, dal Paese di Galileo al Paese no vax La crisi italiana, che ha molte altre voci a testimoniarne lo stato profondo, potrebbe essere ricostruita proprio sul tema del no vax

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Dal Paese di Galileo al Paese no vax. Si potrebbe vedere nel passaggio tra nascita della scienza al rifiuto della scienza una buona parte della crisi dell’Italia. Che è crisi di chi guida , di volta in volta, il Paese. E ora abbiamo due leaders che mettono nel programma di Governo le istanze oscurantiste e superstiziose dei cittadini ignoranti. A tanto arriva il bisogno dei voti, un bisogno che trasforma i politici da guida del Paese a esecutori delle paure del Paese. Che non finiscono ai no vax: dove c’è paura e pregiudizi, c’è il politico pronto a darvi voce. Una voce che non parla solo di convenienza, ma di stessa disposizione pregiudiziale paurosa.

Così, mentre l’Islanda, Paese del freddo Nord, è all’avanguardia nell’istruzione e nelle energie rinnovabili, i nostri impauriti e ignorati leader non pensano a come investire sulle intelligenze nostrane mettendo nel programma di Governo un piano di recupero delle intelligenze, ma pensano di rappresentare i no vax, che al Paese danno ricchezza come un lebbroso propaga la sanità. Un danno che è economico oltre che culturale, visto che se famiglia e Stato investono sull’istruzione di un giovane e poi questi va all’estero per lavorare, famiglia e Stato passano dall’investimento al deficit, una parte del quale c’è lo ritroviamo tra le voci del debito pubblico.

La crisi italiana, che ha molte altre voci a testimoniarne lo stato profondo, potrebbe essere ricostruita proprio sul tema del no vax, perché quando avanza una posizione del genere vuol dire che sono saltate tutte le posizioni intermedie, che sono politiche, culturali ed economiche. É qui che inizia il tanto temuto spread, che a torto lo si considera un indicatore solo economico – finanziario, perché dentro lo spread c’è un elemento essenziale che dice quanto un  Paese sia o no credibile, e questo elemento si chiama reputazione.  Sembra che Salvini e Di Maio non siano credibili proprio rispetto alla reputazione.

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