sabato, Aprile 17

Italia bocciata ancora dall’Ue field_506ffb1d3dbe2

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L’Unione Europea potrebbe chiedere all’Italia e in particolare al Governo Renzi di varare una nuova manovra finanziaria. Nella valutazione pubblicata oggi cui la Commissione Europea è giunta al termine di esami approfonditi sugli squilibri macroeconomici di 17 Paesi Ue, le autorità affermano che «l’aggiustamento del pareggio strutturale (di bilancio, ndr) nel 2014, così come lo si prevede attualmente, appare insufficiente, data la necessità di ridurre l’altissimo rapporto debito/Pil a un ritmo adeguato».

Certo, l’Unione europea ha riconosciuto che «nel 2013 l’Italia ha fatto progressi verso il conseguimento del suo obiettivo di bilancio di medio termine», ovvero il pareggio di bilancio. Ma, evidentemente, la questione dei livelli di debito pubblico molto elevati in Italia continua a preoccupazione Bruxelles. Il Tesoro ha voluto precisare che le riforme dell’esecutivo sono «in linea con le indicazioni dell’Unione Europea» e presto saranno «tradotte in un cronoprogramma».

Sempre in ambito macro, il Pil italiano ha interrotto la fase di decrescita nell’ultimo trimestre dell’anno scorso, ma la ripresa è davvero fragile, limitata al più 0,1%. Si conferma invece l’accelerazione della crescita economica dell’area euro sul finale del 2013: il Pil del quarto trimestre è aumentato dello 0,3% rispetto ai tre mesi precedenti, dal rialzo dello 0,1 % del terzo trimestre. Il dato, riportato da Eurostat con un primo aggiornamento, corrisponde a quello indicato nella stima preliminare.

Nel confronto su base annua la crescita dell’area euro è tornata positiva con un più 0,5%, dal meno 0,3% registrato nel terzo trimestre. I dati non sono entusiasmanti (il Pil ha accusato una flessione dello 0,4% in tutto il 2013) ma anche se non troppo dinamica, la ripresa va nella giusta direzione dopo la crescita timida dello 0,1% nel terzo trimestre. Si tratta inoltre del terzo trimestre consecutivo di espansione dopo sei periodi di contrazione che si sono conclusi nl primo trimestre dell’anno scorso e della prima crescita annuale dal quarto trimestre del 2011. Le aziende private, favorite dal buon andamento del settore dei servizi, hanno riscontrato la crescita più rapida in oltre due anni e mezzo.

L’Italia invece da parte sua ha continuato a muoversi in territorio negativo con un meno 0,8%, ma in questo caso la contrazione è più che dimezzata rispetto alla contrazione dell’1,9% dei tre mesi antecedenti. Se da un lato i mercati azionari hanno fatto fatica, quelli del debito fisso continuano a giovare della distensione generale. L’obbligazionario italiano, per esempio, continua a guadagnare terreno. Il trend positivo spinge lo spread di rendimento sul Bund decennale sotto quota 180 punti base per la prima volta dalla metà del 2011. A sostegno dei Btp contribuiscono una serie di fattori, tra cui il miglioramento delle prospettive di crescita e l’impegno della Bce a mantenere un orientamento accomodante per un ampio lasso di tempo.

Con il mondo ancora concentrato negli sviluppi della crisi in Ucraina e le notizie molto meno drammatiche di quanto non apparivano lunedì, sono i commenti di Gazprom a tenere alta la tensione. Kiev ha pagato $10 milioni dei suoi debiti di gas naturale, ma per il solo mese di febbraio il Paese deve ancora 440 milioni di dollari che non potranno essere sborsati completamente. «Del debito complessivo di 1,529 miliardi di dollari, l’Ucraina ha saldato 10 milioni di dollari. Ma il 7 marzo, dopodomani, dovrà altri 440 milioni di dollari per il gas consegnato da Gazprom a febbraio», ha spiegato ai giornalisti Alexei Miller, numero uno di Gazprom che oggi ha visto il Presidente russo Vladimir Putin. Il Presidente della Commissione Ue Jose Manuel Barroso ha annunciato che l’Europa offrirà una linea di credito di 1,6 miliardi di euro, che previa partecipazione del Fondo Monetario Internazionale potrebbe arrivare fino a 15 miliardi. Anche l’Ucraina, pur non facendo parte dell’area euro, si unisce così alla lunga lista di debitori della Troika.

Sempre oggi il Segretario di Stato Americano John Kerry incontrerà a Parigi la controparte russa Sergei Lavrov per discutere della crisi di Crimea, regione ucraina contesa a maggioranza filo russa, e di eventuali sanzioni contro Mosca per l’invio di truppe nella penisola. Gli Stati Uniti devono fare attenzione, però. Sergei Glazyev, consulente presidenziale russo, ha minacciato che il suo Governo può sempre vendere Treasuries e dollaro. Tale ritorsioni potrebbe avere un effetto deleterio, provocando un’iperinflazione e potenzialmente un collasso del sistema finanziario.

Nonostante l’allentamento delle tensioni tra Russia ed Ucraina e le cifre macro che hanno mostrato l’ottavo mese consecutivo di ripresa in Europa. le Borse del Vecchio Continente hanno perso terreno. Gli investitori preferiscono mantenere a ogni modo un approccio cauto in vista della prossima sfilza di dati macro che verranno pubblicati in settimana, primo fra tutti il report occupazionale mensile degli Stati Uniti. La crescita del settore dei servizi ha registrato un’accelerazione ai massimi di 32 mesi in area 52,6,  alleggerendo la pressione dalla Bce, il cui comitato di politica monetaria si riunisce domani. I rendimenti sui Bond ell’area periferica si sono abbassati, con lo Spread tra Btp e Bund decennali che è sceso di oltre il 2% in area 177. I tassi sui titoli tedeschi continuano a risalire dai minimi di 7 mesi.

In Italia Markit Economics ha comunicato che nel mese di febbraio l’indice PMI del settore terziario si è attestato a 52,9 punti dai 49,4 punti di gennaio segnalando la maggior crescita delle attività degli ultimi tre anni. Per la prima volta in quattro mesi si registra quindi un’espansione dell’attività. Markit ha rivisto al rialzo la lettura preliminare dell’indice PMI dei servizi nell’area euro relativa al mese di febbraio da 51,7 a 52,6 punti. A gennaio il valore si era attestato a 51,6 punti.

 

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