martedì, ottobre 23

Italia – Austria: sovranismi che cozzano nel Paese dei cachi Sovranisti austriaci attaccano, sovranisti italiani tacciono. L’atto stupido e inutile della volontà sovranista di quell’Austria i cui governanti sovranisti vengono quotidianamente baciati in bocca dai vari Salvini e Di Maio

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«Ho espresso a Kurz che l’Italia ha una posizione chiara sui passaporti e sulla doppia cittadinanza»: così si è espresso, ieri, il così detto premier Giuseppe Conte, a conclusione dell’incontro con il cancelliere austriaco Sebastian Kurz -e più che diplomazia si tratta di buffe contorsioni di uno struzzo nell’atto di nascondere la testa sotto la sabbia-; il giorno prima, il Ministro degli Affari Esteri Enzo Moavero Milanesi aveva annunciato che non andrà a Vienna per uno degli usuali incontri bilaterali proposto dalla Ministra degli Esteri austriaca -e questo, sì, è atto diplomatico, anche decisamente pesante e altrettanto pesantemente spiegato ufficialmente dalla Farnesina. La questione è quella della legge allo studio in Austria per conferire il doppio passaporto ai cittadini italiani dell’Alto Adige di lingua tedesca e ladina.

Se mai volessi cercare un atto simbolico dello stato in cui si trova non solo il nostro povero Paese, ma l’Europa tutta, in preda a questa frenesia assurda disovranismo’, di razzismo e di nazionalismo, citerei questo come uno degli ultimi episodi di insulsaggine, che getta una luce sinistra sull’intera Europa e peggio che sinistra, da film dell’orrore, sulla nostra povera Italia e sulle furbesche demenzialità di certi nostri politicanti, tipo Matteo Salvini e Luigi Di Maio.
In questi giorni il giovane nuovo e sovranista cancelliere austriaco Sebastian Kurz, dopo averci rigettato in faccia la proposta di suddivisione di migranti (che poi ormai sono quattro gatti), dopo avere quasi schierato i carri armati alla frontiera del Brennero per impedire l’accesso di non meglio identificati migranti in fuga dall’Italia, ha gettato la mascherina da bulletto, per mettere quella da nazionalista da avanspettacolo: ha proposto di dare il passaporto austriaco agli abitanti di lingua tedesca e ladina dell’Alto Adige o Sud Tirolo. Per confermarne la nazionalitàaustriaca e per ricordare che quel territorio è rivendicato da tempo dall’Austria nei confronti dell’Italia.
Io, nel mio piccolo, da ora in poi mi rifiuto di chiamarlo così Sud Tirolo: non se lo meritano. Anzi, lo dico pubblicamente: da oggi in poi non mangerò più una mela che sia una con la scritta Südtirol e spero lo facciano molti altri italiani e anche bolzanini, ne sono certo.

La storia è nota, ma forse, a beneficio di qualche italiano distratto e dei nostri governanti ignari di molte cose, come la differenza tra l’8 Settembre 1943 e il 25 Aprile 1945, vale la pena di riassumerla.
Quel territorio fu ottenuto dall’Italia, togliendolo all’Austria, come compensazione dopo la guerra perduta dall’Austria e, stranamente, vinta dall’Italia. Mi riferisco, attenzione, alla Prima Guerra Mondiale, altrimenti nota come la ‘Grande’ guerra. Cosa ci sia di grande in una guerra, mi sfugge, come mi sfugge cosa ci sia di ‘onorevole’ nella battaglia tal dei tali, ecc. Ma sono certo che, non appena avrà finito di studiare (e magari di capire) la sintesi del Bignami di storia patria che gli ha regalato la compagna per non fargli dimenticare la differenza tra quelle due date, ce lo spiegherà il professor Giuseppe Conte; e dovrà farlo, perché quell’atto apre una crisi tra il nostro Paese e l’Austria.
E dunque, all’esito di quella guerra l’Italia che aveva vinto ma, per così dire, ‘ai calci di rigore’, ottenne quei territori in compensazione dei danni della guerra. L’Italia, governata da quel ‘gentiluomo’ di Benito Mussolini, trattò quei territori e la relativa popolazione da conquistatore verso il conquistato: con disprezzo e arroganza, perfino violenza.

Dopo la seconda guerra mondiale -non ‘grande’, ma quanto a morti e distruzione non seconda a nessuna guerra … finora- i territori restarono all’Italia (l’Austria era tra i ‘perdenti’ come l’Italia), mentre l’Italia perdeva i territori dell’Istria e della Dalmazia. Però, alla fine della guerra, il 5 Settembre 1946, Alcide De Gasperi (a nome dell’Italia) e Karl Gruber (a nome dell’Austria) firmarono un accordo sul trattamento dei cittadini italiani (nota bene: italiani in quanto abitanti in territorio italiano) di lingua tedesca, che prevedeva, fra l’altro, oltre al bilinguismo obbligatorio, una serie di garanzie e di vantaggi per i cittadini di lingua tedesca. Basta andare oggi a Bolzano per vederlo. Inoltre, all’Austria veniva assegnato una sorta dipotere di verifica’ e di ‘nulla osta’, sul comportamento italiano, in modo che, una volta verificato che l’Italia aveva adempiuto i suoi obblighi verso i cittadini tedeschi della zona, l’Austria perdesse ogni diritto di esprimersi su ciò che riguardasse quel territorio e i suoi abitanti.
Molti ricordano, come a ridosso della scadenza di quel termine, in Alto Adige non siano mancati movimenti indipendentisti e separatisti, con veri e propri, gravissimi, atti di terrorismo contro i poteri pubblici italiani.

Scattata la verifica, come detto, l’Italia ha la sovranità completa e indiscussa su quei territori, tanto che vi si applica pienamente il diritto internazionale comune. Nel quale una delle norme fondamentali, una delle più importanti, è quella che si definisce ildivieto di interferenza negli affari interni di un altro Stato’. In altre parole, anche solo dire (da parte di un potere pubblico ovviamente) che so ‘quel territorio è mio’ o ‘quel Governo tratta male i cittadini della mia nazionalità’ ecc. costituisce una violazione del diritto internazionale con la conseguente responsabilità. Vi sono casi in cui comportamenti del genere, hanno determinato risposte militari o minacce serie di azioni militari. Il principio del rispetto degli affari interni di uno Stato è uno dei principi fondamentali del diritto internazionale. Ma del resto anche, se ci pensate, del diritto privato. Come si dice? Quello che faccio a casa mia sono fatti miei e nessuno può interferire. Ovviamente cum grano salis, sia nel diritto privato che in quello internazionale. Ad esempio, violazioni gravi dei diritti dell’uomo in uno Stato possono giustificare un intervento armato da parte di altri per evitare la continuazione di quelle violazioni.

La proposta di offrire il passaporto austriaco ai cittadini di lingua tedesca e ladina in Alto Adige, è sicuramente una gravissima interferenza negli affari interni italiani e un vero e proprio atto ostile.
Tanto più (e quindi tanto più grave è la cosa) che, come ho ricordato già in passato, sia l’Italia che l’Austria fanno parte della UE e del trattato di Schengen, grazie ai quali le frontiere non hanno più senso, specie in vista della costituzione di una Unione più stretta e strutturata.
Uno dei meriti principali dell’UE è stata proprio quello di avere eliminato la necessità delle guerra, avendo messo in comune (male o bene non è qui luogo per discuterne) le risorse economiche, ivi comprese quelle umane: oggi un cittadino italiano può andare a lavorare in qualunque Paese europeo (meno l’Inghilterra tra poco … e ne apprezzeranno, specie gli italiani, spero in maggioranza sovranisti, il danno enorme!) così uno austriaco. I passaporti, lo sapete non solo non contano, ma non servono più oggi.
L’atto austriaco è, infine, tanto più insulso, in quanto comunque, grazie sempre all’UE, un cittadino di qualunque Stato membro dell’UE è cittadino europeo, cioè di tutti i Paesi membri della UE. Addirittura i consolati nazionali si chiudono a vantaggio di uno che rappresenta tutti.

A che serve dunque l’iniziativa austriaca? Solo ad una cosa: a sanzionare con un atto stupido e inutile la volontàsovranistaaustriaca nei confronti dell’Italia, di quell’Austria i cui governanti sovranisti vengono quotidianamente baciati in bocca dai vari Salvini e Di Maio. Anche perché, fare i sovranisti con la Germania non credo che convenga … hanno già sperimentato, se ben ricordo.
E ora che faranno quei due? sempre che se ne accorgano, presi come sono a spartirsi il potere. Dichiareranno guerra all’Austria? inizieranno una sequela di contromisure, una escalation di provocazioni?
A qual fine, a qual pro, per avvantaggiare chi? Il signor Kurz in Austria, facendo fare la figura dei fessi ai sovranisti nostrani, che andranno alla ricerca spasmodica di qualche atto di sovranismo da fare altrove. Che faremo, rivendicheremo la sovranità su Fiume? o, visto che gli sta tanto antipatico, rivendicheremo l’italianità di Nizza e Montecarlo, offrendo ai francesi il nostro passaporto? Chi altri vogliamo fare ridere?

Di stupidità in stupidità si fa presto a perdere il controllo e poi quello che succede è imprevedibile … sempre che il divino quartetto (Di Maio, Salvini, Giorgetti e Conte che porta il caffè) almeno se ne accorga. Finora l’unico a reagire è stato Enzo Moavero Milanesi, ma non ci si può fermare qui, si deve agire, si deve mobilitare la UE, si deve agire in sede internazionale. Tutto, fuor che tacere, ma, vedrete, taceremo.

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Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.