domenica, Ottobre 17

Italia: amministrative impantanate Il PD torna compatto e accusa le dichiarazioni su Acea di Virginia Raggi

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Il punto focale della politica italiana sono le prossime elezioni amministrative che, con le sue lotte tra aspiranti candidati dello stesso partito, ricorsi e spaccature nelle coalizioni, permangono al centro del dibattito mediatico.Si comincia con Roma dove la candidata del Movimento cinque Stelle, Virginia Raggi, ha rilasciato alcune dichiarazioni qualche giorno fa sulla ACEA S.P.A , una delle principali multiutility italiane, che hanno scatenato oggi dure reazioni da parte degli esponenti del Partito Democratico. «Chiamare Acea società pubblico-privata fa un po’ ridere» ha affermato la penta stellata durante un’intervista a ‘SkyTg24‘: « Perché anche in quel caso, l’azionista di maggioranza, cioè noi, fa l’interesse dei privati. Solo quest’anno l’Acea dovrebbe chiudere con un utile di esercizio di 50 milioni. Sicuramente questo tipo di gestione è in perfetto contrasto con il risultato del referendum del 2011 perché con l’acqua non si devono fare profitti. Dobbiamo valutare come agire sul versante Acea: una cosa che faremo di sicuro è cambiare il management. E di sicuro inizieremo a fare investimenti sulle reti. E poi capiremo come agire per tutelare la volontà dei cittadini». Affermazioni le sue che, secondo quanto ha riportato questa mattina il quotidiano ‘Messaggero‘, hanno fatto crollare il titolo della società del 4,73%, “bruciando” 142 milioni. Una perdita forte per i romani, azionisti al 51%, di 71 milioni, e immediate le reazioni dei membri del PD, prime quelle di Roberto Giacchetti che con un tweet attacca: «Si candidano a governare Roma ma pensano di giocare a Monopoli. 71 Milioni persi per una frase di #raggi su Acea. Dilettanti allo sbaraglio». All’aspirante primo cittadino capitolino si unisce il presidente del PD Matteo Orfini: «Frasi a caso e incompetenza: la Raggi parla di Acea e fa perdere ai romani 70 milioni di euro. Un pericolo pubblico a 5 stelle».

Prosegue anche il dibattito interno al centro destra con Giorgia Meloni che giunta a Milano per presentare la candidatura di Stefano Parisi allunga ancora una volta la mano verso Silvio Berlusconi e Guido Bertolaso « Facciamo il nostro ultimo appello al centrodestra a unirsi attorno a una candidatura che a Roma può essere vincente, che può giocarsi la partita, con Partito democratico e Movimento 5 stelle».
Nel frattempo in Italia arriva Jim Messina, consigliere politico e guru della campagna elettorale di Obama nel 2012, che assieme al suo staff collaborerà con il PD per le prossime elezioni amministrative di giugno nelle grandi città, min particolare per  Roma, Milano, Napoli e Torino.

Intanto prosegue il dibattito a seguito degli attentati di Bruxelles e nella querelle tra le varie opinioni dei diversi esponenti di partito arriva anche Massimo D’Alema che ai microfoni di ‘Radio Anch’io‘ dichiara: «Questo mondo musulmano che vive in Europa in parte notevole non si è integrato in Europa: lo abbiamo visto a Molenbeek; non i terroristi, ma la reazione della gente contro la polizia e i giornalisti. Il che vuol dire che intorno al terrorismo c’è se non un’area di solidarietà, un’area di non ostilità» e proponendo un Islam Europeo alternativo a quello delle fazioni estremiste prosegue: «Vorrei che queste persone si sentissero a tutti gli effetti cittadini europei, preferirei che potessero costruire le loro moschee come si costruiscono le chiese, cioè con il denaro pubblico: In Italia c’è l’8 per mille per la Chiesa cattolica, ma c’è un milione e mezzo di musulmani che non sono riconosciuti, con i quali noi non abbiamo un’intesa, diciamo». Immediata la risposta di Matteo Salvini che attraverso il suo profilo di Twitter attacca l’ex leader dell’Ulivo: «D’Alema propone di istituire l’8 per mille a favore degli islamici, per “costruire le moschee con denaro pubblico”. Ma è matto?? #dalemakbar».

Dalla Camera arriva il via libera della Giunta per il regolamento a due dei base, proposti dal relatore Pino Pisicchio, riguardanti il codice di comportamento etico dei deputati e alla disciplina di attività di lobby. Gli emendamenti ai testi dovranno essere presentati dai deputati entro l’8 aprile, e verranno votati nella successiva riunione della Giunta.

 

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