domenica, Novembre 28

Istituzione Sinfonica Abruzzese fuori pericolo? field_506ffb1d3dbe2

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Da sottolineare che il progetto approvato ha una forma ben diversa da quella originaria, dove, a fronte del finanziamento, l’ISA si impegna a garantire alla Regione una serie di spettacoli gratuiti nelle zone disagiate (che saranno ospitati in località individuate attraverso un apposito bando) e fino a 500 ore di educazione musicale da tenersi in enti e istituzioni. Inoltre il testo contiene l’inserimento di misure di sostegno anche per altre realtà culturali della Regione come Liceo musicale Braga Teramo (150mila euro), Teatri dei Marsi (80mila), Fondazione Michetti (50mila), Premio Flaiano (50mila), Teatro Marrucino Chieti (150mila), Teatro Fenaroli Lanciano (35mila), Fondazione Brigata Maiella (30mila), Ente Manifestazioni Pescaresi  (80mila), Rievocazioni storiche (150mila complessivi per Perdonanza L’Aquila, Giostra Cavalleresca SulmonaMastrogiurato Lanciano).

Ad agosto tale progetto aveva causato divergenze all’interno della maggioranza, facendo presentare in Commissione 747 emendamenti e 454 subemendamenti, che sono stati poi ritirati a fronte dell’approvazione di un emendamento sostitutivo dell’intero testo originario, sottoscritto da Pierpaolo Pietrucci, Maurizio Di Nicola (CD), Mario Olivieri (AC), Luciano Monticelli (PD) e Mauro Febbo (FI).

Il senatore Filippo Piccone, sempre ad agosto, aveva lanciato una proposta che riguardava i Comuni della provincia, tra i quali quello di Celano, chiedendo di devolvere 3 euro per ogni abitante pur di salvare l’ISA, incontrando consensi e dissensi, sempre di connotazioni politiche, supportate dal pesante momento di crisi economica del Paese che rende ulteriormente difficile per i Comuni chiedere ai cittadini un’altra voce di spesa.

A distanza di pochi giorni dallo sblocco dell’empasse con la Regione, l’Istituzione Sinfonica Abruzzese ha annunciato l’inaugurazione della 41° stagione concertistica il 31 ottobre, al Ridotto del teatro Comunale dell’Aquila, sotto la direzione della professoressa Luisa Prayer.

Il Presidente dell’ISA Antonio Centi esprime il suo ringraziamento: ‘…al Vicepresidente della Giunta regionale Giovanni Lolli, al consigliere Pierpaolo Pietrucci, presentatore del Progetto di Legge, all’assessore regionale Silvio Paolucci, i quali si sono impegnati nel contesto del sostegno di fondo del Presidente della Giunta regionale, Luciano D’Alfonso e del suo coordinatore Vincenzo Rivera’ affermando che ‘La Regione ha riconosciuto nella sua interezza il valore dell’orchestra, che è fra le più prestigiose d’Italia’.

Abbiamo posto qualche domanda a Giorgio Paravano, attuale direttore generale dell’Istituzione Sinfonica Abruzzese.

 

Il rimpasto della giunta regionale è stato decisivo per lo sblocco della situazione dell’ISA?

Ha assopito alcuni appetiti di alcuni personaggi, soltanto ha scatenato una sorta di rincorsa al contributo selvaggio, al nostro progetto di legge è stato inserito di tutto di più, dai presepi viventi alla bande, ai piccoli enti. C’è di tutto per tenere tranquilli gli appetiti dei vari consiglieri.
Ma il Ministro Franceschini,come ha interagito con questo empasse nei confronti dell’ISA?

Il governo, lo Stato, la sua parte l’ha fatta. Noi come le zone terremotate godiamo di una sorta di ‘immunità’, cioè abbiamo una deroga sulla legge generale, per cui fino al 2017 godiamo degli sgravi. Il Ministro Franceschini è stato oggetto di interrogazione da parte di una deputata abruzzese, dove ha ribadito la posizione che lo Stato non ha tagliato un euro. Era la Regione Abruzzo ferma sulla voce che riporta all’articolo n. 3 del decreto Franceschini che riguarda le ICO (Istituzioni Concertistico Orchestrali), ovvero noi, mentre l’art. 20 dice una cosa molto chiara: che l’ente territoriale locale deve corrispondere al soggetto finanziato, cioè la ICO, una somma pari al 40% del contributo dello Stato. La Regione dal terremoto a oggi ha tagliato quasi 2 milioni di euro, invece di cercare di sostenere l’Istituzione come elemento di aggregazione sociale territoriale, dove c’è l’anima, lo spirito di un popolo. A noi aquilani, noi del cratere, il terremoto ci ha scardinato il tessuto sociale e secoli di storia, gli unici strumenti che noi abbiamo per ricompattare il tessuto sociale sono la cultura e lo sport. Del resto siamo l’unica orchestra sinfonica della Regione che ha addirittura due conservatori e un istituto di musica. Ciò che è successo è come dire: ‘io investo nella formazione degli operai della musica ma poi chiudo le fabbriche della musica’. Una logica che non sta in piedi.

 

Com’è andata con la sospensione ad agosto delle attività? E coi dipendenti senza stipendio?

La chiusura è stata necessaria, con i dipendenti senza stipendio da sette mesi. Tra l’altro questa Regione il 23 dicembre 2014, attraverso una nuova legge, la n.46, ha abrogato tutte le leggi di settore come quella sul cinema e quella sul teatro. Le ha sostituite con una nuova normativa, diversa rispetto alla normativa europea sulle leggi di Stato, per cui tutto il sistema culturale abruzzese è vissuto nel’incertezza per tutto il 2015, perché non si sapeva neanche cosa fare. Non abbiamo più avuto un dirigente alla cultura di riferimento, cosa che avevamo fino a qualche tempo fa.

 

Riguardo alla forma di autosostentamento proposta -tra le quali c’è stata quella proposta del senatore Piccone- cosa è successo poi?

Ho parlato con il senatore Piccone e con il sindaco di Celano: la giunta ha deliberato il finanziamento dei 3 euro ad abitante, son 10mila abitanti, ma non ho poi avuto notizia che si sia dato un seguito alla cosa. Certo è stato un segnale di attenzione nei confronti di un’orchestra regionale che abbiamo in Abruzzo, che loro ritengono un patrimonio importante per questa Regione. Viceversa ne ho sentite di tutti i colori da parte dei consiglieri della maggioranza, che dicevano che dovevamo camminare sulle nostre gambe, quasi come se la cultura debba esclusivamente autofinanziarsi. Ho sentito discorsi classisti nei confronti della cultura, della serie: ‘se i soldi ce li ha, se la paga; altrimenti se ne sta a casa’. Noi istituzionalmente nasciamo per portare la musica nei centri grandi e piccoli della nostra Regione, ma questo ha un costo, la cultura ha un costo, ogni città ha la sua identità nella sua cultura. Quando vogliono che la cultura si autofinanzi significa andare dove ci sono persone che si possono lautamente pagare lo spettacolo e lasciare indietro tutti gli altri: però la Costituzione italiana dice cose diverse. Ad esempio alcuni programmi di musica contemporanea di incentivo alla novità non vengono fatti perché ovviamente fanno meno cassetta, ed è strano e ingiusto chiudere in un angolo le nuove proposte di un mercato nuovo.

 

Ho visto nel vostro sito il Teatro pocket, il teatro smontabile per portare lo spettacolo anche in luoghi disagiati, che è un’idea splendida.

Qui il ministro Franceschini ci ostacola, perché se facciamo la lirica non ce la riconosce. Forse sarebbe il caso di rivedere qualche punto del decreto, perché mentre prima fare anche l’attività lirica minore, l’operina dell’Ottocento, veniva giudicato come un criterio di qualità, oggi il Ministero non te la riconosce. Questo sembra un nonsenso.

 

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