martedì, Settembre 28

Israele vs Al Jazeera: la ‘battaglia’ entra nel vivo

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La guerra dei Paesi arabi contro Al Jazeera trova un nuovo alleato: Israele. L’emittente è definita «fiancheggiatrice del terrorismo» da molti Paesi della regione e a volerne la chiusura ora è anche Israele, con il ministro delle trasmissioni Ayub Kara che ha annunciato che sono previste una serie di misure punitive nei suoi confronti.

Già lo scorso mese il premier Benyamin Netanyahu aveva biasimato la emittente qatariota per come aveva raccontato i disordini nella Spianata delle Moschee di Gerusalemme. Ieri è intervenuto di nuovo spiegando che l’iniziativa di Kara è finalizzata «a bloccare l’attività di incitamento di Al Jazeera in Israele».

Nei giorni scorsi il capo dell’ufficio di Al Jazeera, Walid al-Omari, aveva replicato che il problema non sta nella qualità dei servizi della sua emittente, ma nella realtà: «E’ la realtà stessa che è brutta, noi la riportiamo solamente».

SI punta dunque a chiudere la sede di Gerusalemme e a non permettere più le trasmissioni in Israele. Certo è che ci vorranno settimane o mesi, magari proprio una legge apposita. Per ora quindi si andrà per gradi: primo passo la richiesta di  revoca delle tessere giornalistiche dei corrispondenti di Al Jazeera. Non ci sarebbe problemi per l’ufficio di Ramallah, essendo in aree palestinesi.

Secondo alcuni osservatori locali, con le pressioni su Al Jazeera, Israele vuole mandare un messaggio di solidarietà ai Paesi arabi moderati della Regione, ora impegnati in un aspro confronto con il Qatar. Ma in passato proprio Al Jazeera fu sfruttata per la sua enorme diffusione presso il mondo arabo e in particolare nella popolazione araba di Israele.

 

(video tratti dal canale Youtube di Al Jazeera)

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