martedì, Agosto 3

Israele: vacilla accordo sulla Spianata field_506ffbaa4a8d4

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Nella giornata di oggi un colono israeliano è stato gravemente ferito da un palestinese che lo ha pugnalato al collo questa mattina nei pressi di Hebron, nel sud della Cisgiordania. L’aggressione – l’ultima in ordine di tempo in un contesto di violenze crescenti in Israele  e nei Territori – si è conclusa con la morte del palestinese, ucciso dalle forze di sicurezza israeliane (Idf). La vittima, un israeliano di 19 anni, è stato ricoverato in condizioni gravi. Dall’inizio del mese di ottobre, le aggressioni all’arma bianca hanno causato 55 morti tra palestinesi e arabi israeliani e otto tra gli israeliani.
Ieri, sempre a Hebron, un’adolescente di 17 anni è stata uccisa da guardie di frontiera israeliane dopo che si era avvicinata loro urlando con un coltello in mano. Questa versione dei fatti, fornita dai militari, è stata smentita da testimoni palestinesi.
Per cercare di stemperare le tensioni, che secondo molti osservatori costituiscono le avvisaglie di una nuova Intifada palestinese, nei giorni scorsi Israele e la Giordania avevano annunciato un accordo che prevedeva di istallare telecamere a circuito chiuso lungo tutto il perimetro della Spianata delle Moschee a Gerusalemme. L’idea è di dissuadere provocazioni da parte dei palestinesi o degli israeliani all’interno del luogo santo, epicentro delle recenti violenze e per garantire a tutte le parti il rispetto dello ‘status quo’ concordato fra Israele e Giordania nel 1967 e ribadito nella pace del 1994 che il segretario di stato americano John Kerry, che ha agito da mediatore nell’intesa, riassume così: «I musulmani vi pregano e i non-musulmani lo visitano». Tuttavia questa mattina la fondazione islamica Waqf che amministra il sito della Spianata delle Moschee ha accusato la polizia israeliana di aver bloccato il montaggio delle suddette videocamere.

 

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