sabato, Settembre 25

Israele, UE vara etichettatura dei prodotti dai Territori field_506ffb1d3dbe2

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La decisione della Commissione europea di procedere con l’etichettatura dei prodotti provenienti dagli insediamenti israeliani fa infuriare il governo di Gerusalemme. A La Valletta si apre il vertice straordinario Ue-Africa sull’immigrazione. Il presidente birmano Thein Sein incontrerà la leader dell’opposizione Aung San Su Kyi. Violenti scontri tra talebani e Is in Afghanistan; la polizia spara nel corso di una manifestazione antigovernativa. In Francia arrestato un jihadista che preparava attentato alla base militare di Tolone. Duro confronto Bruxelles-Ankara dopo l’uscita dell’ultimo rapporto Ue sulla Turchia, mentre proseguono gli arresti di dissidenti interni. Investigatori Usa parteciperanno alle indagini sull’aereo russo caduto in Egitto. La Russia smentisce le indiscrezioni su un piano di risoluzione della crisi siriana, di cui però si continua a parlare. In Libia 13 militari morti in un’esplosione. Ucraina, nuovi scontri nel Donbass.

Israele ha reagito con durezza alla decisione europea di etichette per i beni prodotti nel Golan e negli insediamenti in Cisgiordania. Il ministero degli Esteri ha immediatamente convocato l’ambasciatore dell’Ue, Lars Faaborg-Anderson, e intanto ha diffuso un durissimo comunicato in cui si esprime «rincrescimento» per il fatto che l’Ue, «per ragioni politiche» abbia adottato «un tale passo eccezionale e discriminatorio, ispirato dal movimento per il boicottaggio, specie in questo momento mentre Israele deve affrontare un’ondata di terrorismo che prende di mira tutti i suoi cittadini». «È sconcertante e irritante che l’ Unione Europea abbia scelto di applicare due pesi e due misure verso Israele, ignorando che vi sono 200 altre dispute territoriali nel mondo, comprese quelle all’interno dell’Ue o alle sue porte».

Il governo di Gerusalemme «condanna la decisione dell’Ue» sulle etichettature dei prodotti provenienti dalle colonie: un provvedimento che non «farà avanzare il processo di pace» e che al contrario «potrebbe rafforzare il rifiuto dei palestinesi a tenere negoziati diretti con Israele», ha detto il portavoce del ministero degli Esteri Emanuel Nahshon, aggiungendo che «questo passo solleva domande sul ruolo che la Ue aspira a giocare. E può avere anche implicazioni sulle relazioni tra Israele e l’Europa». «Ci dispiace che la Ue scelga di fare un passo discriminatorio ed eccezionale come questo in un momento in cui Israele si trova ad affrontare un’ondata di terrore diretta contro tutti i cittadini ovunque si trovino». Per il ministero il fatto che la Ue definisca «tecnico» il provvedimento varato oggi «è un’affermazione cinica e priva di fondamento». Al contrario le norme varate «rafforzeranno gli elementi radicali che promuovono il boicottaggio contro Israele e negano il suo diritto all’esistenza»Di tono opposto arriva da Israele la presa di posizione di «Peace Now» che si felicita con la Ue. « È un mezzo ulteriore di opposizione alla occupazione» dei Territori e, nella sostanza, un gesto che sostiene Israele, si legge nel comunicato dell’organizzazione pacifista. L’affermazione che si tratti di un fatto tecnico è cinica e priva di fondamento». «L’etichettatura dei prodotti non fa progredire nessun processo politico fra israeliani e palestinesiÈ vero invece l’opposto: rafforza il rifiuto dell’Autorità Palestinese di condurre negoziati diretti con Israele, negoziati che l’Ue dice di sostenere. L’etichettatura dei prodotti rafforzerà gli elementi radicali che sostengono il boicottaggio contro Israele e negano il diritto all’esistenza d’Israele, contraddicendo posizioni alle quali l’Ue si oppone pubblicamente. Questo passo solleva domande sul ruolo che l’Ue aspira a giocare. Potrebbe avere implicazioni sui rapporti fra Israele e l’Ue».

La Commissione europea «non sostiene alcuna forma di boicottaggio o sanzione per Israele». Lo dichiara il vicepresidente Valdis Dombrovskis, puntualizzando che le norme interpretative sull’etichettatura di origine delle merci prodotte nei territori occupati da Israele sono «una questione tecnica, non un’istanza politica»«L’etichettatura delle merci prodotte nell’Unione o che entrano nel mercato unico europeo è una parte essenziale della politica europea per i consumatori» ha detto Dombrovskis aggiungendo che «la Commissione fornisce linee guide agli Stati e agli operatori economici per assicurare l’uniforme applicazione sulle norme per l’ etichettatura sull’origine dei prodotti degli insediamenti israeliani». La nota interpretativa, approvata oggi che e sarà pubblicata domani sulla Gazzetta Ufficiale europea, «non è una nuova legislazione o una nuova politica», sottolinea il vicepresidente ricordando che «il chiarimento è stato richiesto dagli Stati membri». Dombrovskis poi ricorda che, in base all’accordo di associazione tra Ue e Israele, «i beni prodotti nei confini internazionalmente riconosciuti hanno un trattamento tariffario preferenziale e questo non cambia». «La Ue deve vergognarsi», ha commentato nel pomeriggio il premier israeliano Benyamin Netanyahu. «Una decisione ipocrita e che rivela un doppio atteggiamento: si applica solo ad Israele e non ad 200 conflitti nel mondo».

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