domenica, Luglio 25

Israele, raid in un ospedale palestinese a Hebron field_506ffb1d3dbe2

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Agenti israeliani sono entrati nell’ospedale Al Ahli ad Hebron travestiti da famiglia palestinese che accompagnava una congiunta incinta per compiere l’arresto di un palestinese sospettato di essere l’autore di un accoltellamento. Secondo l’esercito, nella camera del ricercato la squadra è stata attaccata da uno dei parenti che è stato ucciso. Il direttore dell’ospedale Jehad Shawar, ha definito il raid «un crimine, contro la legge internazionale».

Una volta entrati, i 21 uomini con le kefieh e le mitragliette, in pochi attimi hanno preso il controllo del piano dell’ospedale. Secondo la ricostruzione dell’esercito israeliano, la squadra ha poi raggiunto la camera dove era ricoverato il ricercato, Azzam Shaldallah, per catturarlo: a quel punto sono stati attaccati da uno dei parenti dl cugino del ricercato, poi ucciso. Secondo i media, l’uomo, Abdullah Shalaldeh, si sarebbe opposto all’arresto del congiunto e avrebbe attaccato le forze di sicurezza. Pochi attimi più tardi hanno lasciato l’ospedale dopo aver caricato Shaldallah sulla sedia a rotelle usata prima per la partoriente.

Il nome in gergo ebraico degli uomini che hanno agito a Hebron è ‘mistaravim’  (quelli che si travestono da arabi)  perché in questa sezione lo Shin Bet prende solo ebrei sefarditi, cioè originari dei Paesi arabi e del Nord Africa. Perché nei tratti somatici sono simili agli arabi e certamente in famiglia hanno imparato l’arabo come “seconda” madrelingua. Sono quindi in grado di confondersi fra le folle arabe, ne conoscono gesti e ritualità, le preghiere e le imprecazioni, convenzioni familiari e il linguaggio della strada. Nomi e volti dei ‘mistaravim’ sono coperti dal segreto militare, nemmeno a casa loro sanno esattamente quale mestiere svolge il loro congiunto. ‘Ombre’, ma in grado di arrivare con i loro blitz ovunque nei Territori palestinesi occupati, con grande audacia e spregiudicatezza. Possono operare per mesi sotto copertura all’interno dei Territori palestinesi per dare la caccia a un’attivista.

L’operazione all’ospedale Al Ahli di Hebron ricalca in maniera pressoché identica un’altra compiuta lo scorso 6 ottobre ma a Nablus. Anche in quel caso i ‘mistaravim’ entrarono sotto copertura nell’ospedale della città e catturarono un ricercato palestinese. Un’operazione perfetta, non fu sparato un solo colpo.

Sul piano diplomatico, dopo la decisione dell’Unione Europea di etichettare i prodotti provenienti da Cisgiordania e Golan, Israele ha deciso di sospendere le sue riunioni con Bruxelles. Lo afferma una nota del ministero degli Esteri israeliano. «A causa delle ultime decisioni europee – si legge nella nota – viene sospeso il dialogo diplomatico in diversi forum programmati per le prossime settimane».

 

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