venerdì, Luglio 23

Israele ha evacuato 19 ebrei dallo Yemen Tra di loro anche un rabbino che ha portato una Torah vecchia di cinque secoli

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Israele ha evacuato 19 ebrei yemeniti dal Paese sconvolto da una sanguinosa guerra civile. Si tratta di alcuni degli ultimi ebrei rimasti in Yemen. Tra di loro anche un rabbino, Saliman Dahari, che ha portato con sé una Torah vecchia, si ritiene, di cinque secoli. Diciassette ebrei yemeniti sono arrivati in Israele domenica 21 marzo 2016, mentre altri due erano atterrati all’aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv pochi giorni prima. Si tratta di 14 persone provenienti dalla città di Raydah e una famiglia di cinque persone di Sanaa. Il loro trasferimento è stato il risultato di una ‘complessa operazione segreta‘ preparata per mesi e frutto della collaborazione tra lAgenzia ebraica per Israele e il Dipartimento di Stato americano.

Sia Raydah che Sana’a sono controllate dalle milizie Houthi, i ribelli sciiti che contendono  -insieme ai lealisti dell’ex presidente Ali Abdullah Saleh- il controllo dello Yemen al Governo guidato dal Presidente Abd-Rabbu Mansour Hadi e riconosciuto internazionalmente. Gli ebrei yemeniti sono una comunità con più di duemila anni di storia alle spalle, una delle più antiche comunità ebraiche al mondo, ma la maggior parte di loro ha scelto, nel corso degli anni, di trasferirsi in Israele. A rimanere in Yemen sono attualmente solo una cinquantina di persone che hanno deciso di non lasciare il proprio Paese. Circa quaranta di loro vivono a Sana’a, in un’area vicino all’Ambasciata americana, protetti dalle autorità yemenite.

Nel corso degli ultimi anni, centinaia di ebrei yemeniti sono stati trasferiti nello Stato di Israele. Dalla sua fondazioni, sarebbero più di 51 mila quelli che sono immigrati nel Paese. Poco meno di 50 mila tra il 1949 e il 1950, nel corso di una estesa operazione segreta denominata Operazione tappeto magico. Il direttore dell’Agenzia ebraica per Israele, Natan Sharansky, commentando la missione portata a termine nei giorni scorsi ha detto: «Dall’Operazione tappeto magico del 1949 a oggi, l’Agenzia ebraica ha aiutato la comunità ebraica yemenita a tornare a casa in Israele. Oggi, portiamo a termine questa storica missione. Si chiude un capitolo nella storia di una delle più antiche comunità ebraiche del mondo, ma il contributo millenario della comunità ebraica yemenita al popolo ebraico continuerà nello Stato di Israele».

L’Agenzia ebraica ha dichiarato che quando è cominciata l’inarrestabile discesa dello Yemen negli abissi di una brutale guerra civile che ha causato una gravissima crisi umanitaria, la comunità ebraica si è trovata in crescente pericolo. L’Agenzia ebraica, fondata nel 1923 per agevolare l’immigrazione ebraica in Palestina, ha organizzato operazioni segrete per trasferire ebrei in Israele sin dalla fondazione dello Stato nel 1948. Nel corso di altre operazioni, l’Agenzia ebraica ha trasferito in Israele ebrei appartenenti a comunità come quella etiope e, in maniera discreta, da Paesi arabi e a maggioranza musulmana come la Siria o l’Iraq.

Domenica, in concomitanza con l’arrivo degli ebrei yemeniti, circa duemila israeliani di origine etiope hanno manifestato a Gerusalemme, sfilando fino agli uffici del Primo Ministro Benjamin Netanyahu, per protestare contro la decisione del Governo di cancellare i piani per consentire ai loro congiunti di trasferirsi in Israele dal Paese africano.

L’operazione conclusa domenica, tuttavia, non è stata priva di conseguenze. ‘The Times of Israelriferisce che le autorità yemenite hanno arrestato un uomo, anch’egli ebreo yemenita, sospettato di aver aiutato i suoi correligionari a trafugare la pergamena dell’antica Torah. Un impiegato musulmano dell’aeroporto dal quale è partito il gruppo di ebrei yemeniti sarebbe stato arrestato insieme al primo uomo per aver lasciato che il rabbino partisse con la pergamena. Sembra, infatti, che la dirigenza Houthi consideri il manufatto parte patrimonio del popolo yemenita. Il portavoce dell’Agenzia ebraica, Avi Meyer, ha ribattuto che «pensare che fosse possibile lasciare la Torah senza protezione in un Paese sconvolto da una violenta guerra civile nella quale sono coinvolte diverse fazioni ostili agli ebrei è irragionevole. La Torah è parte del glorioso retaggio della comunità ebraica yemenita ed esso continuerà a vivere nello Stato di Israele».

Ma non è stata solo la questione della legittima proprietà della Torah a destare scalpore. Secondo il ‘Jerusalem Post‘, alcuni yemeniti hanno lanciato una campagna sui social media denunciando una presunta connivenza tra Israele e gli Houthi. Si tratta di attivisti anti-Houthi secondo cui malgrado uno degli slogan dei ribelli sciiti sia ‘morte a Israele’ vi sia in realtà una collaborazione tra di loro e lo Stato ebraico.

Uno degli attivisti yemeniti ha scritto su Twitter: «Non solo gli agenti dell’occupazione sionista hanno collaborato con Israele e gli Stati Uniti nell’operazione segreta per trasferire in aereo ebrei yemeniti in Israele, ma hanno anche permesso che questi ebrei rubassero parte del nostro patrimonio». Un altro commento dice: «Dopo aver innescato una guerra in diverse province yemenite con lo slogan ‘morte a Israele’, la verità riguardo gli Houthi è venuta a galla».

Secondo i detrattori, quindi, gli Houthi avrebbero instaurato una collaborazione con Israele in cambio del sostegno di fronte alla comunità internazionale. Di fatto Israele si dice alleato con l’Arabia Saudita, che nella guerra in Yemen, è intervenuta con una coalizione a propria guida fin dal marzo del 2015. I raid aerei della coalizione, che ha schierato anche truppe di terra, sostengono le forze del Governo ufficiale di Hadi. La guerra civile ha causato finora oltre seimila vittime e una crisi umanitaria che le Nazioni Unite non hanno esitato a definire catastrofica.

 

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