domenica, Settembre 26

Israele, 44 palestinesi arrestati in Cisgiordania field_506ffb1d3dbe2

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Non si placa la tensione in Medio Oriente. L’esercito israeliano e le guardie di frontiera hanno arrestato la notte scorsa, in una serie di controlli in Cisgiordania, 44 palestinesi ricercati. Lo dice il portavoce militare secondo cui nel corso delle operazioni sono stati sequestrati fucili, pistole, coltelli, ordigni esplosivi, visori notturni e una grande quantità di munizioni. Dei 44 arrestati – hanno detto i media – 40 sono sospettati di “attività terroristiche” e partecipazioni a scontri.

Scontri tra manifestanti palestinesi e polizia sono scoppiati oggi a Hebron, dove coloni israeliani vivono in insediamenti blindati su un territorio abitato da 150 mila palestinesi. Durante una sassaiola in un villaggio vicino a Hebron, un palestinese è rimasto ucciso e i suoi funerali sono stati un’altra occasione per una manifestazione di protesta.

L’aviazione israeliana ha reagito al lancio di un razzo palestinese bombardando sulla striscia di Gaza, nei pressi del campo profughi di Maghazi, due luoghi indicati come postazioni del gruppo estremista islamico Hamas. Non ci sarebbero state vittime.

Sempre oggi in un ospedale di Gerusalemme è deceduto oggi Richard Leikin, insegnante ebreo di 76 anni ferito due settimane fa in un attentato palestinese avvenuto in un autobus nel rione di Armon ha-Natziv. Lo ha riferito la radio militare. Nello stesso attentato erano stati uccisi a pugnalate a colpi di pistola due altri passeggeri ebrei, di 51 e 78 anni.

Secondo dati raccolti dal ministero degli esteri israeliano, fra l’inizio di ottobre e il 25 dello stesso mese 10 israeliani sono stati uccisi in attentati palestinesi; i feriti sono stati 127, quattordici dei quali registrati come gravi. Nello stesso periodo si sono avuti 46 accoltellamenti, quattro attacchi con armi da fuoco e cinque casi di investimenti intenzionali di pedoni con automezzi vari.

Intanto il Primo ministro d’Israele Benjamin Netanyahu minaccia di limitare il diritto di movimento degli abitanti di Gerusalemme Est di etnia araba e addirittura di revocare lo status di cittadini di Gerusalemme ad alcuni palestinesi residenti nella parte orientale della città, zona dalla quale proviene il maggior numero degli attentatori che hanno scosso il Paese nelle ultime settimane.

 

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