domenica, Aprile 18

Ismail Haniyeh nella black list americana: quali gli effetti su Gaza? La decisione di Trump ed il rischio di maggiori tensioni nei rapporti tra Hamas ed Israele

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Gli Stati Uniti, qualche giorno fa, hanno iscritto il capo di Hamas, Ismail Haniyeh, nella loro lista nera del terrorismo; una mossa che solleverà più tensioni e non farà che aumentare il rischio di escalation e il deterioramento dei rapporti tra Hamas ed Israele sulla Striscia di Gaza.

L’amministrazione Trump, d’altronde, ha già preso molte decisioni che hanno portato a peggiorare questa situazione, prime tra tutte il riconoscimento di Gerusalemme come la capitale israeliana ed il taglio dei fondi dell’UNRWA di oltre la metà. Haniyeh ha stretti legami con l’ala militarizzata di Hamas ed è stato sostenitore della lotta armata, anche contro i civili,; lo ha detto il Dipartimento di Stato in una dichiarazione. E’ stato riportato diverse volte il coinvolgimento in attacchi terroristici contro Israele. Hamas è stato responsabile della morte di circa 17 americani rimasti uccisi in attacchi terroristici.

Il 55enne Haniyeh, nominato capo di Hamas nel maggio del 2017, è ora sulla lista nera delle sanzioni del Tesoro USA, che congela qualsiasi attività di base e vieta a qualsiasi persona o società statunitense di fare affari con lui. Haniya, inoltre, divenne Primo Ministro dopo che Hamas vinse le elezioni legislative palestinesi del 2006. Ma il presidente Mahmoud Abbas ha sollevato Hanyia dall’incarico dopo che Hamas ha preso il controllo di Gaza da Fatah a metà del mese di Giugno del 2007. Haniyeh, di tutta risposta, non ha mai riconosciuto il decreto e continua ad esercitare l’autorità ministeriale principale nella Striscia di Gaza.

Ad aprile del 2014 Haniyeh si era dimesso dalla carica di Primo Ministro a Gaza dopo l’accordo di riconciliazione firmato tra Hamas e Fatah nel campo profughi di Al-Shati. Hamas è rientrata già nel 1997 nella black list degli Stati Uniti come organizzazione terroristica straniera rientrando nel 2001 nella lista nera del terrorismo anche nell’Unione Europea. Gli Stati Uniti, dopo il recente conflitto tra Hamas e Israele a Gaza nell’estate del 2014, avevano iscritto un certo numero di leader di Hamas nella lista nera del terrorismo, incluso Mohammad Deif, comandante dell’ala militare di Hamas, le brigate al-Qassam e anche Yehia Sinwar, era designato il leader di Hamas nella striscia di Gaza nel febbraio 2017.

Anche il nome di Ramadan Shallah, a capo dell’Islam Jihad, uno dei gruppi militanti palestinesi, è stato scritto dagli Stati Uniti sulla black list nel mese di Ottobre 2017. Ad oggi, l’inserimento da parte degli Stati Uniti del capo di Hamas, Ismail Haniyeh, nella lista dei più ricercati, non farà che aumentere le complicazioni e gli ostacoli per una vera e propria, nonché sperata, riconciliazione tra Fatah e Hamas, una riconciliazione che sta affrontando molti ostacoli. Così come tante difficoltà continuano ad esserci per la situazione umanitaria a Gaza.

Temiamo che le condizioni peggiorino ulterioramente. Qui si vive in una sensazione di continuo soffocamento al blocco israeliano di 11 anni fa; negli ultimi mesi, la popolazione sta affrontando la peggiore catastrofe umanitaria mai immaginata. Le condizioni sono disumane con il crollo dei servizi medici ed ambientali, nonché la crisi di elettricità, povertà ed acqua. Ecco che una posizione come quella degli Stati Uniti di Trump, non potrà che avvicinare il conto alla rovescia per il prossimo confronto tra Hamas ed Israele qui a Gaza, quando, invece, ci sarebbe bisogno di un intervento per diminuire le tensioni e prevenire un’escalation di scala.

Traduzione a cura di Roberta Testa

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