venerdì, Aprile 23

Islanda, nei Panama Papers ci finisce il premier Gunnlaugsson Sotto attacco: da una parte l'opposizione minaccia le elezioni anticipate, mentre i cittadini protestano

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I Panama Papers fanno tremare anche l’Islanda. Tra le decine di politici e personaggi famosi citati all’interno dei documenti riservati di proprietà di una società finanziaria di Panama, Mossack Fonseca, ci finisce anche il premier Sigmundur Davíð Gunnlaugsson. I documenti mostrano che una società off shore legata a Gunnlaugsson, fondata nel 2007, aveva contratto un grosso credito nei confronti di tre banche islandesi, poi parzialmente nazionalizzate nel 2008 dopo aver dichiarato bancarotta. Gunnlaugsson poi nel 2009 è entrato in Parlamento e per questo è accusato di conflitto di interessi (oltre che di aver nascosto mentito di essere legato a questa società). Ora Gunnlaugsson rischia grosso: le opposizioni minacciano elezioni anticipate, mentre più di 21mila persone hanno firmato una petizione che vuole le sue dimissioni. Migliaia di persone si sono riunite in piazza inoltre ieri a Reykjavik davanti alla sede del Parlamento per chiedere le dimissioni del governo. Ma Gunnlaugsson ha detto già in una intervista televisiva che non intende dimettersi.

(video tratto dal canale Youtube di Associated Press)

 

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