venerdì, Luglio 23

Islamofobia nel Regno Unito: pregiudizio e violenza field_506ffb1d3dbe2

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Londra – Presenziare le zone di guerra in Medioriente e difendersi a casa propria dagli estremisti islamici. Questa sembrebbe essere la strategia promossa dai gruppi extra-parlamentari britannici di stampo neo nazista, che si dichiarano pronti a far rivivere gli orrori nazisti per debellare ogni possibile dubbio di attacchi da parte dei terroristi islamici nel Regno Unito.

L’Islamofobia, ossia la paura delle possibili formazioni di nuovi gruppi jihadisti, in Gran Bretagna sta facendo crescere il numero di adepti che sposano le ideologie estremiste ultraconservatrici violente. I membri dei movimenti extraparlamentari di destra schioccano con le loro dichiarazioni che paventano decisioni troppo simili al periodo storico del nazismo. 

A rendere note le intenzioni dei gruppi ultraconservatori inglesi è stato un funzionario del Ministero dell’Interno Britannico che, restando anonimo per proteggersi da future ritorsioni, ha rivelato, in un articolo apparso nella versione online della BBC – British Broadcasting Corporation-, la possibile decisione di un gruppo appartenente ad un movimento che inneggia al nazismo di aprire, in luoghi segreti, campi di concentramento atti a segregare ed uccidere persone ‘di colore non britanniche e di religione musulmana’. Spiazzando commentatori ed opinion leaders inglesi, nella sua intervista il funzionario ha dichiarato: «Un membro di questi gruppi terroristici islamici mi ha detto che c’e’ l’intenzione concreta da parte del suo capo a far costruire campi di morte nel Regno Unito».

 

Il funzionario, descritto nell’articolo della BBC come persona esperta con quasi trenta anni di servizio, ha rivelato che, secondo le informazioni raccolte da fonti ufficiali, sin dallo scorso anno cinque nuovi gruppi neo nazisti si sono formati nel territorio del Regno Unito. Il loro numero a tutt’oggi ha raggiunto le cento unità.

Il pregiudizio che si è trasformato in odio razziale verso i musulmani ha subito un forte incremento dopo gli ultimi fatti di cronaca. L’uccisione di James Foley, il foto reporter inglese ucciso in Siria nell’agosto di questo anno, è stato il fatto internazionale che ha sconvolto il mondo. Le cronache inglesi hanno poi dato ugualmente risalto alla conclusione delle indagini per gli abusi subiti da mille e quattrocento minori tra il 1997 e il 2013 a Rotherham, una cittadina a sud della regione dello Yorkshire, in cui i maggiori indagati sono un gruppo di uomini di origine pakistana.

Sempre la BBC, in un suo articolo recente ha riportato una intervista fatta da un ex membro appartenente ad un gruppo neo nazista inglese che, scegliendo l’anonimato per evitare vendette da parte degli ex compagni, ha confermato come i pregiudizi e le violenze contro i musulmani siano cresciuti nell’ultimo anno a seguito dei recenti fatti di cronaca.

«Questo è un periodo ottimo per reclutare nuove leve nel movimento. I capi cercano sempre tra gli adolescenti, maggiormente chi abbandona la scuola prematuramente, e instillano in loro la paura portando i fatti di cronaca come prova del pericolo». L’ex membro neo-nazista ha poi aggiunto particolari scioccanti riguardo al gruppo di cui faceva parte. «Esiste un manuale online che i capi ci incoraggiavano a leggere in cui si spiega nel dettaglio come uccidere chi minaccia il popolo inglese. Dopo la lettura venivamo poi interrogati».

Tell Mama, letteralmente tradotto come ‘Chiama la Mamma’, è una associazione inglese senza scopo di lucro che si occupa di monitorare e rendere noti i crimini, gli abusi o le ingiustizie sociali in cui le vittime sono i musulmani residenti nel Regno Unito. In una intervista telefonica rilasciata per L’Indro il fondatore Fiyaz Obe spiega come il fenomeno dell’Islamofobia nel Regno Unito cresca costantemente e le ritorsioni verso i cittadini inglesi di religione musulmana, soprattutto quelli residenti fuori dalla capitale , abbiano una vita sempre più difficile. “Nell’ultimo anno abbiamo ricevuto quasi mille segnalazioni di musulmani vittime di abusi verbali e fisici. Al grido di ‘L’inghilterra colonizza non viene colonizzata’ i gruppi neofascisti stanno distruggendo vite di onesti cittadini colpevoli solo di appartenere alla stessa religione dei jihadisti”.

Obe spiega poi come l’odio nasca non solo dall’ignoranza ma anche dal contagio sociale. “Nel caso della vicenda di Rotheram, il fatto che i presunti abusatori fossero pakistani o di origine pakistana, ha fatto scattare automaticamente nelle menti più suggestionabili il link alla religione musulmana. Il contagio delle idee distorte si tramanda enfatizzando le paure. Quando si sa, o si presume di sapere chi è il nemico la paura sembra attenuarsi, ma se il nemico è un innocente che viene attaccato solo per un pregiudizio allora l’ingiustizia è conclamata”.

L’escalation di gruppi di estrema destra preoccupa anche il parlamento inglese. La parlamentare laburista inglese Hazel Blears ha recentemente affrontato l’argomento rispondendo alle domande del conduttore del programma Today, in onda sul canale BBC4. Secondo Blears incoraggiare le persone ad integrarsi potrebbe aiutare a combattere gli estremismi di ogni genere. «Ciò che dovrebbe essere fatto è far stare insieme le persone. Quando le persone sono a stretto contatto e si conoscono meglio è difficile che si sviluppino odi profondi». Per Obe la soluzione necessaria è, oltre all’integrazione, la comunicazione: “Bisogna far passare l’idea che ogni pregiudizio basato su presupposti inesistenti sia non solo sbagliato ma provochi dolore e sofferenze doppie per le vittime innocenti”. 

 

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