venerdì, Maggio 14

Isis: Usa catturano capo unità chimica in Iraq Migranti: chiusa la frontiera macedone, bloccata la 'rotta balcanica'

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Lo Stato Islamico avrebbe usato armi chimiche in Iraq. Fonti della sicurezza a Kirkuk, nel nord del Paese, hanno detto che «decine» di residenti della cittadina di Taza, 25 chilometri più a sud, sono stati ricoverati in ospedale per problemi respiratori dopo un bombardamento con razzi – almeno 37 – ad opera dell’Is. Secondo testimoni locali, dopo le esplosioni, i razzi hanno rilasciato un fumo grigio e un leggero liquido oleoso. Dalle analisi è risultato che i jihadisti li avevano caricati con ‘cloro secco’, un’arma già impiegata, secondo fonti governative. in bombardamenti sulle forze curde Peshmerga il mese scorsa a Sinjar, 120 chilometri a ovest di Mosul. Sempre oggi, forze speciali americane hanno catturato in Iraq il responsabile dell’unità dell’Isis per le armi chimiche, secondo quanto affermano fonti di intelligence di Baghdad. L’uomo sarebbe Sleiman Daoud al-Afari, circa 50 anni, che ai tempi del regime di Saddam Hussein è stato impiegato in un settore delle forze armate specializzato nella ricerca di armi chimiche e biologiche.

Un altro esponente di spicco dello Stato Islamico, per la precisione uno dei leader del Califfato in Siria, Abu Omar al-Shishani, noto alle cronache come ‘Omar il ceceno’, potrebbe essere rimasto ucciso nel corso di un attacco aereo americano nei pressi della località di al-Shaddadi. Nel Paese sconvolto dalla guerra civile resta comunque drammatica la situazione umanitaria. Un rapporto dell’ong Save the Children denuncia che almeno 250mila bambini siriani sono malati, malnutriti o costretti ad arruolarsi. Quasi la metà delle vittime dei raid nelle aree assediate ha meno di 14 anni. In quelle zone i bambini sono costretti a mangiare cibo per animali o foglie, non hanno accesso a medicinali e a volte vengono armati già a otto anni.

Sul fronte bellico, l’esercito siriano ha ripreso il controllo di sette villaggi a sudest di Aleppo, nel nord della Siria, a seguito di combattimenti contro lo Stato Islamico.  I villaggi in questione sono Al Atchana, Um Mayal, Yeb Ali, Al Jerbie, Al Shreime, Rasm Askr e Seriah, tutti situati a est di Khanaser, di cui l’Isis aveva preso il controllo il mese scorso. Con queste nuove conquiste, i militari si sono assicurati il controllo della strada che collega Khanaser ad Aleppo. Oggi si è appreso che gruppi di opposizione siriana di matrice islamista avrebbero bombardato il quartiere Sheikh Maqsood di Aleppo, controllato dalle milizie curde, con proiettili al ‘fosforo giallo’. Lo riporta il portavoce dell’YPG Redur Xelilm in un rapporto consegnato al centro di coordinamento per la tregua in Siria.

Conflitto in Siria che per l’Europa si traduce in emergenza immigrazione. Oggi Slovenia e Serbia hanno annunciato il ripristino dei controlli alla frontiera: i due Paesi non accetteranno più migranti senza documenti validi. Lubiana ha precisato che lascerà entrare solo chi chiede asilo nel paese o ha specifiche necessità umanitarie. Belgrado farà lo stesso al confine con Macedonia e Bulgaria. In giornata si è appreso che anche la Macedonia ha chiuso i suoi confini e che a partire dalla mezzanotte nel centro di accoglienza di Gevgelija non si accettano più profughi. Nessun migrante è entrato nel Paese dalla Grecia nelle ultime ore: la rotta dei Balcani è stata praticamente chiusa. L’Onu ha avvertito che i respingimenti di massa, previsti dall’accordo tra Unione europea e Turchia, viola la convenzione di Ginevra sui rifugiati.

Voliamo oltreoceano, dove ieri notte le primarie Usa hanno registrato una sorpresa in casa democratica: Bernie Sanders sconfigge sul filo di lana Hillary Clinton in Michigan. Il senatore si è attestato al 50% mentre l’ex segretario di Stato si è fermata ‘appena’,al 48%. Secondo gli analisti, ha vinto di nuovo il ‘dito puntato’ di Sanders contro Hillary Clinton ‘amica’ di Wall Street e ancora una volta grazie al voto dei giovani (81% secondo i primi calcoli). L’inaspettata vittoria rilancia la candidatura dell’esponente socialista. Clinton ha vinto in Mississippi e resta in testa per numero di delegati. Tutto secondo i pronostici, invece, sul versante repubblicano, dove Donald Trump ha fatto bottino pieno nei tre Stati chiamati al voto: Michigan, Mississippi e alle Hawaii.

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