giovedì, 26 Gennaio
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Isis: Renzi a Parigi, la Nato a Firenze

Più che una coalizione anti Isis quella tra il Presidente del Consiglio italiano, Matteo Renzi, e il Presidente francese, Francois Hollande, è sembrata più una colazione anti Isis. Il nostro Premier è stato ricevuto di primo mattino all’Eliseo nell’ambito del giro vorticoso di consultazioni che Hollande sta tenendo all’indomani dei tragici fatti di Parigi. Renzi, tanto per non smentirsi, ha promesso al ‘primo cittadino’ francese una «coalizione più ampia contro l’Isis» perché «è necessaria una strategia globale, anche culturale». Quindi: nessun impegno militare diretto italiano. Almeno per il momento.

Intanto, proprio oggi l’Italia, e precisamente Firenze, ha ospitato a Palazzo Vecchio l’Assemblea parlamentare della Nato. Presente anche il Presidente del Senato Pietro Grasso che ha lanciato un accorato appello a «rigettare la logica dello scontro di civiltà». Pierferdinando Casini, anche lui avvistato nel capoluogo Toscano fa, al contrario di Grasso, terrorismo mediatico perché parla dei fondamentalisti Isis come di «messaggeri di morte sempre attivi» che «vivono con noi». A spargere paura e insicurezza tra gli italiani ci pensa anche il Sottosegretario con delega ai Servizi Marco Minniti quando fa riferimento ad una «centrale internazionale del terrorismo» che decide dove colpire. Una visione interessante della situazione ce la offre il deputato Pd Andrea Manciulli, Presidente della delegazione italiana, convinto che per sconfiggere l’Isis la sola forza delle armi non sia sufficiente alla Nato che dovrebbe organizzare, invece, una «campagna contro-informativa coerente».

Il berlusconiano Renato Brunetta spiega a modo suo la promessa renziana di elargire un bonus di 500 euro a chi compie 18 anni nel 2016. «Mi sembra la solita renzata», ringhia il pitbull azzurro, una «paghetta di Stato». E l’ex Pd Stefano Fassina commenta con toni durissimi la notizia delle dimissioni del Cda di Ferrovie dello Stato: «La privatizzazione di Fs la pagheranno i pendolari».

Dopo l’ennesimo buco nell’acqua di ieri sull’elezione dei 3 giudici mancanti della Corte Costituzionale, il già citato Pietro Grasso chiede una «risposta» al Parlamento e pretende un accordo tra maggioranza e opposizioni entro martedì prossimo, altrimenti sarà inevitabile fissare «scrutini a oltranza».

Il segretario Pd di Napoli, Venanzio Carpentieri, annuncia di voler allargare le primarie ad Ncd e Udc (Angelino Alfano e Ciriaco De Mita), proprio mentre i Dem tentano di fare fuori Antonio Bassolino. Una parte del partito insorge e il senatore Sergio Lo Giudice chiede a Renzi di commissariare il Pd campano. Anche gli alfaniani, per bocca di un altro Alfano, Gioacchino, negano di voler morire renziani.

Chiusura di appendice dedicata alla Conferenza sul clima di Parigi. La Camera ha approvato con 326 voti a favore e 103 astensioni (M5S e FI) la mozione di maggioranza sulle comunicazioni del Governo in vista della cosiddetta Cop21.

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