venerdì, Giugno 18

Isis non riesce a pagare i suoi combattenti: fine vicina?

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Guadagna 4 milioni di dollari al giorno, ma rischia la bancarotta. Parliamo dell’Isis, che sembra ormai non riuscire più a pagare i propri combattenti. La notizia arriva direttamente dall’Iraq, dove il governo sta chiudendo diversi esercizi commerciali legati allo Stato Islamico. Ma in generale i jihadisti ormai arretrano su tutti i fronti, dalla Siria all’Iraq.

E pare ottimista il presidente iracheno, Fuad Masum, che in un’intervista a ‘Sputnik‘ ammette: «Per quanto riguarda la vittoria finale contro Isis e la sua eradicazione, ci vorrà del tempo, ma la sua presenza come forza militare ‘a terra’ credo finirà a breve. Per la vittoria sull’organizzazione e sulle cellule che operano di tanto in tanto ci vorrà più tempo. Abbiamo ricevuto e continuiamo a ricevere forme di assistenza da diversi Paesi, ma ci sarà bisogno di tempo, dopo aver sconfitto Isis come forza militare, per la cooperazione e il coordinamento perché Isis non è non è solo una forza militare, ma anche un’ideologia terrorista che ricorre a varie forme di azioni».

Dello stesso avviso il premier Haider al-Abadi in un’intervista a ‘Fox News‘: «In Iraq la sconfitta dell’Is è sicura. Concluderemo il lavoro a breve». E ancora: «Li stiamo sconfiggendo a livello militare».

E sentendosi sotto pressione, l’Isis ora alza la posta: diffuso un video in lingua farsi in cui si scaglia contro l’Iran e la sua guida suprema, l’ayatollah Ali Khamenei, che appoggia il governo iracheno e di Assad in Siria. E annuncia: «Presto verremo a distruggere la tua casa in questa maniera», mostrando abitazioni distrutte.

(video tratti dal canale Youtube di Sky News)

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