mercoledì, Agosto 4

ISIS, l'importanza strategica della Valle della Bekaa

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A tutto ciò vanno anche aggiunti gli aspetti morfologici tipici dell’ambiente montano: il terreno altamente compartimentato, ricco di insenature e gole, si rivela ideale per tendere imboscate o nascondere uomini e interi arsenali di armi importate dalla Siria alla vista di aerei e droni. Se la valle della Bekaa dovesse cadere in mani jihadiste, il fantomatico Califfo si ritroverebbe padrone di un settore arduo da raggiungere e dal quale potrebbe far partire attacchi diretti contro la zona litoranea.

Altro fattore da considerare, la città siriana di Homs, uno dei principali centri della ribellione siriana, si trova molto vicino alla zona Nord della Bekaa: proprio da qui molti gruppi di jihadisti possono riversarsi in territorio Libanese. Al fine di arginare questo fenomeno, le Forze di sicurezza libanesi hanno intensificato i controlli alla frontiera siriana, inoltre svolgono diverse attività volte a stanare, disperdere e distruggere reti terroristiche legate a Daesh sulla terra dei Cedri, oltre a pattugliare costantemente le poche strade che dalla valle della Beeka attraversano i monti del Libano.

L’intento dichiarato di Daesh è il seguente: fondare un emirato libanese ad Arsal (cittadina della valle di Bekaa, a Sud-Est di Baalbek), dove le forze di Daesh e Jabhat al-Nusra hanno già in qualche modo preso politicamente piede, e di lì minacciare e sfidare la sovranità di Beirut sulla regione. Anche nella zona più a Nord della valle, nonostante gli sforzi delle forze regolari locali per fermare le milizie jihadiste, sono gli Hezbollah a giocare il ruolo di strenui difensori dell’area, mentre ondate di profughi siriani si riversano a Zahle.

Insomma, quella della valle della Beeka è una situazione molto tesa, destinata a peggiorare con l’aggravarsi tra le relazioni tra Islam sciita e sunnita, proprio come si è verificato in questi giorni con le tensioni Teheran – Riad.

Il Libano è un Paese che sta vivendo già una crisi politica profonda, confina a Nord e ad Est con la Siria, dalla quale giungono continui rinforzi e rifornimenti jihadisti, oltre agli esuli di guerra, e a Sud, lungo la ‘Blue Line’, pattugliata dai caschi blu dell’ONU, con Israele, già impegnato a fronteggiare le forze di Jabhat al-Nusra sulle alture del Golan.

Se la valle della Bekaa dovesse cadere in mani jihadiste, le conseguenze per l’intera regione vicino orientale potrebbero essere disastrose: il Libano ne sarebbe irrimediabilmente sconvolto economicamente e minacciato militarmente (trovandosi la Capitale Beirut a meno di 30 km dalla valle), inoltre il nuovo bastione Daesh si trasformerebbe in un gigantesco deposito fortificato di droga e armi, infine si aprirebbe la strada per le milizie sunnite al Sud del Paese, verso la Blue Line (che si rivelerebbe allora non più difendibile dai contingenti UNIFIL) e dunque verso Tiro e Israele. Lo Stato Islamico si potrebbe affacciare sul Mediterraneo e sul territorio israeliano, riducendo il Libano ad una piccola regione costiera sotto assedio.

La contesa per la valle della Bekaa è più di uno scontro per il possesso di una piccola area: è una pesante pietra che si rivelerà determinante sulla bilancia del conflitto nel mondo islamico. Bekaa è la porta per il Mediterraneo, è la fortezza di Beirut, è lo snodo vitale tra il Nord ed il Sud del vicino Oriente.

 

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