lunedì, Settembre 27

ISIS, l'importanza strategica della Valle della Bekaa

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Il filosofo Hegel sosteneva che la storia non ripete mai le sue fasi in modo ciclico, come parimenti essa non si svolge in linea retta, senza digressioni o somiglianze tra una fase e l’altra. La storia si snoda più come una spirale, della quale gli eventi tendono ad assomigliarsi, sembrando quasi ripetersi, per poi sorprendere lo spettatore con colpi di scena e talvolta inaspettati finali.

Sulla base di questa concezione temporale, non possiamo fare a meno di notare che gli stessi luoghi si rivelano, per motivi diversi, punti strategicamente importantissimi nel corso della storia dell’uomoUno di questi luoghi, nel vicino Oriente, è la Valle della Bekaa (البقاع‎), situata nella zona orientale del Libano. Questo avvallamento, chiuso dalla catena del Monte Libano ad Ovest e l’Antilibano (altra catena montuosa che divide i territori siriani da quelli libanesi) ad Est, si sviluppa da Nord a Sud per una lunghezza di circa 120 km: è una via di comunicazione attraverso il montuoso Paese del Libano.

Dall’epoca dei Faraoni ai conflitti più recenti, quest’area è stata percorsa da molti eserciti: la sua fisionomia e la sua larghezza ne hanno fatto un corridoio ideale per chiunque volesse attraversare la terra dei cedri senza percorrere la via costiera per commerciare, contrabbandare o effettuare manovre belliche. Tutto ciò basta a capire i motivi per i quali chiunque tragga profitto dalla guerriglia ed il contrabbando, come lo Stato Islamico (Daesh), abbia un interesse concreto ad occupare una zona così strategica.

Non sono comunque affatto da sottovalutare le peculiarità geografiche di questa valle, che produce più del 40% delle risorse agricole del Paese: molto fertile nella zona meridionale, più arida a Nord, da essa originano i due principali fiumi Libanesi: l’Oronte (al Assi) ed il Leonte (al Litani).

Le principali vie di comunicazione consistono in una sola strada a scorrimento veloce che si snoda lungo tutta la valle e due grandi strade che incrociano la suddetta via della Bekaa nei pressi dell’antica città di Baalek e della città di Zahle, collegandola alla zona costiera attraverso la catena del Libano. Presso questi due crocevia avvengono le maggiori azioni delle forze Libanesi, volte a scongiurare il pericolo che gruppi terroristici riescano a colpire Beirut passando attraverso i valichi di montagna.

Zahle è la più grande città della valle della Bekaa e conta oltre i 53.000 abitanti, in gran parte cristiani (Maroniti, Ortodossi e Cattolici). Sebbene Zahle sia per lo più abitata da Cristiani, fortissime nell’intera valle sono le presenze sciite, basti pensare che Hezbollah considera l’area della Bekaa il vero luogo di origine del ‘partito di Dio’, un bastione da difendere a qualsiasi costo.

Proprio a difesa di quest’area, Hezbollah ha ingaggiato già da diverso tempo una serie di combattimenti contro le forze Jihadiste sunnite di Daesh e del Jabhat al-Nusra. La fase più cruenta di questi scontri si è svolta proprio nel corso del 2015, quando numerose sono state le offensive lanciate dai sunniti per occupare l’ambita valle e consegnarla nelle mani del pretenzioso Califfato islamico, tutte respinte dalle milizie sciite e dalle Forze Armate locali.

I combattenti dello Stato Islamico utilizzano tattiche basate su attacchi terroristici ai principali centri urbani dell’area, seguiti da una avanzata attraverso le impervie zone del Nord della Bekaa, per poi ingaggiare con le milizie Hezbollah e con l’esercito libanese una serie di scontri e infine rimanere attestati principalmente oltre il confine siriano, nonostante vi siano centri abitati sunniti nella valle fortemente filo-Califfato, ancora però sotto il controllo del Governo locale.

Il comando Daesh è molto interessato al controllo della Bekaa, perché non soltanto la valle costituisce già un’ottima via di collegamento, ma rappresenta anche un potenziale baluardo difficilmente espugnabile con le sue piccole città, risorse idriche e agricole (in gran parte a Sud) quasi isolate dal resto del Libano. Tra le coltivazioni delle valle, quella illegale di oppio, che fa molta gola a Daesh, poiché alle sue fonti di guadagno (giacimenti petroliferi, vendita di ostaggi, commercio di organi e vendita di reperti archeologici) potrebbe aggiungere il contrabbando e il narcotraffico attraverso la valle.

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