martedì, Settembre 28

Isis, la sua nascita

0

Il 29 giugno 2014 Abu Bakr al Baghdadi, dalla moschea Al-Nuri di Mosul, si auto-proclama Califfo dello Stato Islamico. Prima di quella data, si parlava di Isis, un gruppo militante jihadista attivo in Iraq e Siria, influenzato dal wahhabismo. Isis è l’acronimo inglese di Islamic State of Iraq and Sham, dove per Sham si intende un insieme di territori che comprende Siria, Palestina, Libano e Giordania.

I primi germi dell’Isis sono rinvenibili tra il 2003 e il 2004, gli anni della seconda Guerra del Golfo, intrapresa dagli Stati Uniti e dalla Gran Bretagna. L’Isis, essenzialmente, trova il suo fondamento nell’applicazione estremizzata della shari’a (la Legge di Dio o Legge Islamica) in ogni ambito umano. Affinché la shari’a possa essere applicata senza limitazioni, l’Isis promuove la Jihad offensiva ovvero la Guerra Santa volta all’espansione dell’Islam nel mondo.

L’Isis fu sconfessato da Ayman al-Zawahiri, il capo di Al Qaeda dopo l’uccisione di Bin Laden, nel febbraio 2014 per la sua esagerata violenza. Così ecco la sua nascita e ascesa. Tre anni densissimi, che hanno cambiato il mondo, e che certo sono sembrati una eternità, ma pur sempre 3 anni. Certo, lo Stato Islamico, come sottolineano tutti i commentatori, è tutt’altro che finitoma quello Stato Islamico nato il 29 giugno di tre anni fa è finito.  Ecco allora un racconto dell’Isis e di cosa rappresenta.

(video tratto dal canale Youtube La Storia sul Tubo)

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.
End Comment -->