mercoledì, 1 Febbraio
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Isis in Thailandia?

La Thailandia si presenta come Nazione alquanto avulsa da questa rete internazionale del terrorismo di matrice islamica, ma nei fatti non è così. Vi sono, infatti, due fattori tradizionali di rischio circa il regno del Siam, che ha appena festeggiato la Festa del Papà che cade ogni anno in occasione del Genetliaco del grande padre del Regno, ovvero il Re Bhumibol Adulyadej; il quale oggi è il terzo sovrano più anziano al mondo dopo la regina d’Inghilterra Elizabeth II, che ha 89 anni, e il re della Malaysia Abdul Halim, che ha raggiunto l’età di 88 anni proprio la scorsa settimana. Con 69 anni di regno, il re Bhumibol Adulyadej  è il sovrano attualmente più longevo del pianeta.

Il primo fattore di rischio è la lotta contro le componenti minoritarie del Sud del Paese, in gran parte separatisti di estrazione islamica che costituiscono il 4,6% della popolazione thailandese in una Nazione al 95% circa da fedeli buddhisti. Le tre Provincie meridionali di Yala, Pattani e Narathiwat sono sempre al centro delle attenzioni delle attività militari, non solo nella attuale attività di governo della Giunta militare al potere dopo il colpo di Stato, ma anche in periodi precedenti non guidati da dittature ma da Governi regolarmente eletti. Gli attentati, gli atti feroci in special modo da parte dei ribelli locali, mettono a ferro e fuoco queste tre Provincie senza che si intraveda una soluzione

Il secondo fattore è il confinare con la Malaysia, Nazione islamica in prevalenza che comunque non fomenta fenomeni terroristici, come neanche la vicina Indonesia, che lotta anch’essa contro la fuoriuscita di propri cittadini che decidano di andare a combattere nei territori sotto controllo dell’auto-proclamatosi Stato islamico tra Iraq e Siria, e lo fa soprattutto sul piano della consapevolezza in ambito religioso e attraverso le conoscenze per mezzo dell’apparato scolastico. Ma i territori confinari della Malaysia verso la Thailandia sono spesso i luoghi di migrazione di alcuni esponenti chiave delle comunità delle tre Provincie meridionali thailandesi, quindi, particolarmente mirati e dai quali si teme possa giungere una minaccia certo più reale di quella connessa ad eventuali attacchi dell’ISIS in quanto tale in Thailandia.

Le autorità thailandesi confermano di aver attenzionato tutte le proprie forze di intelligence e militari non solo a seguito degli avvertimenti ultimi giunti nelle ultime ora dalla Russia già da ottobre, soprattutto in merito a segnalazioni di movimenti potenzialmente sospetti verso le località balneari più famose e la stessa Capitale. Dopo l’esplosione in pieno centro a Bangkok, lo scorso agosto, nei pressi del Tempio Erawan, gli animi in Thailandia sono particolarmente sensibili sul tema, checché le autorità e la stessa ambasciata russa oggi tendano a raffreddare il clima e cerchino di contrastare l’eventuale insorgere del panico. Toccare il settore turistico in Thailandia significa compromettere seriamente una delle attività economiche nevralgiche per l’economia nazionale, soprattutto nei frangenti attuali che portano i segni della contrazione e delle ristrettezze tipiche della crisi.

 

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