sabato, Aprile 17

ISIS e Palestina: c'è una connessione? field_506ffbaa4a8d4

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di Ghassan Michel Rubeiz – Attualmente, la liberazione della Palestina non viene sfruttata come strumento di reclutamento per lo Stato Islamico dell’Iraq e della Siria, l’ISIS. La lotta palestinese è antitetica all’ideologia dell’ISIS. Questa lotta oramai cinquantennale è nazionale, laica e incentrata sulla liberazione di un popolo sotto occupazione; mentre l’ISIS è estraneo, settario e concentrato sulla sottomissione della comunità mondiale al di fuori del califfato (Al-Khilafah).

E’ falso pensare che la liberazione della Palestina sia legata ai recenti eventi terroristici a Parigi, Beirut e nel Sinai. Per motivi politici, la destra in Israele (e altrove) sostiene che i combattenti palestinesi sono fuori dal tessuto fondamentalista dell’ISIS. Alcuni dei leader israeliani sostengono che i palestinesi sono ribelli senza una causa: sono ‘terroristi jihadisti’.

La Palestina, tuttavia, è un tema rilevante per capire gli eventi di Parigi per un aspetto: l’occupazione illegale dei territori palestinesi fa arrabbiare il mondo musulmano. Consideriamo la tensione demografica: la metà della popolazione che vive sotto il controllo israeliano non appartiene alla comunità ebraica. Questa metà è palestinese, in gran parte musulmane. Inoltre, il numero dei coloni israeliani in Cisgiordania e Gerusalemme Est è di oltre 600.000 unità, con un incremento annuo (costante) di oltre il 4%. Questa situazione è una bomba ad orologeria.

Gli israeliani sono meglio in fatto di autocritica rispetto ai palestinesi. In un recente commento su ‘Haaretz’ (9 novembre) Bradely Burston sostiene che il mantenere i territori palestinesi – occupati nel 1967 – per gli israeliani è una cosa stupida, anzi, proprio per questo gli israeliani sono ‘stupidi’. Burston considera giustamente gli insediamenti israeliani in Cisgiordania e Gerusalemme Est come un ostacolo per la pace: «È l’insediamento che gestisce l’occupazione. E … ora è l’occupazione che gestisce Israele». Burston spiega che molti israeliani sembrano aver sviluppato un ‘punto cieco’ per quanto riguarda le sofferenze dei palestinesi.

Nelle ultime settimane, la violenza contro i civili israeliani è aumentata notevolmente. Utilizzando il termine spregiativo di Burston, i palestinesi sembrano ‘stupidi’ così come gli israeliani. Quando un palestinese colpisce un israeliano non sta solamente commettendo un crimine, ma sta estendendo anche la durata dell’occupazione. Ci vuole solo un breve picco di violenza per far sì che il governo israeliano proclami che i palestinesi non sono pronti per la pace.

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