domenica, Maggio 9

Irregolarità negli enti pubblici e privati. Arriva la legge Arriva a Gennaio in Aula. Si accende la diatriba tra M5S e Pd

0
1 2 3 4 5


È stato approvato il 19 novembre alla XI Commissione Lavoro alla Camera dei Deputati un provvedimento in materia di «Disposizioni per la tutela degli autori di segnalazioni di reati o irregolarità di cui siano venuti a conoscenza nell’ambito di un rapporto di lavoro pubblico o privato», nota anche con il nome di Whistleblowing.

La proposta di legge prevede l’incentivazione nei confronti di quei lavoratori del pubblico o privato impiego che segnalano condotte corruttive dei loro colleghi all’interno della Pubblica Amministrazione o degli Enti privati sottoposti al controllo del pubblico.

Si propongono misure per garantire l’anonimato nei confronti del lavoratore che segnala le inadempienze o le anomalie nel comportamento professionale di un proprio collega o del datore di lavoro, ma viene nel contempo garantita, nei confronti della persona il cui comportamento scorretto è stato segnalato, la possibilità di difendersi attraverso la conoscenza di tutte le contestazioni che gli vengono mosse.

L’iniziativa parlamentare è stata depositata dal alcuni deputati del M5S (Businarolo, Agostinelli, Ferraresi, Sarti), ma è stata profondamente modificata in Commissione congiunta Giustizia e Lavoro.

Alcuni parlamentari del Pd (Ferranti, Damiano, Ermini, Gnecchi, Verini, Rossomando, Mattiello, Vazio), dopo la discussione in sede di audizioni parlamentari, hanno presentato un’altra proposta legislativa autonoma, che è stata approvata dalla Commissione e che sarà considerata emendativa nei confronti del testo presentato dai pentastellati.

Una iniziativa che ha fatto arrabbiare i firmatari dell’originaria proposta. Il M5S ha già annunciato che presenterà alcuni emendamenti alla proposta di legge modificata dal PD. «Nella proposta del Pd non vengono piùigarantito né l’anonimato né la segretezza dell’identità del segnalante, manca un principio fondamentale e chiaro che era garantito dall’inversione dell’onere della prova: nella nostra proposta era il responsabile o datore di lavoro che doveva dimostrare che la discriminazione perpetuata nei confronti del lavoratore segnalante non era riconducibile alla segnalazione fatta dallo stesso. Manca, inoltre, un vero incentivo premiale che invece nella nostra proposta veniva individuato nel premio corrispondente a una somma pari a un ammontare tra il 15  e il 30% delle somme recuperate in forza della sentenza definitiva della Corte dei Conti» afferma la deputata Businarolo.

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->