giovedì, Dicembre 9

Irlanda, dopo i gay la battaglia si sposta sull’aborto Sì al referendum alla fine di maggio per decidere se abrogare l’ottavo emendamento della Costituzione

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Dopo i matrimoni gay, l’Irlanda va avanti con le battaglie per i diritti civili. Il governo infatti ha accettato di indire un referendum sull’aborto alla fine di maggio per decidere se abrogare l’ottavo emendamento della Costituzione, che equipara il ‘diritto alla vita del nascituro’ al ‘diritto alla vita della madre’ rendendo di fatto illegale l’aborto in quasi tutte le circostanze.

Nel Paese l’interruzione di gravidanza non è consentita in caso di stupro o incesto e nemmeno quando c’è un’anomalia fetale. Nel frattempo il ministero della Salute preparerà una proposta di legge che permetta l’aborto fino a 12 settimane di gravidanza.

«So che si tratta di una questione estremamente personale e che per la maggior parte di noi non può essere vista in bianco e nero. Ma non possiamo continuare a esportare il problema e importare la soluzione», ha affermato il primo ministro (e medico) Leo Varadkar. Ogni anno 3.265 donne (secondo i dati 2016) si recano in un altro Paese per abortire. Senza contare quelle che hanno ingerito pillole ordinate su internet.

(video tratto dal canale Youtube della Bbc)

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