lunedì, Maggio 10

Iraq, nuova serie di attentati field_506ffb1d3dbe2

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Fuori la Turchia dall’Iraq

Dopo l’annuncio da parte delle milizie dell’ISIL di voler espandere la propria egemonia, proseguono le lotte fratricide interne. Nella giornata di oggi sono almeno 40 i miliziani sciiti seguaci dell’imam ribelle Mahmoud al Sarkhi al Hasani uccisi negli scontri di mercoledì con l’Esercito iracheno a Kerbala. Le forze fedeli al Premier Nouri al Maliki hanno condotto un rastrellamento nella città ingaggiando un violento scontro a fuoco con i miliziani sciiti il cui leader ha respinto la fatwa dell’Ayatollah Ali al Sistani che chiedeva agli sciiti di combattere la ribellione sunnita nel nord. La stessa sede dell’imam al Sarkhi di Kerbala è stata bombardata. Lo sceicco ribelle ha emanato una fatwa che vieta di prendere le armi contro i sunniti iracheni.

Proseguono anche gli attentati nella capitale con il bilancio di sei morti e 16 feriti. Un attentatore suicida si sarebbe fatto esplodere nei pressi di un luogo di preghiera sciita nella parte ovest di Baghdad. Un ordigno è invece esploso a Mahmudiya, a sud della capitale, uccidendo un civile e ferendone altri tre nei pressi di una via di negozi. L’Arabia Saudita ha intanto dispiegato 30mila militari lungo confine con l’Iraq, dopo che dall’area si sono ritirati i militari di Baghdad, incalzati dall’offensiva jihadista. Lo ha reso noto l’emittente satellitare ‘al Arabiya‘, ricordando come il regno condivida circa 800 chilometri di frontiera con l’Iraq, dove nelle scorse settimana si è registrata l’impetuosa avanzata delle milizie dello Stato islamico. Re Abdullah ha chiesto che vengano prese «tutte le misure necessarie per proteggere l’Arabia Saudita da potenziali minacce terroristiche».

I trentadue camionisti turchi, tenuti in ostaggio da giugno in Iraq dagli jihadisti dell’Isil, sono stati oggi liberati e consegnati alle autorità turche nel Paese: lo ha annunciato il Ministro degli Esteri turco Ahmet Davutoglu, confermando la notizia della loro liberazione da parte dei ribelli sunniti. L’Esercito jihadista del neo Stato Islamico ha inoltre preso il controllo del più grande giacimento di petrolio della Siria, ad al-Omar, nella provincia orientale di Dayr az-Zor, non lontano dal confine con l’Iraq, assicurandosi così una sicura riserva energetica. Lo hanno riferito in una nota gli attivisti dell’Osservatorio siriano per i diritti umani, precisando che lo Stato Islamico ha preso il controllo del giacimento, che era nelle mani del Fronte al-Nusra (legato ad al-Qaeda), senza sparare un colpo. Il giacimento di al-Omar è stato nelle mani delle forze governative fino a novembre. Successivamente diverse fazioni islamiche, tra le quali al-Nusra, si sono alternate al controllo.

L’attenzione si sposta dall’Iraq ad Israele dove miliziani palestinesi hanno lanciato nella notte 11 razzi dalla Striscia di Gaza verso Sderot, nel sud di Israele, senza causare vittime, né danni. Alcuni razzi sono piovuti in diverse zone del territorio israeliano mentre due sono stati intercettati dal sistema anti-missile Iron Dome. Il lancio di razzi si è intensificato dopo che lunedì ad Hebron sono stati trovati i cadaveri dei tre giovani coloni ebraici rapiti e uccisi e Israele ha attaccato per rappresaglia postazioni di Hamas e della Jihad islamica. Intanto Netanyahu ha cominciato a rafforzare il fronte meridionale al confine con la Striscia di Gaza, in una manovra difensiva in risposta al continuo lancio di razzi dall’enclave palestinese. Il portavoce dell’Esercito, il tenente colonnello Peter Lerner, ha spiegato che le truppe stanno prendendo «posizioni difensive» nelle comunità israeliane colpite dai razzi, senza specificare la portata della manovra. I rinforzi inviati, ha aggiunto, sono riservisti «al livello del quartier generale, e non sul campo».

A Gerusalemme sembra per ora ritornata la calma, dopo i disordini protrattisi fino alla serata di mercoledì.
Intanto le forze di sicurezza israeliane hanno arrestato altri 13 palestinesi in varie località della Cisgiordania, nell’ambito delle ricerche dei due presunti autori dell’assassinio degli studenti ebrei.

Le tensioni si placano tra Corea del Nord e il Giappone, quest’ultimo ha infatti deciso di revocare una parte delle sanzioni unilaterali imposte nel quadro dei negoziati sui cittadini giapponesi rapiti durante la Guerra Fredda da agenti di Pyongyang. «Revocheremo una parte delle misure prese dal Giappone», ha annunciato il Primo Ministro Shinzo Abe.

Da Pechino, intanto, la diplomazia cinese ha negato una connessione tra alcuni test missilistici che si stanno svolgendo e la visita di Xi. Il Presidente cinese Xi Jinping è arrivato a Seul per la prima visita in Corea del Sud dal suo insediamento, nel marzo dello scorso anno. Xi si incontrerà con la Presidente sud-coreana, Park Geun-hye, alla guida del Paese dalla fine del 2012 e che già lo scorso anno era stata a Pechino.

In Birmania due persone sono state uccise  durante violenze tra buddisti e musulmani a Mandalay, la seconda città del Paese. Gli scontri, che hanno causato anche alcuni feriti, sono cominciati martedì sera, quando centinaia di persone armate di pietre, bastoni e coltelli hanno attaccato un negozio gestito da musulmani i cui proprietari erano stati accusati dello stupro di una donna buddista.
A causa di questi scontri è stato dichiarato il coprifuoco.

Dodici civili sono stati uccisi anche a Lugansk, nell’Est Ucraina, in un attacco aereo.  I leader di Francia, Germania e Russia si sono pronunciati “a favore di un ruolo più attivo dell’Osce per monitorare la situazione di conflitto” e hanno inoltre “valutato positivamente i risultati dell’incontro” di ieri tra i Ministri degli Esteri francese, tedesco, ucraino e russo e la dichiarazione congiunta da loro concordata.

Anche in Egitto la situazione è oggi precipitata. La ‘Coalizione anti-golpe’,  guidata dai Fratelli Musulmani, ha sostenuto che un giovane di 18 anni e uno di 20 siano rimasti uccisi in scontri con le forze dell’ordine al Cairo. Disordini e scontri si sono susseguiti al Cairo, nell’anniversario della destituzione del presidente egiziano, Mohammed Morsi, esponente dei Fratelli musulmani; 19 estremisti islamici sono stati uccisi e altri 30 feriti sono rimasti feriti in tre raid aerei compiuti dall’aviazione egiziana nei pressi delle città di Rafah, nel Sinai settentrionale dove si trovano vari covi di takfiri, i fondamentalisti islamici autori di numerosi attentati che hanno causano centinaia di vittime fra militari e forze della sicurezza egiziane.

Nonostante una missione di pace che perdura da 13 anni continua inesorabile ad aumentare il numero dei civili che perdono la vita in Afghanistan. Secondo un rapporto del segretario generale delle Nazioni Unite sui bambini nei conflitti armati, pubblicato questa settimana, il numero di bambini uccisi o feriti durante il conflitto nel 2013 è aumentato del 30% rispetto all`anno precedente. Circa 545 bambini sono stati uccisi e 1.149 feriti in Afghanistan, a causa delle azioni di tutte le parti in conflitto.

 

 

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