sabato, Maggio 8

Iraq: Italia invia 450 militari a difesa diga Mosul field_506ffb1d3dbe2

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Israele – È di due palestinesi uccisi, oltre a cinque israeliani e palestinesi feriti, il bilancio di una notte di scontri nel campo profughi di Qalandia, a sud di Ramallah. I militari israeliani hanno fatto irruzione nel campo per effettuare degli arresti, ma si sono scontrati con diversi residenti. Due palestinesi a bordo delle loro auto hanno tentato in due diverse occasioni di travolgere i soldati con le loro auto, ma sono stati uccisi, riferiscono i media israeliani. I tre soldati sono stati feriti da colpi d’arma da fuoco, ma non è chiaro se sia trattato di fuoco amico. Il ministero palestinese della Sanità ha confermato la morte di due uomini sulla ventina, aggiungendo che altri due palestinesi sono rimasti feriti.

Secondo quanto si è appreso successivamente, i tre soldati sono stati feriti da «fuoco amico» aperto dalle forze di sicurezza israeliane per impedire l’investimento dei militari da parte di un palestinese, poi ucciso. Nessun ferito israeliano invece – hanno detto i media – nel secondo tentato investimento di soldati da parte di un altro palestinese, anche lui ucciso. Fonti mediche di Ramallah, citate dai media, hanno identificato i due palestinesi in Ahmed Jahjuh, 21 anni di Qalandya, e Hachmat Hamdan, 20 di Al-Bira, entrambe città della Cisgiordania. Secondo fonti del campo profughi di Qalandya, citate dai media, subito dopo le operazioni condotte dall’esercito nel luogo durante la notte, sono scoppiati incidenti tra i residenti del posto e l’esercito nel corso dei quali quattro palestinesi sarebbero stati feriti.

«È il momento di dare prova di coraggio e di operare per una pace stabile fondata sulla giustizia». Questo il messaggio che il Patriarca latino di Gerusalemme Fouad Twal in vista di Natale ha rivolto oggi ai «capi israeliani e palestinesi». «Basta rimandare, basta con le esitazioni e  i falsi pretesti. Rispettate le risoluzioni internazionali… Ciascuno dei due popoli della Terra Santa, israeliani e palestinesi, ha diritto alla dignità, a uno stato indipendente, ad una sicurezza duratura».

Iraq – Visita a sorpresa a Baghdad da parte del Segretario alla Difesa Usa, Ashton CarterL’obiettivo è di accelerare la lotta contro i jihadisti dello Stato islamico. Carter ha in programmato di incontrare il primo ministro Haider al-Abadi e il ministro della Difesa iracheno Khaled al-Obeidi, ma a causa delle cattive condizioni meteorologiche il faccia a faccia potrebbe saltare ed essere sostituito da una conversazione telefonica. Tra le questioni da affrontare, l’offerta del Pentagono di sostenere le truppe irachene con elicotteri d’attacco Apache, gestiti da personale statunitense, nella battaglia volta a riconquistare la città di Ramadi in mano all’Is e di inviare consiglieri militari americani per rafforzare le truppe irachene che già ci sono sul campo. «Gli Stati Uniti sono pronti ad aiutare l’esercito iracheno con capacità aggiuntive uniche per aiutarli a finire il lavoro, inclusi gli elicotteri d’attacco e consiglieri militari, se le circostanze lo richiedono e se il primo ministro Abadi lo richiederà esplicitamente», ha detto Carter di fronte alla commissione Forze armate del Senato. Ma il Premier iracheno, pressato dai ‘falchì sciiti che non accettano un ampliamento del ruolo americano in Iraq, non ha accettato pubblicamente l’offerta. Alcuni funzionari iracheni e americani sostengono che il premier propende per accettare la proposta, ma la natura pubblica dell’annuncio al Congresso lo ha messo in difficoltà.

Carter ha iniziato ieri il suo viaggio in Medio Oriente con una sosta presso la base di Incirlik, nel sud della Turchia, dove ha esortato le nazioni alleate, in particolare l’Arabia Saudita e altri stati arabi del Golfo Persico, a rafforzare i loro sforzi per combattere lo Stato islamico. Ieri il Segretario alla Difesa aveva incontrato alcuni comandanti militari americani e diversi alti ufficiali dell’Aeronautica in Turchia per analizzare lo stato delle operazioni della coalizione internazionale e per cercare nuove tattiche per indebolire il gruppo jihadista. Oggi è tra l’altro previsto l’incontro con il comandante delle forze della coalizione in Iraq e Siria, generale Sean B. MacFarland, e con altri alti funzionari militari degli Stati Uniti.
Gli Stati Uniti hanno circa 3.500 militari in Iraq, impiegati per la maggior parte in ruoli di istruttori e consiglieri militari. Ma più volte sono venute allo scoperto tensioni tra i governi di Baghdad e Washington, con il primo che lamenta uno scarso appoggio delle forze americane, e il secondo che denuncia inefficienze delle truppe irachene nella guerra in corso.

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