martedì, Aprile 13

Iraq: adesso non si scherza più L’Italia va alla Guerra

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 Camera dei Deputati, voto finale sulla legge elettorale, i ministri

Adesso non si scherza più. E’ riconosciuto finalmente che siamo nel bel mezzo della Terza Guerrra Mondiale, sdoganata nell’immagine, e nella riflessione collettiva, da Francesco (grazie). E, da questo,  tutto viene ora ridefinito.

Rilevavamo ieri ne Il contrappunto “ (…) l’ormai inarrestabile crescere del conflitto in uno dei principali focolai della Terza Guerra Mondiale. Concetto, ora, finalmente sdoganato da Francesco. Che diventerà, nel giro di pochi giorni e settimane, centrale e quasi incontrovertibile, dando ottica diversa a tutto il dibattito sulla situazione geopolitica globale”. Ora, per dirne uno, Paolo Garimberti apre su la Repubblica sostenendo che “Il concetto di guerra giusta da decenni dilania le coscienze degli individui e condiziona le scelte degli Stati. Le parole del papa sulla ‘Terza guerra mondiale fatta a pezzi’ sono una formula che sarà consegnata alla Storia”. E che intanto sta cambiando la Storia: ché, cambiando l’ottica, cambia il divenire.

In tutto questo,il Capo del Governo italiano si reca nel cuore del conflitto, in Iraq è a Bagdad per la sua missione lampo. Vede il presidente Fouad Masoum, il premier incaricato Haider al-Abadi e quello uscente, Nouri al-Maliki.«L’Europa in questi giorni deve essere in Iraq, altrimenti non è Europa, perché chi pensa che la Ue volti le spalle davanti ai massacri, impegnata solo a pensare allo spread, o sbaglia previsione o sbaglia semestre», ha detto ad al-Maliki. «L’integrità della regione e dell’Iraq è fondamentale per la stabilità di tutta l’area». Con risposta-ringraziamento a stretto giro: «Abbiamo avuto da Renzi assicurazioni sull’impegno dell’Italia a rispettare la sovranità irachena ed a far sì che il governo centrale sovrintenda agli aiuti, particolarmente le forniture di armi”. Comprese quindi quelle per i Curdi. Da parte sua, ancora, ad al-Abadi, che ha chiesto apertamente “aiuto all’Ue contro i terroristi», Renzi ha ribadito l’importanza della «individuazione di una strategia chiara per far uscire l’Iraq da una situazione di violenza», obiettivo al quale concorrerà la formazione di un governo di grande coalizione. Poi è statoad Erbil, capitale del Kurdistan iracheno, incontrando il presidente della Regione Autonoma, Massud Barzani, prendendo un impegno chiaro. «Nella battaglia contro il terrorismo l’Europa sa bene da che parte stare, come ha dimostrato nel recente Consiglio degli Affari Esteri a Bruxelles. Questa battaglia noi la vinceremo, voi la vincerete».

Nel frattempo, a Roma, si riunivano congiuntamente le Commissioni Esteri e Difesa di Senato e Camera, alla presenza dei Ministri competenti, Federica Mogherini e Roberta Pinotti. E’ stata approvata la risoluzione della maggioranza per la fornitura di armi ai combattenti. Respinte le mozioni del Movimento Cinque Stelle e di Sinistra Ecologia e Libertà, contrarie all’invio di armamenti ai peshmerga.

Insomma, siamo in Guerra e c’è anche l’Italia. Si analizzeranno a tempo e luogo fatti, scenari, opportunità. Però, attenzione. Finchè si scherza si scherza. Finchè si lanciano ‘bombe’ di parole cui non seguono i fatti è grave, ma metabolizzabile (anche questo fino ad un certo punto). Ma la Guerra è una cosa seria.

E noi?

Per oggi è tutto. E pure troppo, ragazzi. 

 

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