martedì, 31 Gennaio
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Iraq: a breve il colpo decisivo all’ ISIS?

Dopo aver liberato alcuni villaggi, come Bopia, Samah, Albadh, gli uomini dell’ esercito iracheno, sotto il comando del Generale Numan Abdul Zuba, e delle milizie tribali sunnite, all’ interno della cornice della Coalizione internazionale anti-Isis a guida americana, sono a buon punto nella riconquista di Rawa, situata, a nord ovest di Baghdad, nella provincia di Anbar e a maggioranza sciita. Offensiva che è iniziata sabato scorso, 11 novembre, e che, qualora andasse a buon fine, potrebbe costituire il colpo finale allo Stato Islamico.

Questo rientra in quanto era stato annunciato dalle autorità irachene a Settembre: ossia un ‘ operazione quasi fulminea per eliminare definitivamente l’Is dal confine con la Siria. La provincia di Anbar, situata nel deserto, ha fornito una base strategica per gli uomini del Califfato. Dopo la presa di Al-Qaim, le ISF hanno rilevato e smantellato una rete di tunnel, ideati dagli jihadisti per muoversi di nascosto, nel tentativo di eliminare ogni possibile via di fuga.

Contemporaneamente, la Coalizione internazionale, sulla base delle informazioni fornite dalle agenzie di intelligence e mediante un raid, ha colpito i campi di addestramento dell’ ISIS nell’ area ovest di Anbar. I campi, divenuti obiettivo dei colpi della Coalizione, erano destinati alla preparazione dei combattenti a compiere attentati contro i civili e l’ esercito iracheno a Wadi al Qudaf. L’obiettivo pare dunque quello di circoscrivere lo Stato Islamico e porlo in una sorta di ‘cul de sac’: bloccato a nord-est dalle Forze di sicurezza irachene, nell’ area occidentale dalle Forze Democratiche Siriane, nel sud-ovest dalle truppe di Assad, nel sud est dalle milizie paramilitari sciite (PMU).

Nel corso del weekend, le forze di sicurezza nazionali hanno scoperto diverse fosse comuni, situate in una base aerea, in cui erano stati abbandonati i corpi di almeno 400 persone uccise dall’ ISIS a Hawja. Il luogo era probabilmente utilizzato come piazza delle ‘esecuzioni’.

Due giorni fa, la BBC ha pubblicato un’ inchiesta  riguardante un accordo segreto che ha permesso a circa 250  combattenti dello Stato Islamico, accompagnati dalle loro famiglie (3500 persone), di fuggire dalla città di Raqqa. L’accordo sarebbe stato stretto tra gli uomini dell’ISIS e le Forze democratiche siriane. A questo compromesso, hanno preso parte anche rappresentanti di alcuni Stati occidentali. Tant’ è che il convoglio era stato sorvegliato dall’ aviazione della Coalizione anti-ISIS. Gli autori dell’ inchiesta, i giornalisti Riam Dalati e Quentin Sommerville, hanno raccolto le testimonianze che hanno, a vario titolo, partecipato all’ accordo.

Abu Fawzi, l’uomo che ha guidato il convoglio da Raqqa, ha reso noto alla BBC: «Ci siamo spaventati dal primo momento in cui siamo entrati a Raqqa. In teoria dovevamo entrare con le SDF, in pratica siamo andati da soli. Appena siamo entrati, abbiamo visto i combattenti dello Stato Islamico armati e con indosso le cinture esplosive. Poi sui nostri furgoni sono state messe delle bombe. Se qualcosa fosse andato storto con l’accordo, avrebbero fatto esplodere l’intero convoglio. Anche i bambini e le donne indossavano cinture esplosive». Quello che più sconcerta è che questo salvacondotto ha coinvolto anche dei cosiddetti foreign fighters.

A proposito dell’ accordo oggetto dell’ inchiesta della BBC, il Ministro della difesa russo, Serghei Shoigu ha pubblicato, ma subito dopo cancellato, una serie di immagini, ponendo come didascalia “prove inconfutabili che gli Stati Uniti stanno in realtà coprendo le unità di combattimento dell’Isis per poterle poi dispiegare e usare per promuovere gli interessi americani in Medio Oriente” .

Ha anche rincarato la dose affermando che non solo gli americani rifiutano di intraprendere un’operazione congiunta per colpire i combattenti dello Stato Islamico, ma consentono loro di salvarsi. Ma nessuna delle cinque fotografie allegate al post erano quello che sembravano essere.  Sarebbero, infatti, screenshots tratti da un gioco per telefonia chiamato AC-130 Gunship Simulator: Special Ops Squadron.

La Russia, che è nel conflitto dalla fine del 2015 a supporto delle forze di Bashar al-Assad, ha accusato a lungo l’Occidente di sostenere gruppi estremisti in Siria con l’ intento di destabilizzare il Medioriente. Accuse rimandate al mittente da Washington. Quello che è certo è che, per il momento, sull’ ISIS, non  è ancora detta l’ ultima parola.

Emanuele Cuda
Emanuele Cuda
Caporedattore centrale mail: emanuele.cuda@lindro.it
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