martedì, Ottobre 19

Iran in Africa: accordi commerciali e lotta contro il terrorismo

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La più importante  offensiva diplomatica iraniana in Africa dopo quella del Sudafrica è avvenuta in questi giorni quando Ayatollah Seyyed Ali Khamenei leader della Rivoluzione Islamica ha incontrato il presidente del Ghana John Dramani Mahama. Il leader islamico ha denunciato le potenze occidentali indicandole come il principale motore che favorisce l’espansione del terrorismo in Africa assieme alla agenda segreta del Sionismo israeliano. «I vari gruppi terroristici che operano nel continente sono nutriti dalle spie americane, inglesi ed israeliane» ha denunciato il Ayatollah Khamenei. Una denuncia che trova eco dal Capo di Stato della potenza petrolifera africana che si è soffermato sulle drammatiche situazioni e violazioni dei diritti umani subiti dai palestinesi a causa della politica imperialista e razzista del governo israeliano. Riferendosi alle attività terroristiche in Africa il presidente ghaniano ha affermato di apprezzare gli sforzi del Iran per combattere il terrorismo sottolineando che la politica estera iraniana è basata sul rispetto delle Nazioni e sul loro diritto di decidere il proprio futuro. Ha augurato al Iran il pieno successo militare in Siria per sconfiggere i terroristi che hanno devastato il paese arabo.

La visita avvenuta a metà febbraio non è stata una normale visita per aumentare i rapporti politici ed economici tra due Paesi. A testimoniarlo è stata la presenza del presidente iraniano Hassan Rouhani nonostante i suoi impegni di campagna elettorale. Il vero obiettivo è stato quello di convincere il gigante petrolifero africano a supportare  la campagna della fine di tutte le sanzioni economiche aggregando gli altri Paesi africani e convincendo l’Unione Africana. Una scelta non causale visto che il Ghana ha sempre goduto di una ottima reputazione per la sua  democrazia avanzata e per essere la patria del Pan Africanismo.  Per la potenza mediorientale la fine di tutte le sanzioni economiche è di vitale importanza. Al momento le sanzioni sono state  parzialmente revocate. Questa revoca parziale è stata comunque benefica per l’Iran.

Oltre alla autorizzazione per il nucleare civile Teheran sta ora recuperando i miliardi di dollari dei passati profitti petroliferi bloccati nelle banche occidentali. Gli Stati Uniti hanno già sbloccato 100 miliardi di dollari appartenenti al governo iraniano. Teheran ha potuto comprare 114 aerei venduti dalla compagnia francese Airbus per rinnovare la sua flotta aerea commerciale. Nel prossimi cinque anni l’Iran intende comprare altri 500 arei. Una vera e propria manna per l’industria aeronautica occidentale che inizia a sentire i morsi della crisi mondiale.

Durante la visita sono stati conclusi importanti accordi commerciali nel settore agricolo e petrochimico. Una clinica per malattia tumorali verrà creata ad Accra, la capitale del Ghana e verrà aperta la prima Università Islamica nel paese. L’Iran ha inoltre offerto migliaia di borse di studio a studenti ghaneani per gli studi in Iran presso le facoltà di medicina e scienze.

Dunque dobbiamo concludere che le relazioni tra Iran e Africa sono benefiche e basate su buoni sentimenti? Sicuramente Teheran ha i suoi interessi, primo tra tutti quello di limitare l’influenza della Arabia Saudita che ha fatto perdere importanti partner africani come il Sudan. Teheran tramite il rafforzamento dei rapporti commerciali e il concreto aiuto alla lotta contro il terrorismo intende avvantaggiarsi nella lotta clandestina con l’Arabia Saudita combattuta nel continente africano. Per raggiungere il suo principale obiettivo: bloccare l’espansione saudita in Africa, l’Iran si astiene a diffondere la religione sciita anche nei Paesi africani musulmani, considerando più importante ed efficace un approccio leale di scambi economici basato su reciproci benefici. Un approccio assai diverso di quello descritto dai media occidentali che hanno sempre dipinto l’Iran come la fucina di pericolosi terroristi e uno paese intenzionato ad imporre con la violenza la sua versione del Islam. Come dice un proverbio africano: “Le carezze al posto delle bastonate rendono qualsiasi belva feroce un animale domestico adorabile e fedele”.

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