martedì, Ottobre 19

Iran in Africa: accordi commerciali e lotta contro il terrorismo

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La cooperazione economica tra Iran e Africa non si limita al settore agricolo. Un posto d’onore è destinato ai prodotti farmaceutici, molto apprezzati dai Ministeri della Sanità africani per la loro qualità e prezzi contenuti. Fattore importante e non trascurabile: i medicinali iraniani non sono contraffatti. Teheran sta pianificando l’istallazione di varie  grandi industrie farmaceutiche in Africa tra le quali due nella EAC: in Kenya e Tanzania. L’obiettivo è ambizioso: ridurre le importazioni di medicinali dall’Europa, Cina e India. Il progetto di espansione farmaceutica iraniana avrà un importante e benefico impatto sulla salute delle popolazioni africane in quanto i prezzi di vendita abbattuti grazie alla produzione locale aumenteranno l’accessibilità alla salute delle fasce proletarie, sotto proletarie e popolazioni rurali.

L’Iran è impegnato anche contro l’espansione del terrorismo islamico in Africa. Nel 2012 i servizi segreti iraniani hanno stretto un accordo con il governo keniota nella lotta contro il terrorismo. Accordo realizzato a seguito del consenso politico del Vice Presidente iraniano Mohammed Reza Rahimi. I servizi segreti iraniani hanno messo in guardia governo, polizia ed esercito kenioti della nascita di cellule terroristiche locali collegate con il gruppo terroristico somalo Al-Shabaab. Hanno inoltre consigliato Nairobi di non adottare un atteggiamento repressivo verso la comunità musulmana e somala nel Paese per non prestare il fianco alle correnti estremiste del Wahhabismo saudita che della repressione e rancore verso il governo keniota fanno la loro fortuna nel sostenere la crescita della minaccia terroristica nel Paese africano.

La collaborazione è stata interrotta sei mesi dopo causa le pressioni degli Stati Uniti e Unione Europea che hanno promesso di sostituire l’aiuto iraniano con propri esperti anti terrorismo. Il passaggio tra la cooperazione iraniana a quella occidentale non sembra essere stato positivo. Settembre 2013 attacco al centro commerciale di West Gate a Nairobi. Aprile 2015 massacro presso l’Università Cattolica di Garissa. Il Kenya è sconvolto dal terrorismo, persecuzioni religiose e le cellule terroristiche locali proliferano. Secondo esperti occidentali questa escalation del terrore avrebbe avuto proporzioni ben peggiori se la cooperazione con l’Iran fosse continuata. Queste affermazioni odorano di necessità giustificative…

Il tentativo occidentale di impedire la cooperazione anti terrorista tra Iran e Stati africani ha fallito per quanto riguarda il Sudafrica. La collaborazione tra Pretoria e Teheran data del dicembre 2013 quando l’Ambasciatore sudafricano a Teheran William Max Pheliman Whitehead dichiarò il pieno appoggio del suo governo all’impegno militare iraniano in Siria. Un annuncio seguito da accordi di cooperazione strategica della difesa nazionale sudafricana e importanti accordi nella industria marittima. La cooperazione politica, economica e militare del Iran è riuscita a far prendere al governo di Pretoria importanti prese di posizione internazionali a favore di Teheran contro Israele e l’occupazione dei territori palestinesi. Considerando che il Sud Africa è Stato membro del BRICS l’alleanza con il paese africano è considerata da Teheran come strategica ed irrinunciabile.

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