sabato, Dicembre 4

Iran ed Europa: ancora molti ostacoli Intervista ad Arnaldo Abruzzini

0
1 2


Quando le sanzioni nei suoi confronti verranno abolite -dopo l’ispezione che farà l’anno prossimo la IAEA (International Atomic Energy Authority) alle installazioni nucleari del Paese, secondo quanto  stabilito dall’accordo diplomatico internazionale dello scorso autunno- l’Iran sarà il più grande mercato mondiale ad aprirsi al commercio internazionale dopo la caduta del muro di Berlino.

Lo si legge in un recente rapporto della banca d’affari Morgan Stanley, citato nel corso di un convegno a Bruxelles organizzato dal think-tank ‘Cambre Associates’, a cui hanno preso parte esperti economisti e diplomatici. Tra essi l’esperto Shahriar Sabel, direttore di PLBC Capital, e il segretario generale di Eurochambres Arnaldo Abruzzini insieme al direttore del Centro Ue-Asia Fraser Cameron.

«Come grande economia asiatica, anzi la seconda grande economia dopo l’Arabia Saudita» ha detto Sabel, «l’Iran ha il vantaggio rispetto a quest’ultima di avere un’economia molto più diversificata, almeno nella definizione dell’OMC, dal momento che esporta moltissimi dei prodotti elencati dall’Organizzazione Mondiale del Commercio. In effetti l’Iran è una delle più grandi economie del mondo”.

Il vero problema per l’Iran sono il suo basso livello di trasparenza e la mancanza dibusiness friendliness‘, l’atteggiamento cioè a venire incontro alle imprese, oltre all’opacità del suo sistema di Governo e all’insufficiente rispetto dei diritti umani. E questi sono tutti problemi che potrebbero scoraggiare le imprese dal far business con l’Iran. Il vero problema, secondo Sabel, è che, da parte iraniana, non c’è un approccio coerente a ricevere delegazioni e creare un ambiente aperto al ritorno delle imprese e al loro sviluppo in un sistema rinnovato. L’Iran deve fare ancora molta strada per applicare standard economici internazionali, ma le imprese più avventurose sono già andate in Iran e i francesi specialmente sono già lì ad aprire alberghi, produrre auto, etc. Altre imprese hanno difficoltà a entrare nel mercato iraniano soprattutto per i rischi collegati al Paese. Ma il Governo ora sta cercando di offrire garanzie, anche se questo non si può fare in breve tempo. Il vero problema dell’Iran, a suo dire, non sono le sanzioni internazionali: è più che altro uno di gestione economica. La speranza del Presidente iraniano Hassan Rouhani era di far arrivare gli investimenti in Iran senza tener conto di questi problemi economici. Alla gente è stata data l’impressione che l’economia si sarebbe mossa molto velocemente, ma questo non pare sia stato finora il caso. Specialmente l’industria automobilistica ne ha sofferto: si pensava che si sarebbe ripresa molto presto e la gente ha cominciato ad acquistare automobili anche grazie ai contributi del Governo, invece ci sono stati licenziamenti e il contraccolpo è stato forte.

A livello regionale la crisi con la Siria e la Turchia ha causato il deterioramento dei rapporti con quei Paesi e con l’Arabia Saudita, e questo ha posto una forte pressione sul Governo iraniano. Con un grande sforzo si è riusciti a evitare il peggioramento delle relazioni, specialmente nei confronti dell’Arabia Saudita.

 

Ad Arnaldo Abruzzini abbiamo chiesto di spiegarci come sia possibile per l’Europa far business con l’Iran e soprattutto quali siano le chance per l’Italia.

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->