mercoledì, Settembre 22

Iran e nucleare, l’apertura del Medio Oriente I francesi sono stati ufficialmente esclusi dalla scena proprio nel giorno della loro festa nazionale nientemeno che dagli iraniani!

0
1 2


Per contraddire il primo ministro Netanyahu, senza l’Iran non può esserci la pace in Medio Oriente. La negazione di questa realtà geopolitica cruciale ha portato il mondo di fronte alle armi dell’ISIS a causa di una instabilità diffusa e di tensioni faziose. Sia per la Siria, quanto per Libano, Iraq, Bahrain, Yemen, Afghanistan e Pakistan, l’Iran gioca un ruolo chiave negli equilibri politici in quanto superpotenza regionale. Le dinamiche regionali intrecciatesi nel corso dei decenni fanno sì che tutte le potenze possano sperare di raggiungere una pace duratura solo con il suo intervento.

L’Iran non è il grande lupo cattivo della storia, vuole la pace e la sicurezza come tutti gli altri. Per di più l’Iran ha dimostrato di voler combattere l’ISIS più di tutti gli altri stati vicini. Se un’allenza americana con l’Arabia Saudita contro il radicalismo di ispirazione wahhabita non ha mai stupito nessuno, l’attuale accordo con l’Iran spiazza tutti. In realtà l’Iran si è già dimostrato una risorsa preziosa in Iraq, convogliando le forze contro l’ISIS insieme a Washington attraverso una cooperazione militare informale, aprendo di fatto strade che altrimenti sarebbero rimaste chiuse.

E se Washington e Teheran insieme possono rivelarsi alleati formidabili in guerra, si può solo immaginare cosa otterrebbero in tempo di pace. Ma questo lo dirà solo il tempo… Iran e Stati Uniti non hanno bisogno di farsi la guerra, non devono! Anche se questo scontro tra titani si inserisce ancora all’interno delle ambizioni egemoniche dell’interventista Israele e dei suoi capri espiatori americani, il mondo oggi non può permettersi di far la pace solo a parole poiché la collaborazione offre prospettive più interessanti e, oltrettutto, redditizie.

La Russia in realtà ha colpito nel segno quando il suo ministro degli esteri Sergey Lavrov ha suggerito la costruzione di accordi economici per rafforzare il favore politico e dissipare gli scontri sorti dalla povertà. Dal momento che la sicurezza finanziaria semina guerra e sangue tra le popolazioni, perché non prendere esempio da Mosca e costruire ponti invece di lanciare bombe?

In tal senso, l’accordo sul nucleare iraniano potrebbe essere il fondamento perfetto. Anche se ci vorrà tempo, nessuno dice che non avverrà. Ribadisco che preferirei vedere le nazioni impegnate in una lenta costruzione della pace, anziché affaccendate nella guerra reciproca. Il punto principale è che il cambiamento è avvenuto per la prima volta quando il primo ministro americano George W. Bush ha pronunciato l’inquietante e infame discorso dell’ ‘asse del male’.

In questo nuovo spazio che i Paesi del cosiddetto 5+1 hanno contribuito a creare, l’Iran reclama il suo posto nella tavola rotonda internazionale e agirà sia da tampone che da deterrente per una questione saudita altrimenti insopportabile in Medio Oriente. Inutile dire che lo stesso marchio di eccezionalismo dell’Arabia Saudita deve essere ridimensionato e la vecchia moda del pluralismo economico e politico potrebbe essere proprio ciò di cui si ha bisogno. Ancora una volta, l’accordo sul nucleare iraniano ha aperto un’opportunità.

Alla fine, l’isolamento iraniano consentirà una sorta di rinascita politica in cui le vecchie spaccature diplomatiche e i rancori ideologici non avranno più potere. Forse adesso possiamo tornare a combattere il vero nemico del secolo, il terrorismo, ma questa volta insieme!

 

Traduzione di Roberta Cotroneo

 

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->