martedì, Aprile 13

Iran, Ahmadinejad e la sfida presidenziale

0

di Radà al-Qazwini al-Gharbi – Con l’avvicinarsi delle prossime elezioni iraniane, la stampa e i siti d’informazione stanno cominciando a interessarsi ampiamente all’argomento. La lotta dell’ex presidente iraniano Mahmud Ahmadinejad per l’accesso alle prossime elezioni parlamentari o presidenziali è diventato l’argomento principale dei media nazionali. Il giornale ‘al-Muntamiyah’, pubblicato sulla scia del Movimento riformista, ha annunciato una notizia che riguarderebbe l’intenzione di Ahmadinejad di entrare nell’arena delle prossime elezioni presidenziali e ha pubblicato un rapporto sulla possibilità di successo in numerose sfide che potrebbero portarlo a salire sul podio dell’elezione.

Il rapporto recita: «Malgrado il sistema dei sostenitori di Ahmadinejad, dopo due mandati, di annunciare le notizie ai media in modo indiretto», questa volta la notizia è tutt’altro che indiretta e riferisce un chiaro discorso dell’ex presidente sulle prossime elezioni. Ahmadinejad ha parlato apertamente delle elezioni parlamentari, affermando che ritornerà sulla scena delle prossime elezioni presidenziali, ma questo non è tutto e il rapporto prosegue recitando: «nonostante il silenzio elettorale del presidente Ahmadinejad circa le prossime elezioni parlamentari, alcuni fatti suggeriscono l’esistenza di programmi elettorali per i suoi sostenitori». Secondo le notizie sull’argomento, l’ex presidente nelle ultime settimane ha intensificato i rapporti con i maggiori esponenti politici. La questione è: Ahmadinejad sarà direttamente coinvolto nelle elezioni parlamentari ponendosi a capo della sua lista elettorale per ottenere un numero di seggi presso il Consiglio della Shurà oppure concorrerà da solo nella corsa alle elezioni presidenziali?

Il rapporto aggiungeva: «Sembra che la risposta sia giunta. Il trasferimento della sede del club dei Giovani Giornalisti (in persiano “Bashkah Khabar Nakaran Juwan”, satellite della televisione iraniana) ad opera di un ex ministro del governo di Ahmadinejad conferma che l’ex presidente stia seriamente pianificando le prossime elezioni parlamentari che avranno luogo entro i prossimi due anni dando avvio ai lavori necessari per assicurarsi il successo». Aggiunge inoltre: «Ahmadinejad, durante un incontro con i suoi colleghi qualche settimana fa, ha annunciato che non intende candidarsi alle elezioni parlamentari ma parteciperà alla battaglia delle presidenziali».

L’ex ministro alle dipendenze Ahmadinejad ha annunciato al pubblico in tono categorico: «Preparatevi alle elezioni non della shurà ma alle elezioni presidenziali». Il ministro ha sottolineato che nei giorni precedenti Ahmadinejad ha riunito, presso l’Università Imam Sadiq, i suoi sostenitori che in passato erano stati gli ideatori del suo programma elettorale, chiedendo loro di prepararsi ad entrare nell’arena delle elezioni presidenziali.

 

Le tre sfide

Tuttavia vi sono tre sfide che Ahmadinejad deve affrontare prima delle elezioni presidenziali. La prima è la possibilità di perdere l’idoneità alla presidenza (in persiano: Radd Salahit). Questa possibilità deriva da due condizioni: la prima è l’esistenza di atti giuridici contro l’ex presidente e i suoi sostenitori. Il governo attuale sta portando alla luce atti, nelle mani della magistratura, che dimostrerebbero casi di corruzione all’interno del governo del presidente Ahmadinejad. In caso di approvazione di un provvedimento giudiziario contro di lui Ahmadinejad subirà una squalifica dalle elezioni. Il secondo elemento da tenere in considerazione riguarda la sua condotta durante gli ultimi due anni del suo mandato. L’urgenza di nominare Isfandyar Rahim Mashay come assistente, il suo accanimento contro gli oppositori di tale nomina, la disputa contro con il leader della rivoluzione, il comandante Ayatollah Ali Khamenei, il ritiro del ministro delle informazioni per undici giorni, che dimostra il suo modo di confrontarsi con Khamenei. A ciò si aggiungono i suoi contatti con la cosiddetta corrente non ortodossa (in persiano: Jaryan Inhirafi), motivo dell’allontanamento dei suoi sostenitori appartenenti all’ala conservatrice, una delle regioni che fanno pensare a una potenziale perdita di eleggibilità.

Gran parte degli attivisti politici vicini al Consiglio dei Guardiani – cui spetta la decisione riguardo all’eleggibilità di un candidato – sostengono che Ahmadinejad dovrà sicuramente affrontare una dichiarazione di squalifica da parte del Consiglio dei Guardiani della Costituzione (Shurà Nekahban). Le fonti affermano che ciò motiva gli incontri di Ahmadinejad con i maggiori esponenti politici al fine di influenzarli e guadagnarsi la loro fiducia per mettere da parte ciò che è accaduto a causa di incomprensioni passate.

L’ex ministro vicino ad Ahmadinejad afferma che quest’ultimo ha preso contatti con numerosi politici conservatori (Usulkar) per organizzare dei congressi, oltre che con i suoi ex ministri da lui distaccatisi e appartenenti al Fronte di Resistenza (Jubh Baydar). Nelle ultime settimane l’ex presidente ha inoltre cercato di incontrare Husayn Shariatmadari (direttore del giornale Kayhan) e Husayn Saffar Harandi (ex ministro della cultura e membro della Guardia Rivoluzionaria Islamica), ma questi hanno rifiutato di incontrarlo. Si dice che i due uomini abbiano sottolineato la loro mancanza di fiducia nei riguardi dell’ex presidente e delle sue promesse.

La seconda sfida riguarda una crisi di popolarità: nonostante i suoi sostenitori credano che l’ex presidente disponga ancora dei voti dei distretti e dei villaggi, questa previsione appare esagerata. Il risultato dei voti in cambio della presenza di candidati con idee vicine o simili a quelle di Ahmadinejad, come Sayyd Jalili, durante le scorse elezioni, che hanno visto la vittoria del presidente Hassan Rouhani, confermano che questa tendenza non ha una forte base popolare. Inoltre, l’accusa di corruzione a carico dell’ex governo potrebbe causare una perdita di consenso popolare nei confronti dell’ex presidente e del suo partito.

 

Il partito conservatore…dal sostegno all’innocenza

La terza sfida che Ahmadinejad sarà chiamato ad affrontare riguarda le sue relazioni con il partito conservatore: nonostante l’ex presidente non si consideri un membro di questo partito, non può nascondere le sue radici conservatrici e radicali o dimenticare il sostegno dato ai radicali durante i suoi due mandati. Tuttavia il partito radicale ha negato il suo appoggio all’ex presidente durante gli ultimi due anni della sua presidenza, diventando uno dei suoi oppositori nel momento si è pronunciato contro la sua innocenza. Tuttavia, sembra che Ahmadinejad debba ricostruire le relazioni con il partito se vuole nuovamente accedere alla presidenza. Nel frattempo le notizie attestano che, nonostante i suoi tentativi di ristabilire i contatti con i conservatori non è stato dato il via libera da parte di questa corrente politica ad eccezione del Fronte di Resistenza.

Mahmud Farshidi, ex ministro del governo di Ahmadinejad, afferma che quest’ultimo non detiene un posto tra i radicali, né gli è riconosciuto un ruolo all’interno del gruppo dei conservatori. Durante il suo mandato il presidente non si considerava un radicale, ragion per cui gli è stato negato l’accesso al partito. Mohsen Kohen, vicepresidente del Blocco della linea dell’imam, afferma: «Coloro che lo hanno affiancato (Ahmadinejad, ndr) sono diventate suoi oppositori, noi del partito radicale non abbiamo intenzione di dialogare con lui. Tutti hanno diritto di prendere parte alle elezioni ma il partito radicale rifiuta la sua presenza». Sembra che l’ex presidente Ahmadinejad debba valutare diversi fattori prima di prendere parte alle prossime elezioni, che avranno luogo fra meno di due anni.

Traduzione di Elisabetta Zora

 

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->