venerdì, Maggio 7

Io sto con Crocetta

0
1 2


E’, se vogliamo, secondario che uno dei due giornalisti che firma l’articolo (e presumibile fornitore della ‘notizia base’) fosse stato licenziato da Crocetta, che aveva interrotto il suo rapporto di lavoro presso l’Ufficio stampa regionale al momento dell’insediamento. E clamorosamente. Qualunque sia stata la molla che l’ha condotto alla notizia, se notizia è, tale rimane. Ed ha fatto bene a cercarla, trovarla, darla. Anche perché le notizie che rimangono nascoste, o nei cassetti, o nei files, si chiamano, e diventano, ricatti. O almeno strumenti di ricatti. Bene quindi che sia stato reso pubblico quello di cui da settimane e più tutti parlavano, di cui certamente lo stesso Crocetta era a conoscenza visto che almeno un esponente di rilievo del Partito Democratico siciliano gliene aveva esplicitamente parlato. Ed  esattamente in questi termini. E malissimo, ma proprio malissimomalissimo, ha fatto Crocetta a non rendere lui pubblico quanto su di lui andava circolando. Dato anche che probabilmente, o forse certamente, proprio l’essere venuta a conoscenza di questa presunta telefonata (ma certa, certissima nelle dicerie ed ora nella vulgata comune) è stata la goccia che facendo traboccare il vaso ha portato all’addio della Borsellino dal Governo regionale.

Possiamo essere smentiti tra un minuto, ma se anche scoprissimo al momento di pubblicare queste righe che le cose stanno davvero così, che cioè quella registrazione esiste, ed in quegli esatti termini, non cambierebbe nulla per il passato. I fatti sono tali quando lo diventano. Ed il giornalismo è la verità del momento, come ha scritto Leonardo Sciascia nella pagina in cui racconta come durante la Guerra Civile spagnola un reporter statunitense avesse spedito la notizia che un certo villaggio, dato nelle mani dei franchisti, era in realtà ancora controllato dalle forze repubblicane. Nel momento in cui lo lasciava gli uomini del Generale entravano davvero, ma intanto quel cronista aveva ricostituito la realtà delle cose nel momento in cui le aveva riferite.

Perciò, anche perciò, e sino a che non avremo le prove di come stanno le cose, sino ad allora io sto con Sciascia. E con Crocetta. Come doveroso.

 

Luigi Vicinanza è il Direttore de l’Espresso, impegnato nell’improbo compito di far sopravvivere un settimanale cartaceo. E magari, come fisiologico, di trasformarlo in testata prevalente on line. E’ bravo davvero. Paolo Mieli da Direttore del Corriere della Sera ebbe da suoi cronisti giudiziari, e dal Caporedattore, il baldo Alessandro Sallusti attualmente domiciliato alla Direzione de il Giornale della famiglia Berlusconi, notizia dell’avviso a comparire che doveva essere notificato dai magistrati milanesi a Silvio, all’epoca Presidente del Consiglio, che a Napoli stava guidando un Simposio Internazionale sulla Criminalità organizzata. Verificò, riverificò, pubblicò (era il 22 Novembre 1994), poi preparò una lettera di dimissioni da inoltrare immediatamente nel caso l’informazione si fosse verificata falsa. Ora, del caso, il comportamento non può essere diverso.   

 

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->