sabato, Maggio 21

Io, Dio, e altre persone interessanti Però, soprattutto, Io. Fenomenologia dei danni dell'Ego, che anche rispetto alla Guerra mondiale in corso...

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Il fatto che ‘Io‘ e ‘Dio‘, in italiano, siano semanticamente divisi da un nonnulla dovrebbe già farci capire tutto. Ma tanto mai nulla, specie l’evidenza, capiamo. «Ma tanto mai nulla, specie l’evidenza, capiamo», perché l’ho scritto io. Fosse stato Massimo Cacciari avrebbe proclamato «mai nulla, specie l’evidenza, capite». Ma lui oltre a salutare, comunque di malavoglia, con un «Ciao, come sto» è convinto di essere Dio. Anzi, ‘sa’ di essere Dio. E magari qualcosa di più. E questo spiega molto, e non solo del povero Cacciari.

E dunque, dopo aver cominciato ad occuparci di Dio con ‘A proposito di Dio… di ieri, giovedì 10 marzo 2022, ci occupiamo di qualcosa di potenzialmente ancor più Infinito. Di Io. E dell’Io. Giorgio Gaber si lanciò nell’invettiva furibonda della sua ‘Io, se fossi Dio‘, straordinaria bestemmia contro il politicamente corretto dell’epoca che non passò su RadioRai, figuriamoci, ma alla Radio Vaticana sì. Proprio come il ‘Dio è morto‘ di Francesco Guccini. Che su Dio e dintorni conteneva, e contiene, cose non da poco, un po’ retoriche magari, un po’ ingenue magari, ma certamente rilevanti. Chissà se da qualche parte ci sono pure registrazioni di un ‘Dio, se fossi Io’, e magari di ‘Io e morto‘ (e in ogni caso non sta tanto bene). Ché il problema vero non è Dio, è l’Io. Che per gran parte ha a che fare anche con quanto sta avvendo con la Guerra comunque ‘mondiale’ in corso. Per l’appunto: magari non sarà Mondiale, ma almeno mondiale certamente. Combattuta non solo e non tanto con le armi tradizionali, ma tutto e tutti già ora coinvolgendo.

Francesco da Buenos Aires sdoganò il concetto di ‘Guerra mondiale a pezzi‘ già il 18 agosto 2014. Siamo davvero sempre più immersi nella «Guerra Mondiale a pezzi» di cui parla, ricorrentemente e maieuticamente, a partire da quel 18 agosto 2014. Aggiungendo, a più riprese, che «si combatte a pezzetti, a capitoli». Il quadro era già allora quello di guerre locali (ma neanche tanto), azioni terroristiche, sequestri di persona, persecuzioni per motivi etnici o religiosi, prevaricazioni di ogni genere… Lo ricordava qui Margherita Peracchino con ‘Francesco e la Terza Guerra Mondiale‘, poi in ‘C’è guerra e guerra‘ Gabriele Della Rovere, ricostruendo anche le successive, reiterate, riprese del concetto, parallele alla crescita della preoccupazione. Che facevamo emergere anche nei giorni scorsi in ‘Dostoevskij, il ben noto sostenitore di Putin‘. Cronache di un’escalation formidabile. Ché ora questa Terza, o forse Quarta, Guerra Mondiale non è già più a pezzetti. A parte il fatto che su questo nostro pianeta sono attualmente, ma proprio in questo momento mentre scriviamo o leggiamo, in questo venerdì 11 marzo 2022, almeno venti (20!) i conflitti più grossi, più i molti minori. E quanto, e quanti, determinati dall’Io. ‘Io, io, io… e gli altri‘ di cui trattava lo straordinario film di Alessandro Blasetti, in cui Walter Chiari-Sandro conduceva un’inchiesta sull’egoismo umano. È del 1966, quando esisteva ancora il bianco e nero. Oggi appare quasi liliale, e quasi un’indagine sull’altruismo.

«Capire la contrapposizione, e la sostituzione, della ‘persona‘, atma o jiva in sanscrito, con la ‘personalità‘, aiuta a capire la radice della questione. La Persona è il nostro vero sé, l’io profondo, che è eterno, saggio e felice. La Bhagavadgītā lo spiega bene, e qui in Occidente ne avevamo forti tracce già in Schopenhauer e poi in Jung, che ne era lettore assiduo» spiega, a L’Indro, Parabhakti – Mauro Bombieri, Vice Presidente della Congregazione Italiana per la Coscienza di Krishna e Responsabile di Villa Vrindavana. Continuando. «La Personalità è l’assetto temporaneo del corpo e della mente. Quando si identifica con la materia porta a rivendicare le condizioni transeunti, specie, ‘razza’, genere, territorio, famiglia, nazione… Difendendo qualcosa che è invece solo temporale e temporaneo. Questo non è astrazione o fatalismo, solo realismo. I conflitti che nascono sulla base di tale identificazione portano spesso sia a voler difendere queste ‘condizioni’ che ad imporle. Causando conflitto e conflitti». E quindi? «Se ci fosse una reale visione d’insieme si comprenderebbe che ci sono invece, per ciascuno, fattori convergenti verso la reale identità. Quella di esseri spirituali». Per quanto riguarda la situazione attuale «questa chiave di interpretazione aiuta a comprendere molto sui conflitti in generale, e su quello tra Russia ed Ucraina in particolare».

I’m Nobody! Who are you?
Are you – Nobody – Too?
Then there’s a pair of us!
Don’t tell! they’d advertise – you know!
How dreary – to be – Somebody!
How public – like a Frog –
To tell one’s name – the livelong June –
To an admiring Bog!

~
Io sono Nessuno! Chi sei tu?
Sei tu – Nessuno – Ugualmente?
Allora di noi ce n’è un paio!
Non dirlo! loro potrebbero avvertire – lo sai!
Che gran peso – l’essere – Qualcuno!
Così volgare – come una Rana –
Che sta a dire il proprio nome – per tutto Giugno –
Ad un ammirato Pantano!
Emily Dickinson 
I’m Nobody!
Io sono Nessuno!
(nostra traduzione)
~
Io sono Nessuno! Tu chi sei?
Sei Nessuno anche tu?
Allora siamo in due!
Non dirlo! Potrebbero spargere la voce!
Che grande peso essere Qualcuno!
Così volgare – come una rana
che gracida il tuo nome – tutto giugno –
ad un pantano in estasi di lei!
(traduzione classica di Silvio Raffo)

E però pure la nostra amata e spiritosa Emily, che trascorse la vita nel nascondimento pubblicando sei poesie in tutto, in questa meravigliosa e celebre ode al ‘logoramento‘ dell’Io spara punti esclamativi come fossero frecce indicanti «Ehi, in ogni caso guardate che io sono qui». E comunque alla fine di tutti questi ragionamenti e parole sui rischi dell’Io, io, se fossi Dio (e chi altri sennò)…

A PROPOSITO DI DIO… /2 (continua)

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Sull'autore

Giornalista. Editore con ‘La Voce multimedia’

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