domenica, Settembre 26

Investire nei mercati finanziari: guida per chi vuole iniziare La necessità di studiare è la chiave fondamentale per un trader per saper distinguere una persona seria da un truffatore che agisce da guru della finanza

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Sebbene non sia mai troppo tardi per iniziare ad investire sui mercati finanziari, va detto che prima un trader inizia ad operare, maggiore saranno le opportunità di apprendere dai propri errori.

Gli errori negli investimenti saranno inevitabili, in quanto questa – come tante altre – è una di quelle professioni nelle quali sbagliare è uno step necessario per apprendere a non ripetere gli stessi errori nel futuro.

Il segreto è, quindi, non scoraggiarsi di fronte alle prime perdite (e, ancora più difficile, non eccitarsi troppo di fronte ai primi guadagni), analizzare bene il proprio comportamento e capire come sfruttare questa analisi per gli investimenti futuri.

Sebbene siano tante le guide online che insegnano ai curiosi come iniziare ad operare sui mercati finanziari, abbiamo deciso di raccogliere i consigli principali in modo da fornire ai lettori una guida completa e sintetica in merito.

L’importanza di avere una base di economia generale

Certamente, una laurea in economia e finanza può essere molto utile per iniziare ad operare sui mercati finanziari con maggiore coscienza della materia. Tuttavia, non sarà un diploma cartaceo a trasformare l’uomo della strada in un trader perfetto.

Da un lato, esistono persone laureate in economia che, per bassa propensione al rischio o per altri fattori, faticheranno sempre a ricavare guadagni dai mercati finanziari. Dall’altro lato, potremmo facilmente trovare trader non laureati con un’ottima conoscenza e comprensione di complessi meccanismi micro- e macro-economici.

Il messaggio qui è dunque semplice: a prescindere dal canale che si decide di utilizzare, è fondamentale studiare almeno le basi di economia generale per comprendere bene il funzionamento dei mercati. Quale relazione esiste tra inflazione e disoccupazione? Cosa succede quando una banca centrale alza i tassi di interesse? Che effetti avrà la nuova manovra finanziaria del Governo sul ceto medio?

Queste sono tutte domande che possono dare, se risposte in maniera corretta, un vantaggio competitivo di non poco conto al trader informato.

Del resto, proviamo anche solo ad immaginare cosa possa fare un trader senza basi economiche di fronte ai dati trimestrali di bilancio di una società quotata in Borsa. Come interpretare l’utile lordo trimestrale? Che differenza c’è tra EBIT ed EBITDA? Che cosa indica il margine operativo lordo di bilancio?

Trascurare la fase di studio rischia di condannare il trader ad un’eterna dipendenza dal pensiero altrui, con continue letture passive dei pareri di cosiddetti ‘esperti’ del settore. Studiare rende indipendenti, e l’indipendenza non ha prezzo.

Come individuare il broker finanziario migliore?

Conclusa la fase di studio, diventa molto importante scegliere il broker finanziario migliore per operare sul mercato. Veniamo subito al dunque: non esiste un broker migliore in assoluto, la scelta varia al variare della strategia di investimento desiderata.

Una primissima domanda alla quale occorre rispondere è quella se il trader voglia operare in regime di risparmio amministrato (sarà il trader stesso a gestire il proprio portafoglio, senza ingerenze esterne) o di risparmio gestito (la gestione del portafoglio viene di fatto delegata all’intermediario).

Superato questo scoglio, va capito bene quali siano gli strumenti finanziari di interesse del trader. Come intuibile, la scelta del broker varierà ad esempio se c’è più interesse nel negoziare titoli di Stato o criptovalute. È infatti più probabile che un broker tradizionale sia meno propenso ad offrire asset finanziari più all’avanguardia, come un titolo blockchain.

C’è poi il discorso delle commissioni, l’eterno nemico dei trader. Sebbene i broker finanziari più noti impongano commissioni più o meno elevate su ogni transazione, stiamo assistendo ad una proliferazione di nuovi operatori che, per guadagnare nuove quote di mercato (specialmente dalle generazioni più giovani) hanno eliminato del tutto il concetto di ‘commissioni’

Non facciamoci però trarre in inganno dall’assenza di commissioni: a volte dietro a questa offerta potrebbe nascondersi un broker finanziario poco solido e, dunque, occorrerà chiedersi se il gioco valga la candela nella scelta del proprio broker di fiducia.

Come viene determinato il prezzo di un asset finanziario

Sebbene questa domanda dovrebbe trovare risposta nella fase fondamentale di studio della materia, come già scritto, può essere utile spendere alcune parole circa la determinazione del prezzo di un asset finanziario.

In linea generale, come accade di norma anche in altri mercati, vale il principio classico della legge della domanda e dell’offerta. Dal momento che, scendendo nel particolare, dovremmo fare opportune distinzioni tra tipologie di asset finanziari diverse (un bond non viene prezzato con la stessa tecnica vista su mercato dei derivati), prenderemo a titolo di esempio un comune titolo azionario.

Occorre in questo caso acquisire una certa familiarità con due termini inglesi comunemente utilizzati: il prezzo bid (il prezzo più alto che il mercato è disposto a pagare per acquistare un’azione) ed il prezzo ask (il prezzo più basso al quale il mercato è disposto a vendere la stessa azione).

Il differenziale tra questi due prezzi è noto come spread, ed è il punto di equilibrio – in costante movimento – del mercato in un determinato momento. Va da sé che l’operazione inserita da un trader tramite un broker andrà a buon fine solo quando il prezzo di acquisto coinciderà con il prezzo ask (o, viceversa, quando il prezzo di vendita andrà a coincidere con il prezzo bid).

L’arte di diversificare il proprio portafoglio

Il vecchio mantra del ‘non mettere tutte le uova nello stesso paniere’ è, certamente, una regola importante da seguire sui mercati finanziari, specialmente per i trader alle prime armi.

Sebbene questa regola non goda di molta popolarità tra chi fa trading per professione, è giusto che chi non ha troppo tempo per svolgere una seria e rigorosa attività di ricerca relativamente ai propri investimenti segua il principio della diversificazione del rischio.

Il concetto in questo caso è semplice, esistono tre principali diversificazioni di investimento:

1.          Diversificazione geografica: per ridurre rischi di perdite nei propri investimenti dovute a questioni geo-politiche, può essere un’ottima idea comprare asset finanziari quotati in mercati finanziari diversi. Questo tipo di diversificazione, una volta preponderante, sta lentamente perdendo il proprio potere per via della progressiva globalizzazione ed internazionalizzazione dei mercati

2.          Diversificazione di settore: la diversificazione geografica sta lasciando spazio a quella legata al settore. Investire il 100% del proprio portafoglio sul mercato petrolifero può portare ad ingenti perdite qualora il prezzo del barile cali per questioni politiche.

3.          Diversificazione del tipo di asset in portafoglio: sta diventando interessante, specialmente dalla creazione delle criptovalute, costruire strategie di investimento che non diversificano solo sul settore o sull’area geografica, ma anche sulla natura stessa degli asset inseriti in portafoglio.

L’obiettivo è quello di ridurre al minimo la correlazione tra i rendimenti dei titoli in portafoglio, in modo da puntare ad un guadagno stabile nel tempo, senza troppe sorprese.

Mantenere una mentalità critica

Come linea guida finale, resta la regola d’oro del mantenere una mentalità critica ogni volta che ci si trova di fronte ad opinioni e ad analisi di natura finanziaria.

Internet è, senza ombra di dubbio, uno strumento che ha consentito una rapida popolarizzazione della finanza, affare che una volta era limitato a pochi eletti informati e più che benestanti. Purtroppo però, Internet ha anche dato voce ad una serie di personaggi che si spacciano come esperti di finanza online, senza averne titolo o competenze adatte.

La necessità di studiare è la chiave fondamentale per un trader per saper distinguere una persona seria da un truffatore che agisce da guru della finanza.

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