lunedì, Luglio 26

Interesse Nazionale: tutti ne parlano, ma cos’è? Con il politologo Gianfranco Pasquino parliamo del rapporto tra il concetto di Interesse Nazionale e la politica reale

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In questi giorni di consultazioni per la formazione del prossimo Governo, si è sentito molto spesso parlare di Interesse Nazionale: ne parla il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel richiamare i vari gruppi politici alla responsabilità, e ne parlano i rappresentanti delle stesse formazioni politiche, nel proporre delle proprie ricette.

La situazione uscita dalle urne è alquanto complicata e, per molti versi, rispecchia quanto accaduto nel 2013: anche allora, dalle elezioni uscì un Parlamento diviso fondamentalmente in tre grandi gruppi. In una tale circostanza, risulta molto elevato il rischio di ingovernabilità: nessuno dei tre gruppi politici principali possiede i numeri necessari a formare un Governo.

Con l’aprirsi delle consultazioni, i principali vincitori delle elezioni, il Movimento 5 Stelle e la Lega, hanno cominciato una serie di manovre volte a creare una convergenza che gli permetta di arrivare a quei numeri necessari alla formazione di un Governo. Ecco che, nei messaggi rilasciati dai rappresentanti delle varie forze politiche, in questi giorni ritorna in maniera quasi ossessiva l’espressione ‘Interesse Nazionale‘: soprattutto, ognuno dei vincitori sostiene di essere pronto a fare la propria parte nel nome della Nazione e, dicendo questo, rivendica il proprio ruolo alla guida del futuro Governo. Il problema è che, a valutare dai programmi, sembra evidente che le differenti forze politiche abbiano un’idea alquanto differente di cosa sia l’Interesse Nazionale

La Lega, che guida la Coalizione di Centro-Destra che ha ottenuto più voti alle elezioni, ha posizioni molto nazionaliste. Abbandonata l’era della secessione del nord, la Lega di Matteo Salvini ha sfoderato temi cari alla retorica nazionalista, come la difesa dei confini, la chiusura delle frontiere, l’uscita dall’euro e dall’Unione Europea; nel fare questo, si è posta su posizioni estremamente vicine, quando non sovrapposte, a quelle di Fratelli d’Italia, il movimento erede dell’Estrema Destra, guidato da Giorgia Meloni. Il problema, nella casa del Centro-Destra, viene dal rapporto tra il fronte ‘sovranista‘ (Lega e FdI) e il gruppo che, negli ultimi vent’anni, aveva guidato la Destra italiana: Forza Italia di Silvio Berlusconi. FI ha forse ottenuto la più grande delusione elettorale della sua storia: il sorpasso dei Slavini è apparso alquanto inaspettato. La posizione di FI, in realtà, è in contrasto con quella della Lega su molti punti, primo tra tutti il rapporto con la UE: il partito-azienda di Berlusconi, infatti, ha mantenuto, nei confronti di Bruxelles una posizione piuttosto ambigua. Nonostante sui temi europei le posizioni di Lega e FI restino piuttosto differenti, anche i seguaci del Cavaliere si sono detti, in diverse occasioni, disposti a partecipare a Governi di larghe (larghissime) intese in nome dell’Interesse Nazionale: nel fare ciò, però, hanno dimostrato di avere un’idea di Interesse Nazionale molto differente da quella dei propri alleati.

L’altro grande vincitore delle elezioni è stato il Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo e Davide Casaleggio. Il movimento è risultato il primo gruppo politico del Paese ma, essendosi presentato da solo, non è stato in grado di ottenere i voti necessari alla fondazione di un Governo. Il questo momento i grillini, nel rivendicare l’incarico della formazione di un Governo e nel chiedere il ruolo di Presidente del Consiglio per il loro candidato, Luigi Di Maio, si dicono disposti a trattare con gli altri gruppi sui temi, nel nome del già citato Interesse Nazionale. Nel disegno politico grillino, però, l’Interesse Nazionale acquista sfumature piuttosto differenti da quelle del Centro-Destra: la posizione sul rapporto con la UE, ad esempio, è piuttosto ondivaga e, all’interno del movimento, si trovano posizioni simili a quelle di Salvini accanto a posizioni molto più moderate. In ogni caso, per i grillini, il punto centrale dell’Interesse Nazionale sta nello smantellamento dei privilegi della vecchia classe dirigente, ovvero di quei partiti di cui hanno bisogno per formare un Governo.

Tra gli sconfitti, il primo è il Partito Democratico che, una volta appurata la portata della disfatta elettorale, ha visto il proprio Segretario, Matteo Renzi, ritirarsi e lasciare la guida del partito ad un reggente, l’ex-Ministro per le Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, Maurizio Martina. Tra tutti i soggetti politici, il PD è quello che ha fatto meno riferimento all’Interesse Nazionale: preso atto della sconfitta, la linea ufficiale del partito è di restare all’opposizione, rifiutando il corteggiamento da parte dei grillini (forse memore del trattamento riservato nel 2013 all’allora incaricato, Pierluigi Bersani, da parte dei delegati del movimento o dell’incontro, l’anno successivo, tra Renzi e Grillo). La linea del PD, dunque, è quella dell’opposizione responsabile: l’Interesse Nazionale declinato in chiave esterna al Governo.

Infine, c’è Liberi e Uguali, di Pietro Grasso. Il movimento fondato dall’ex-Presidente del Senato, che racchiude i fuoriusciti del PD e parte della galassia di Sinistra, si è detto disposto ad un collaborazione con il movimento di Grillo per risolvere i gravi problemi del Paese. Su posizioni fondamentalmente europeiste, per LeU la priorità è soprattutto l’aiuto dei migranti e l’attuazione di politiche di sostegno alle famiglie in difficoltà: una visione alquanto differente dell’Interesse Nazionale.

Ma che cos’è veramente questo Interesse Nazionale di cui tutti parlano? Secondo una visione più patriottica o nazionalista, sarebbe possibile parlare di un interesse che riguardi tutta la Nazione; secondo altri punti di vista, però, essendo la Nazione fatta di individui e gruppi sociali i cui interessi particolari sono spesso in contrasto tra loro, non sarebbe possibile parlare di un vero e proprio Interesse Nazionale: in quest’ottica, l’Interesse Nazionale è troppo spesso l’interesse di una classe dominante appiccicato sulle presunte necessità degli altri gruppi sociali o, nella migliore delle ipotesi, una sintesi o un compromesso tra il maggior numero possibile di esigenze ed istanze particolari.

Per tentare di chiarire che cosa sia veramente (o se veramente esiste) l’Interesse Nazionale e come questo concetto si possa applicare alla situazione attuale, abbiamo parlato con il politologo Gianfranco Pasquino, ex-Senatore della Repubblica Italiana e Professore Emerito di Scienza Politica presso l’Università di Bologna.

 

Che cos’è l’Interesse Nazionale? Esiste davvero o si tratta di astrazione idealistica e propaganda?

Una parte di Interesse Nazionale esiste davvero: avere un Paese nel quale sia garantita la sicurezza delle persone, nel quale siano protetti e promossi i diritti degli individui, nel quale ci sia una ragionevole possibilità di agire, dal punto di vista del proprio lavoro e della propria professione, in maniera efficace e produttiva.

L’altra parte dell’Interesse Nazionale, ma questa è un’interpretazione in buona misura personale, è di avere una presenza efficace a livello europeo, di sapere contare a livello europeo: un Governo difende bene l’Interesse Nazionale nella misura in cui è credibile sul piano europeo; fa quello che promette e promette soltanto quello che può fare.

Esiste un unico Interesse Nazionale o ne esistono molteplici? Come mai i vari soggetti politici individuano Interessi Nazionali molto differenti tra loro?

I vari soggetti politici fanno operazioni che sono partigiane o particolaristiche: definiscono l’Interesse Nazionale secondo le loro preferenze e secondo i loro interessi, di solito con un respiro molto corto e quindi, di tanto in tanto, sono costretti a cambiare e riformulare le loro definizioni. Di solito commettendo degli errori quando cercano di attuare solamente le proprie preferenze non tenendo conto delle preferenze più ampie dell’elettorato, che pur dovrebbero conoscere.

Poi ci sono gli interessi dei vari gruppi sociali, che sono diversi tra loro e che, però, non sono l’Interesse Nazionale: sono interessi di quei gruppi, di quei partiti, di quelle organizzazioni. Secondo la Costituzione, un Governo e il Presidente della Repubblica dovrebbero saper selezionare e  ricomporre questi interessi in maniera tale da produrre quello che, per l’appunto, è l’Interesse Nazionale.

Quali sono i principali modelli di Interesse Nazionale attualmente proposti dai vari soggetti politici al Presidente della Repubblica?

È difficile dirlo. Io credo che quasi nessuno di loro stia ragionando in termini di Interesse Nazionale e che questo, all’interno dei partiti e dei movimenti sia fondamentalmente un elemento secondario per la loro attività politica. Nessuno riesce a definirsi come portatore di meri interessi nazionali e si potrebbe anche dire che non dovrebbero farlo, trattandosi di partiti e, quindi, di rappresentanti di parti della Società: la ricomposizione avviene in Parlamento e, poi, a livello di Governo. Come ho già detto, è il Presidente della Repubblica che ha il dovere costituzionale di interpretare l’Interesse Nazionale.

Quando si sentono i rappresentanti politici dire di voler fare dei ‘Governi di Interesse Nazionale’, si è di fronte ad un’affermazione fondamentalmente priva di senso. L’unico che potrebbe permettersi di dire una cosa del genere, con una vaga approssimazione alla realtà, è il Movimento 5 Stelle, data la natura molto composita del suo elettorato. Gli altri partiti rappresentano sezioni geografiche del Paese oppure sezioni sociali. Per esempio, il Partito Democratico ha lentamente perso il contatto con i settori popolari ed è oggi prevalentemente votato da settori di classe medio-alta, con un buon livello di istruzione, prevalentemente residenti in situazioni urbane; il PD, quindi, non può presentarsi come il rappresentante dell’Interesse Nazionale, ma può farlo dal punto di vista programmatico, ovvero può dire quali sarebbero le sue scelte che garantirebbero il miglioramento della Società nel suo insieme. La Lega originariamente non era altro che la Lega del Nord, o la Lega Padana; adesso sta cercando di ampliare la sua rappresentanza con un po’ di successo, però non può presentarsi con rappresentante dell’Interesse Nazionale, anche se poi la Lega e Fratelli d’Italia hanno una posizione che è ‘sovranista’ e dicono di mettere l’Interesse Nazionale al di sopra della presenza italiana in Europa, e credo che questo sia un errore perché in Europa dobbiamo starci e, quindi, l’Interesse Nazionale è meglio difeso all’interno di una grande organizzazione che non dai singoli Stati che sono, francamente, abbastanza obsoleti.

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