sabato, Maggio 8

Intercettazioni: privacy e diritto di informazione Stefano Quintarelli, fondatore di I.Net e le intercettazioni nell'era del mondo digitale

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In questo contesto bisogna aggiungere il fatto che possiamo essere intercettati a tutto tondo e tramite qualsiasi dispositivo (non solo telefoni), e più che impuntarsi su cosa è gossip non pubblicabile e cosa non lo è, il Governo dovrebbe puntare l’attenzione sui mezzi.  Ne abbiamo parlato con Stefano Quintarelli, fondatore di I.NetCome è cambiato il panorama? Con lo sviluppo dell’elettronica quello che succede è che le reti smettono di avere un nucleo centrale di comunicazione e questa avviene sulla rete direttamente tra gli estremiNel passato c’era un nucleo centrale, ed era facile fare un’intercettazione, si attaccavano i morsetti al nucleo. Una volta venuto meno il nucleo centrale diventa tutto più complicato. Aggiungiamo a tutto questo anche lo sviluppo dell’elettronica. Prima i terminali erano ‘dumb terminal’ (terminale stupido), oggi i terminali hanno capacità di elaborazione locale e quindi si arriva al software di comunicazione utilizzando delle banali funzioni matematiche che, però, rendono il contenuto cifrato. Sottolineo questo fatto perché sono banali funzioni matematiche, alla portata di qualunque studente del liceo. Questo è il nuovo scenario”.

A questo punto le nuove tecniche entrano a gamba tesa nel calderone delle intercettazioni.  La domanda è se si può immaginare uno scenario futuro in cui si passa da un sistema che aveva un nucleo centrale dove era possibile collegarsi per registrare la comunicazione che avveniva in chiaro, ad un sistema dove la comunicazione avviene direttamente tra gli estremi e questa può essere banalmente cifrata, dobbiamo capire se è pensabile nel lungo periodo di rinunciar tout court ai sistemi di intercettazioni”.

La nostra Costituzione difende sia il diritto di informazione sia il diritto della privacy, forse il dibattito parlamentare dovrebbe essere incentrato su questo piuttosto che su altro. Se guardiamo la Costituzione la risposta è no. Il meccanismo delle intercettazioni è possibile nei casi previsti dalle legge. Bisogna capire come fare in modo che le intercettazioni per questo scenario, dove abbiamo sistemi elettronici e che comunicano direttamente come rientrare nel concetto di intercettazioni”.

Anche dire è vietato fare crittografia, come vorrebbe Putin, è una cosa non giusta, perché questa è una funzione matematica alla portata di studenti, chiunque lo può fare. E’ giusto che ci siano delle comunicazioni riservate, come quelle tra paziente e medico, tra avvocato e cliente e così viaC’è un altro distinguo da fare. L’uso del trojan captatore per come si è evoluto fino ad ora, è un oggetto che vien installato sul dispositivo della persona e ne prende il controllo totale. Questo vuol dire che non solo si può intercettare la comunicazione, ma si possono vedere i file, accendere la telecamera, il microfono, attivare il GPS, si postini vedere i messaggi che vengono scambiati e mandarli ad insaputa della persona. Questa è una grande differenza rispetto allo scenario precedente. Il primo problema è l’ampiezza dei contenuti e un secondo problema è la profondità. Stiamo parlando di un’invasività che non ha precedenti nella storia della società. Il problema è fare in modo che queste cose avvengono facendole ricadere nell’ambito delle garanzie costituzionali. Bisogna lavorarci sopra, con un confronto ampio.Non è solo lo smartphone il perimetro di attacco, pensiamo alle auto con i viva voce, i televisori con le telecamere. Anche i termostati delle case incominciano ad aver dei microfono e quindi possono essere intercettatiPer quanto riguarda cosa può essere pubblicato oppure no, anche in questo caso, ci troviamo di fronte ad un tema molto delicato e importante, soprattutto alla luce di quello che abbiamo detto”.

 

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